Economia

PNRR: l'Ue concede l'utilizzo, per le industrie della Difesa, dei fondi non spesi

Redazione
 
PNRR: l'Ue concede l'utilizzo, per le industrie della Difesa, dei fondi non spesi

I tempi di attuazione dei progetti finanziati con il PNRR stanno diventando una tagliola per gli Stati, alcuni dei quali, allo stesso modo degli enti territoriali coinvolti, non riusciranno a rispettare i termini. Per questo la Commissione europea, quasi a sorpresa (vista la linea del rigore che, sul Piano, aveva sin dall'inizio sbandierato) ha accettato il dato di fatto, varando una revisione dell'impianto del Pnrr, consentendo finanziamenti anche in settori specifici, quali quelli della difesa. Una inclusione che pare tenere conto del piano di riarmo europeo varato dall'Europarlamento.

PNRR: l'Ue concede l'utilizzo, per le industrie della Difesa, dei fondi non spesi

In base al nuovo impianto, Stati e Regioni hanno tempo fino a giugno per capire quali siano i progetti inseriti nel piano che, ragionevolmente, non potranno essere completati entro l'agosto dell'anno prossimo, data entro la quale le relative opere avrebbero dovuto essere ultimate. Progetti che potrebbero essere fatti rientrare per i finanziamenti nella politica di Coesione. Ma l'aspetto più sostanziale del cambio di rotta della Commissione sta nella possibilità di aumentare le spese per la produzione industriale della difesa.

''L'eventuale uso dei fondi di coesione per aumentare la produzione industriale nella difesa e per migliorare la mobilità militare nell'Ue - ha spiegato il vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto (in foto) - è una possibilità, non un obbligo per gli Stati membri, che possono scegliere se avvalersene o meno''.

Fitto ha rivelato che la revisione dei piani del Pnrr è ''frutto di un lavoro. Ho incontrato tutti e 27 i governi nazionali, ho incontrato il Comitato delle Regioni e in molti Paesi, come l'Italia, ho incontrato anche la rappresentanza dei sindaci e dei presidenti delle Regioni''.

La finalità è quella di ''creare le condizioni per dare delle risposte''.
Cercando di anticipare le possibile critiche che potranno giungere sull'ipotesi di indirizzare i fondi sulle industria della Difesa, Fitto ha detto che ''questo provvedimento è un modo per consentire l'utilizzo di risorse, di adattarle alle nuove priorità, e la difesa, anche nella sua reale possibilità di uso nell'ambito della Politica di coesione che nulla ha a che fare con l'acquisto di armi''. Fitto è andato oltre dicendo di avere letto dichiarazioni ''che dicono che noi spostiamo i soldi per la difesa, per le armi. No: ogni Stato membro decide e ogni responsabile del programma decide se vuole, e può, utilizzare l'opportunità che noi mettiamo sul tavolo''.

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