Economia

Inflazione sotto controllo e fiducia in lieve recupero, le imprese guardano al 2026 con cauto ottimismo

Redazione
 
Inflazione sotto controllo e fiducia in lieve recupero, le imprese guardano al 2026 con cauto ottimismo
Il quarto trimestre del 2025 si chiude con segnali di graduale miglioramento per il sistema produttivo italiano. Dall’ultima Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita condotta dalla Banca d’Italia emerge un clima meno teso rispetto ai mesi precedenti, con giudizi ancora prudenti ma in progressivo recupero su domanda, occupazione e investimenti, mentre le pressioni sui prezzi restano contenute.

Inflazione sotto controllo e fiducia in lieve recupero, le imprese guardano al 2026 con cauto ottimismo

L’indagine, realizzata tra fine novembre e metà dicembre su oltre duemila imprese dell’industria, dei servizi e delle costruzioni con almeno 50 addetti, segnala un miglioramento dei giudizi sulla situazione economica generale, pur rimanendo in territorio negativo. A sostenere la fiducia contribuisce soprattutto l’andamento della domanda, sia interna sia estera, che nel complesso dell’economia torna su saldi positivi. Industria e servizi mostrano dinamiche più favorevoli, mentre il comparto delle costruzioni evidenzia segnali di rallentamento, in particolare per le imprese più esposte ai progetti legati al PNRR.

Sul fronte delle prospettive a breve termine, le attese sulle vendite indicano un’espansione nei primi mesi del 2026 per industria e servizi, con un contributo rilevante delle imprese di maggiore dimensione. Anche le esportazioni vengono valutate in miglioramento, soprattutto nei servizi, mentre nell’industria il saldo resta su livelli elevati. L’occupazione continuerebbe a crescere nei prossimi tre mesi, a un ritmo sostanzialmente stabile rispetto alle precedenti rilevazioni, mentre le attese sui salari si mantengono moderate: l’incremento nominale medio previsto a dodici mesi si colloca attorno al 2,2 per cento, con una riduzione della quota di imprese che ipotizza aumenti superiori al 4 per cento.

Più articolato il segnale che arriva dagli investimenti. I giudizi sulle condizioni per investire restano sfavorevoli, ma risultano meno negativi rispetto al trimestre precedente grazie al miglioramento registrato in industria e servizi. Circa un terzo delle imprese prevede un aumento della spesa per investimenti nel 2026 rispetto al 2025, sostenuta anche dall’utilizzo degli incentivi legati ai programmi Transizione 4.0 e 5.0, già sfruttati o programmati da una quota significativa della manifattura. In controtendenza, le costruzioni mostrano aspettative più deboli, con una parte rilevante delle imprese che prevede una riduzione degli investimenti nella prima metà del 2026.

Sul versante dei prezzi, il dato che arriva dalle imprese è di sostanziale stabilità. La crescita dei prezzi di vendita sui dodici mesi si è lievemente ridotta nel complesso dell’economia, con dinamiche prossime al 2 per cento in industria e servizi e più sostenute nelle costruzioni. Le aspettative di inflazione al consumo sono state riviste al ribasso su tutti gli orizzonti temporali e si collocano tra l’1,6 e l’1,8 per cento, confermando una fase di normalizzazione dopo le tensioni degli anni precedenti.

L’indagine descrive, dunque, un tessuto produttivo che, pur in un contesto ancora complesso sul piano geopolitico ed economico, mostra una maggiore capacità di adattamento. Domanda in ripresa, occupazione in crescita e inflazione contenuta delineano un avvio di 2026 all’insegna della cautela, ma con fondamentali più solidi rispetto a un anno fa.
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