A proposito delle attese turbe e folle di persone in occasione del Giubileo, forse si potrebbe davvero dire che “chi troppo vuole nulla stringe”: infatti, i rincari esorbitanti registrati nella Capitale in previsione dell’evento hanno portato a un risultato contrario a quello desiderato. Almeno secondo un report realizzato da SoloAffitti, secondo cui le prenotazioni delle case sono in calo rispetto al 2024 dell'8%. i prezzi medi degli affitti brevi a Roma continuano a salire (come anche quelli dei canoni degli immobili per residenti: +17%).
Roma e il Giubileo 2025: l'attesa dei turisti che ancora non arrivano
Attualmente, la tariffa media per notte in una casa è di 199 €, con un aumento del 5% rispetto al 2024. Le case vuote, che evidentemente sono troppe, però non stanno tornando sul mercato degli affitti a lungo termine, semmai su quello a medio termine, che resta comunque precluso ai residenti. Nel frattempo, secondo diverse associazioni e sindacati, Roma diventa sempre più costosa in tutto, come sempre accade a ridosso di grandi eventi. Cgil e Uil di Roma già a dicembre avevano scritto al sindaco di Roma Gualtieri, per segnalare rincari del 300% in alcune zone della Capitale in vista del Giubileo. Aumenti che, come sempre, non colpiscono solo i turisti, ma anche la cittadinanza. Secondo l’analisi dell’Unione consumatori dello scorso novembre, Roma è la seconda città più cara d'Italia con un'inflazione del 2% contro una media nazionale dell’1,3% e l'aumento della spesa media annua è pari a 518 € a famiglia.
Assoutenti aveva previsto che per effetto dell’aumento della domanda i prezzi minimi di una notte in albergo sarebbero aumentati del 51% e in B&B del 27%, ma il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, puntualizza: «Le tariffe degli alberghi sono scelte in base al rapporto domanda-offerta. C'è stato un aumento dei prezzi dopo il Covid dovuto all'inflazione e all'aumento dei costi delle materie prime, ma non c'è una speculazione per il Giubileo».
Aumenti in vista invece per caffè, panini, pizza e pasti al ristorante. E anche per i trasporti: il Roma Pass da 72 ore, che consente di accedere a musei e mezzi pubblici, è passato da 52 a 58,50 € e quello da 48 ore da 32 € è passato a 36,50. Il costo dei permessi Ztl per i bus turistici è stato triplicato per disincentivare l’assalto al centro e più cari sono diventati anche i taxi con l’introduzione di una quota minima di 9 € (introdotta però già la scorsa estate) e ritocchi ai prezzi a tariffa fissa verso gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino ed il porto di Civitavecchia. Nessun aumento sulla corsa singola su bus e metropolitane, a differenza dei biglietti quotidiani e settimanali.
Durante l'Albergatore Day del gennaio scorso, il sindaco Gualtieri aveva detto che i flussi dei pellegrini avrebbero garantito «una continuità con i dati dello scorso anno e consentiranno nell'anno successivo, il 2026». I turisti nel 2025 dovevano arrivare a 35 milioni ma per ora i numeri dicono tutt’altro. Il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, durante lo stesso incontro aveva dichiarato che le stime iniziali non erano realistiche e infatti l'andamento delle presenze negli alberghi dall'inizio dell'anno a oggi è stato simile al 2024 «con un calo nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio del 3-4% rispetto al 2024, soprattutto nella fascia dei 4-5 stelle».
E non va meglio nemmeno sulle piattaforme di affitti brevi: nonostante un incremento tra i 9 e i 10 mila appartamenti destinati a tale uso dal 2023 (+5.000 nel 2024) le prenotazioni non sono aumentate, anzi, il tasso di occupazione media degli alloggi è calato dal 78% al 70%, aumentando la competizione tra proprietari e peggiorando la crisi abitativa. Probabilmente lo spauracchio dell’incremento del turismo ha ottenuto l'effetto contrario: chi voleva recarsi a Roma quest'anno ha rinunciato per paura di trovarsi in mezzo a folle di turisti: «Di solito per la il turismo in città è buono l'anno successivo a quello giubilare. Da un lato perché l'evento fa da promotore della destinazione e dall'altro perché una parte del turismo tradizionale rinuncia ad andare proprio per evitare quell'afflusso», ha dichiarato ancora Roscioli.
I numeri in aumento a Roma sono soltanto quelli forniti dagli aeroporti della città. L'unico dato disponibile è quello relativo a gennaio e in effetti c'è stato un aumento del 10,4% rispetto al 2024, ben poco rispetto al raddoppio che è stato ventilato. Inoltre, è risaputo che, nella stragrande maggioranza dei casi, i pellegrini non sono turisti altospendenti e, viaggiando spesso in gruppo, la scelta dell'alloggio non ricade in genere su case, che possono ospitare un numero limitato di ospiti alla volta.