Anche se il segretario di Stato Rubio continua a ripetere che l'America continuerà nel suo impegno nella Nato, i partner europei dell'Alleanza atlantica sembrano cominciare a considerare un futuro senza Washington.
È forse, quindi, cominciato quella auspicata "europeizzazione" della NATO o, come già la definisce qualcuno, una "NATO 3.0" .
Nato: Rubio rassicura sull'impegno Usa, ma gli europei si preparano a un futuro senza Washington
Qualunque sia il termine utilizzato, l'idea che gli europei si assumano una maggiore responsabilità della propria difesa collettiva, assicurata da settantacinque anni dall'Alleanza Atlantica, all'interno della quale gli Stati Uniti svolgono un ruolo preminente, comincia a prendere piede nelle capitali del Vecchio Continente.
Il fatto che gli Stati Uniti di Donald Trump abbiano deciso di voltare volontariamente le spalle all'Europa per concentrarsi sia sui propri confini sia sull'Asia, con la Cina nel mirino, avvicinandosi nel contempo alla Russia di Vladimir Putin, pone gli europei di fronte a una sfida enorme.
I toni esageratamente aggressivi dell'Amministrazione Trump sono apparsi nella loro realtà quando Pete Hegseth, Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, aveva già avvertito, il 12 febbraio, durante la sua visita alla sede centrale dell'organizzazione a Bruxelles, che "gli Stati Uniti non avrebbero più tollerato una relazione sbilanciata che incoraggiasse la dipendenza".
Da parte sua il segretario di Stato Marco Rubio al suo arrivo a Bruxelles, nella sede dell'Alleanza atlantica, ha denunciato "l'isteria" di una parte del mondo e della stampa americana attorno a questa questione.
Ha inoltre confermato che gli Stati Uniti si aspettano che tutti i Paesi della NATO aumentino drasticamente le loro spese militari, destinandovi almeno il 5% del loro PIL.
Richiesta da vago sapore ultimativo ad oggi destinata a essere respinta.