Economia

Crolla il dollaro dopo i dati su inflazione USA di giugno

Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia
 
Crolla il dollaro dopo i dati su inflazione USA di giugno

Il presidente della FED, Jerome Powell, nelle ultime settimane, ha sempre dichiarato di attendere dei dati macroeconomici che confermassero un concreto sentiero di flessione per le pressioni inflazionistiche prima di procedere a un cambio nelle politiche monetarie della banca centrale USA.

 

I dati su inflazione

Nel primo pomeriggio odierno il Bureau of Labor Statistics ha reso noto che, nel mese di giugno, l’indice dei prezzi al consumo ha evidenziato negli Stati Uniti un incremento, su base annuale, del 3% e, su base mensile, un calo dello 0,1%. Sono dati sorprendenti visto che le attese erano fissate per un +3,1% a/a e un +0,1% m/m. Anche il dato più interessante ovvero quello core (esclusi energetici e alimentari) ha segnato un +3,3% su base annuale e un +0,1% su base mensile (previsioni +3,4% a/a, +0,2% m/m).

 

Osservando le serie degli ultimi mesi l’indice core su base mensile dopo numerosi mesi con una crescita tra lo 0,3% e lo 0,4%, ha evidenziato un rallentamento a maggio (+0,2% m/m) confermato poi a giugno (+0,1%).

 

Le richieste di Powell sembrano essere state soddisfatte. Le pressioni inflazionistiche hanno evidenziato un rallentamento significativo e per tale ragione diventa sempre più probabile la possibilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel meeting di settembre (17-18 settembre). La prossima riunione di luglio (30-31) sarà propedeutica per Powell per anticipare un prossimo cambio di politica monetaria con un probabile taglio dei tassi di interesse nei prossimi mesi.

 

Quale reazione dei mercati?

La reazione su azionario è stata contrastata dopo forti rialzi iniziali all’uscita del dato si è tornati ai livelli pre-uscita delle cifre macro. I movimenti più significativi sono stati nel valutario con le forti vendite sul dollaro. La coppia valutaria EUR/USD è salita di 50 pips quasi a toccare il limite di 1,09 e quella GBP/USD è passata da 1,2870 a 1,2930. Il movimento più rilevante è stato quello del dollaro/yen sceso di quasi 2 punti percentuali passando da 161,50 a 158,45 sulla scia delle operazioni di vendita di grandi fondi che avevano tante posizioni long aperte sul cambio.

  • Ora gli applausi sono tutti per loro - Roberto Bolle
  • Ora è il momento di tifare per loro - Jasmine Paolini
  • Milano Cortina 2025 con Pirelli
  • Generali -300x600 - Adesso per il tuo futuro
  • Ifis - Siamo il credito per la tua azienda 300x600
  • Ifis - Siamo il credito per la tua azienda 300x600
  • Non è solo luce e gas, è l'energia di casa tua.
  • Emergenza Traumatologica
Newsletter Euroborsa
Notizie dello stesso argomento
Svolta Mercosur, Bruxelles dà il via libera alla firma. L’Italia vota sì con la clausola salva-agricoltura
09/01/2026
di Redazione
Svolta Mercosur, Bruxelles dà il via libera alla firma. L’Italia vota sì con la clausola s...
Lavoro, a gennaio 527mila contratti programmati, tengono i servizi, cresce il primario, industria più prudente
09/01/2026
Redazione
Lavoro, a gennaio 527mila contratti programmati, tengono i servizi, cresce il primario, in...
Banca Mediolanum chiude il 2025 con numeri record, raccolta netta oltre 11,6 miliardi e gestione in forte crescita
09/01/2026
Redazione
Banca Mediolanum chiude il 2025 con numeri record, raccolta netta oltre 11,6 miliardi e ge...
Directa chiude il 2025 con numeri record, clienti oltre quota 137 mila e asset a 9,7 miliardi
09/01/2026
Redazione
Directa chiude il 2025 con numeri record, clienti oltre quota 137 mila e asset a 9,7 milia...