Economia

Piemonte, manifattura in affanno: quarto calo consecutivo nel IV trimestre 2024 (-1,0%)

Redazione
 
Piemonte, manifattura in affanno: quarto calo consecutivo nel IV trimestre 2024 (-1,0%)

Unioncamere Piemonte, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e UniCredit, diffonde oggi i dati della 213ª Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera, realizzata con il supporto degli Uffici Studi delle Camere di commercio provinciali. La rilevazione, condotta nei mesi di gennaio e febbraio 2025, ha analizzato i dati del periodo ottobre-dicembre 2024 su un campione di 1.839 imprese industriali piemontesi, rappresentative di 91.604 addetti e di un fatturato complessivo di circa 61,5 miliardi di euro.

Piemonte, manifattura in affanno: quarto calo consecutivo nel IV trimestre 2024 (-1,0%)

Il quadro macroeconomico del 2024 ha evidenziato un rallentamento significativo, con un PIL italiano cresciuto dello 0,7% su base annua, al di sotto delle aspettative e concentrato nella prima parte dell'anno. La stagnazione degli ultimi trimestri è stata determinata dalla debolezza dei consumi interni e dalla contrazione degli investimenti, mentre il settore delle costruzioni ha beneficiato del residuo effetto del superbonus. L'industria ha invece registrato una flessione, appesantita dalle difficoltà del manifatturiero.

Gian Paolo Coscia, Presidente di Unioncamere Piemonte ha dichiarato: “L'indagine congiunturale rivela una fase critica per l'industria piemontese, con una contrazione prolungata della produzione dovuta a fattori geopolitici e difficoltà settoriali. Occorre impegnarsi a invertire questa tendenza attraverso un piano di interventi mirati. È necessario sostenere i settori in crisi, stimolare la domanda interna, potenziare l'export, semplificare la burocrazia e investire nella formazione professionale. L'obiettivo è rilanciare l'economia piemontese, lavorando in sinergia con imprese e istituzioni, per superare le difficoltà attuali e costruire un futuro di benessere e sviluppo sostenibile".

La Regional Manager Nord Ovest di UniCredit, Paola Garibotti, aggiunge: “Ci troviamo in un contesto di mercato che mostra una domanda moderata di prestiti per nuovi investimenti, come si evince anche dai dati presentati oggi. Le imprese e le pmi, in particolare, sono al centro della nostra strategia di crescita. Nel Nord Ovest, abbiamo erogato oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro, di cui 1 miliardo e 51 milioni alle imprese nel 2024, di cui oltre il 50% alle pmi. Abbiamo un dialogo costante con gli imprenditori e li supportiamo nei loro piani di crescita e di consolidamento nei mercati in cui operano. Riteniamo che investendo in digitalizzazione e radicando in essi una profonda cultura ESG, si possa crescere e competere. Noi, come banca, siamo in prima linea per aiutare la transizione delle imprese verso la sostenibilità”.

In Piemonte la produzione manifatturiera ha subito una flessione per il quarto trimestre consecutivo, con un calo medio annuo dello 0,8%, in controtendenza rispetto alla crescita del 2023 (+1,5%) e del 2022 (+3,4%). Ogni trimestre del 2024 ha evidenziato segni negativi: -0,4% nel primo, -1,1% nel secondo, -0,5% nel terzo e -1,0% nell'ultimo. Le cause principali sono state l'incertezza geopolitica, la minaccia di dazi statunitensi e la crisi di settori chiave come automotive, metalmeccanica e tessile.

