Il turismo continua a rappresentare uno dei settori chiave per l’economia italiana. Secondo i dati diffusi da Enit, nel 2024 il comparto ha contribuito per il 10,8% al Pil nazionale, generando il 13% dell’occupazione complessiva. Le proiezioni indicano che entro il 2034 l’incidenza del turismo potrebbe raggiungere il 12,6% del Pil, con un impatto occupazionale pari al 15,7%. Il Paese ha registrato oltre 235 milioni di presenze turistiche straniere, in aumento del 3,7% rispetto al 2023. La spesa dei visitatori internazionali si attesta a 28,7 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno, pari al 65% del totale, con una crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente.
Turismo traino dell’economia: generato il 10,8% del Pil
“I flussi turistici dimostrano il potenziale dell’Italia e le possibilità di ulteriore sviluppo. Puntiamo a migliorare l’attrattività delle destinazioni meno conosciute, consolidando un trend positivo che favorisce l’economia e la cultura del Paese” afferma Ivana Jelinic, amministratore delegato di Enit (in foto). I primi dati del 2025 appaiono incoraggianti, con strategie orientate all’esplorazione di nuovi mercati e sinergie internazionali per rafforzare il settore.
Tra le motivazioni che spingono i visitatori a scegliere l’Italia, accanto al patrimonio artistico e culturale, emerge con forza il turismo enogastronomico, cresciuto del 176% negli ultimi dieci anni. Da fenomeno di nicchia a elemento strutturale dell’offerta turistica, il settore ha generato una spesa internazionale di 363 milioni di euro nell’ultimo anno, coinvolgendo 1,1 milioni di visitatori e generando 1,8 milioni di pernottamenti.
La Germania si conferma il mercato principale, con oltre 100 mila turisti che hanno soggiornato per 361 mila notti, determinando una spesa superiore a 58 milioni di euro. La stretta correlazione tra l’export agroalimentare italiano e il turismo incoming si conferma determinante: nei primi sei mesi del 2024 le esportazioni del settore hanno raggiunto i 34 miliardi di euro (+7,1% rispetto allo stesso periodo del 2023), con una previsione di chiusura d’anno a 70 miliardi.
Germania, Stati Uniti, Francia e Regno Unito, principali mercati di destinazione dei prodotti italiani, risultano essere anche i Paesi da cui provengono il maggior numero di turisti. La Germania guida la classifica con il 14,8% delle presenze nei primi nove mesi del 2024, seguita da Francia (13,2%), Regno Unito (7,5%) e Stati Uniti (5%).
“L’export delle eccellenze italiane è un volano per il turismo. La promozione all’estero si traduce in un incremento degli arrivi, alimentando un circolo virtuoso di valore e investimenti” sottolinea Jelinic. Parallelamente, si registra un crescente interesse per il turismo rigenerativo, che abbina sostenibilità e valorizzazione del territorio.
Secondo un’indagine Booking, il 44% dei viaggiatori alto-spendenti di Europa, Asia e Nord America sarebbe disposto ad aumentare la spesa del 10% per viaggi a basso impatto ambientale, mentre il 39% investirebbe volentieri di più per un’esperienza sostenibile. Tra gli italiani, il 64% considera la sostenibilità un fattore determinante nella scelta delle destinazioni, percentuale che sale al 71% nella fascia under 35. Secondo Enit, il 75% ritiene essenziale lo sviluppo del turismo sostenibile per la transizione ecologica, mentre il 63% privilegia mete di prossimità e borghi storici.
“I giovani sono sempre più sensibili al tema della sostenibilità, e l’Italia è perfettamente in grado di rispondere a queste nuove esigenze grazie a un’offerta turistica diversificata” conclude Jelinic. Con un settore in costante evoluzione, l’Italia rafforza il proprio ruolo di destinazione di riferimento per i viaggiatori internazionali, integrando tradizione, innovazione e sostenibilità in un modello di crescita che punta a consolidarsi nei prossimi anni.