Il Termometro Altroconsumo 2024 analizza la situazione economica delle famiglie italiane, misurando la capacità di sostenere le spese principali. L’indice si attesta a 49 punti su 100, segnalando una ripresa del benessere dopo anni di difficoltà. Tuttavia, il 16% delle famiglie è sottoposto a una forte pressione economica, affrontando difficoltà in tutti gli ambiti di spesa. La capacità di spesa non è omogenea sul territorio nazionale, con forti disuguaglianze tra Nord e Sud.
La capacità di spesa delle famiglie migliora, ma le spese sanitarie restano un ostacolo
L’indice è superiore alla media in Trentino-Alto Adige (52,3), Lombardia (50,8), Liguria (50,4) e Sicilia (50,3), mentre scende sotto la media in Abruzzo (44,8), Puglia (47,3), Sardegna (47,6) e Marche (47,9). Casa e salute restano le principali voci di spesa problematiche: il 48% delle famiglie fatica a coprire i costi legati all’abitazione, tra bollette, mutuo, affitto e manutenzione, mentre il 45% trova difficoltoso sostenere le spese sanitarie, in particolare cure dentistiche e visite mediche.
Seguono le difficoltà legate a cultura e tempo libero, generi alimentari, mobilità e istruzione. Il 57% delle famiglie segnala problemi con i costi dell’automobile, il 55% con le cure dentistiche, il 52% con le visite mediche, il 51% con viaggi e vacanze, il 46% con le bollette. Rispetto al 2023, diminuiscono le famiglie in difficoltà per le spese alimentari di base e le utenze, ma aumentano le difficoltà nel sostenere cure dentistiche (+4 punti percentuali), occhiali e apparecchi acustici (+3) e assistenza psicologica (+2).
La sanità continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni, complicata dai tempi di attesa nel pubblico che costringono sempre più persone a rivolgersi al settore privato. Risparmiare nel 2024 si è rivelato complesso per il 70% delle famiglie, mentre solo il 10% ha trovato facile mettere da parte denaro.
Il quadro è leggermente migliorato rispetto all’anno precedente: la percentuale di famiglie impossibilitate a risparmiare è scesa dal 40% al 35%, mentre quella di chi è riuscito a farlo senza difficoltà è salita dal 7% al 10%. Il pessimismo, però, domina le previsioni per il 2025: una famiglia su tre si aspetta un peggioramento della propria capacità di far fronte alle spese, con prospettive di risparmio incerte e timori diffusi per il futuro.