Andrea Perusin, Direttore Regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo (in foto), commenta: “Il quadro delineato oggi è coerente con quanto emerge dal dialogo quotidiano con le nostre 96.000 imprese clienti piemontesi e con il riscontro dei nostri gestori di relazione, che rimarcano come alcuni settori più di altri siano alle prese con una profonda ristrutturazione, e come molte filiere saranno obbligate a ripensarsi. La flessibilità e la capacità di diversificare prodotti e mercati restano la forza di questo sistema produttivo, che deve continuare a investire con maggiore coralità per vincere le nuove sfide. Come prima banca italiana, sosteniamo crescita e competitività delle imprese di ogni dimensione, facendo rete con tutti gli attori economici e incoraggiandole a puntare su sostenibilità, indipendenza energetica, innovazione e ricerca, digitale, anche grazie ai 200 miliardi di euro messi a disposizione dal nuovo accordo siglato con Confindustria. Nel 2024, Intesa Sanpaolo ha erogato in Piemonte 2,5 miliardi di euro a imprese e famiglie. In particolare i progetti ESG, dal lancio delle linee di finanziamento S-Loan e Circular Economy, hanno beneficiato di 660 milioni di euro, premiando le aziende impegnate in obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale”.

Nonostante la contrazione produttiva, nel quarto trimestre 2024 gli ordinativi totali sono rimasti stabili (+0,1%), grazie al mercato estero (+1,7%), che ha compensato il calo della domanda interna. Il fatturato ha registrato una lieve crescita (+0,3%), trainata dall'export (+1,0%), mentre il mercato domestico ha segnato una flessione dello 0,1%. I settori più colpiti sono stati i mezzi di trasporto (-9,2%), con una contrazione particolarmente grave nella produzione di autoveicoli (-46%), seguiti dalla componentistica autoveicolare (-2,4%) e dal comparto aerospaziale (-2,8%). Le industrie elettriche ed elettroniche hanno segnato un calo del 4,4%, la meccanica del 3,7%, il tessile del 2,4% e la metallurgia del 2,1%.

Alcuni comparti hanno mostrato maggiore resilienza: l'alimentare e le bevande hanno registrato un aumento della produzione del 5,0%, il legno e il mobile dell'1,3%, mentre le industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche hanno segnato un incremento dello 0,9%. Su base dimensionale, le PMI hanno mostrato una sostanziale tenuta, con variazioni comprese tra il +0,1% delle microimprese e il +0,5% delle medie aziende, mentre le grandi imprese hanno segnato un calo del 7,5% nel quarto trimestre e del 4,4% su base annua.

A livello territoriale, Cuneo ha registrato una crescita dell'1,5%, trainata dal settore alimentare, seguita da Alessandria (+1,1%) e Verbano-Cusio-Ossola (+1,7%). Vercelli ha segnato un aumento dello 0,5%, grazie al contributo dell'alimentare, della chimica e dell'abbigliamento. Tra le province in flessione, Biella ha subito un calo del 2,4% a causa della crisi del tessile, Torino ha segnato una contrazione del 2,7% per il rallentamento dell'automotive e della meccanica, Asti dell'1,9% e Novara dello 0,4%.

Il clima di fiducia delle imprese manifatturiere piemontesi continua a peggiorare, con un indice che nel quarto trimestre 2024 si attesta a 77,3 punti, al di sotto della soglia critica di 100 dal 2022. La propensione agli investimenti è in calo: nel 2024 il 30,8% delle imprese ha effettuato investimenti, contro il 34,7% del 2023, con una previsione in ulteriore riduzione al 27,8% per il 2025. Le industrie chimiche e delle materie plastiche (45,4%), i mezzi di trasporto (41,9%), la meccanica (41,4%) e l'alimentare (41,4%) hanno mostrato una maggiore propensione agli investimenti, mentre a livello territoriale spiccano Vercelli (39,5%) e Torino (37,6%). La tendenza cresce con la dimensione aziendale: il 93,5% delle grandi imprese ha effettuato investimenti, contro il 25,3% delle microimprese. In questo contesto complesso, il manifatturiero piemontese si trova di fronte alla sfida di ripensare il proprio modello produttivo, con l'urgenza di politiche economiche mirate a rilanciare competitività e crescita.

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