Si sa che la Storia la scrivono i vincitori. È sempre accaduto e sempre accadrà, anche se l'avvento dei nuovi media ha cambiato lo scenario. Non si sottrae certo a questa tentazione Donald Trump, che però ha fatto un ''salto di qualità'', raccontando l'assalto dei suoi sostenitori al Campidoglio nelle ore in cui Joe Biden stava giurando come Presidente come un'azione pacifica, anzi meritoria, ad opera di patrioti e non certo di scatenati distruttori, come invece raccontato da centinaia di video.
Usa: l'assalto al Campidoglio del 2021? Per la Casa Bianca, come un pacifico picnic di patrioti
Una nuova pagina web sotto il dominio ufficiale whitehouse.gov, lanciata cinque anni dopo la rivolta del 6 gennaio 2021 al Campidoglio, riscrive la storia dell'attacco al Campidoglio avvenuto mentre il Congresso confermava la vittoria di Joe Biden alle elezioni presidenziali del 2020.
Ma forse dire ''riscrive'' è sbagliato, perché la storia è stata ribaltata, dando la patente di patrioti a chi, con il suo gesto, portò la rivolta targata Trump sin dentro il cuore della democrazia americana.
Il sito web della Casa Bianca sposa, pedissequamente, le opinioni da tempo promosse dal presidente Trump, secondo cui l' attacco del 6 gennaio sarebbe stata una "marcia pacifica", incolpa la polizia del Campidoglio per "l'escalation delle tensioni" e ripete la falsa affermazione secondo cui le elezioni del 2020 sarebbero state rubate.
"I democratici hanno magistralmente capovolto la realtà dopo il 6 gennaio, etichettando i manifestanti pacifici e patriottici come 'insurrezionalisti' e inquadrando l'evento come un violento tentativo di colpo di stato orchestrato da Trump, nonostante non ci fossero prove di ribellione armata o di intenti a rovesciare il governo", si legge nella nuova pagina web.
Per fare capire il clima che si respira a Washington, il portavoce della Casa Bianca, Steven Cheung, ha pubblicato un link sui social media e ha scritto: "Volete sapere la VERITÀ? Trovate tutti i fatti qui". Anche l'account ufficiale X della Casa Bianca ha pubblicato un link, scrivendo: "Ora scopri la VERA storia del 6 gennaio".
Cercando di sintetizzare quanto accadde, migliaia di sostenitori di Trump fecero irruzione nel Campidoglio, vandalizzandolo, costringendo alla fuga parlamentari e i loro staff, aggredendo gli agenti di polizia presenti sul posto con aste per bandiere, spray al peperoncino e altri oggetti. Più di 150 agenti rimasero feriti, e cinque di loro morirono nei giorni e nelle settimane successive.
Una donna, Ashli Babbitt, fu uccisa a colpi d'arma da fuoco dalla polizia del Campidoglio mentre una folla cercava di entrare nell'aula della Camera, mentre altre tre persone sono morte nel caos.
Il giorno in cui Trump si è insediato per il suo secondo mandato, ha graziato più di 1.500 persone condannate o accusate per l'attacco, tra cui individui condannati per crimini violenti e gravi, tra cui aggressione a ufficiali di polizia e cospirazione sediziosa.
La nuova pagina web della Casa Bianca, afferma che Trump ha graziato "gli imputati del 6 gennaio che sono stati ingiustamente presi di mira, accusati di reati eccessivi e usati come esempi politici. Non sono stati protetti dai leader che li hanno delusi. Sono stati puniti per coprire la loro incompetenza".
Nella stessa pagina si afferma che, quando la folla arrivò al Campidoglio quel giorno, "la polizia del Campidoglio lanciò aggressivamente gas lacrimogeni, granate stordenti e munizioni di gomma contro la folla di manifestanti pacifici, ferendone molti e aumentando deliberatamente la tensione. Le prove video mostrano gli agenti rimuovere inspiegabilmente le barricate, aprire le porte del Campidoglio e persino far cenno ai partecipanti di entrare nell'edificio – azioni che ne facilitavano l'ingresso – mentre contemporaneamente usavano la forza contro altri. Queste tattiche incoerenti e provocatorie trasformarono una manifestazione pacifica in caos".
Il sito non include i resoconti di alcuni agenti di polizia nelle testimonianze al Congresso che sono in conflitto con la versione della Casa Bianca. Un agente ha descritto l'accaduto come "una scena di guerra".
L'ex vicepresidente Mike Pence, secondo la pagina, si sarebbe macchiato di ''un atto di codardia e sabotaggio", nonostante il ruolo del vicepresidente nel certificare la vittoria di Biden fosse solo cerimoniale .
La nuova pagina web attribuisce in modo evidente la colpa a Pelosi per le "lacune nella sicurezza" che "hanno scatenato il caos che hanno poi sfruttato per prendere e consolidare il potere", riferendosi ai democratici.