A Ferragosto l’Italia si svuota, le città si fermano e milioni di persone si riversano verso mare, montagna e campagna. Ma, tra i luoghi più gettonati, c’è un segmento in forte ascesa: l’agriturismo. Secondo le stime di Coldiretti e Campagna Amica, nella settimana del 15 agosto saranno circa 650mila i turisti, italiani e stranieri, che sceglieranno di trascorrere le vacanze immersi nella natura, tra pernottamenti e pasti genuini, con molte strutture già vicine al tutto esaurito.
Ferragosto, boom dell’agriturismo: 650mila turisti
La maggioranza sarà composta da ospiti italiani, con soggiorni medi di cinque o sei notti, segno che il richiamo della campagna non è più un fenomeno di nicchia ma una scelta sempre più strutturata. Il motore di questa crescita è il cosiddetto “turismo esperienziale”, una formula che mette al centro il cibo e le tradizioni locali.
L’indagine Coldiretti/Ixè rivela che quasi quattro italiani su dieci approfitteranno delle vacanze per partecipare a degustazioni, visitare cantine, frantoi, caseifici o birrifici, e persino cimentarsi in corsi di cucina. Non a caso l’enoturismo si conferma in cima alle preferenze, seguito a pari merito dall’oleoturismo e dal turismo dei formaggi, mentre il birraturismo guadagna posizioni. Un’offerta che, negli ultimi anni, si è moltiplicata e raffinata, puntando sulla valorizzazione delle eccellenze territoriali e attirando un pubblico sempre più variegato.
“L’agriturismo e l’agricoltura italiani sono oggi il simbolo di un turismo innovativo e sostenibile, che valorizza le risorse locali e riequilibra i flussi, contrastando l’overtourism”, osserva Dominga Cotarella, presidente di Campagna Amica. Un modello che trova terreno fertile non solo tra i viaggiatori italiani, ma anche tra gli stranieri, in particolare gli americani. Gli Stati Uniti rappresentano infatti un mercato di grande interesse per il settore.
Molti turisti a stelle e strisce scelgono di visitare l’Italia anche per portarsi a casa specialità Made in Italy, spesso con un occhio attento a possibili rincari legati ai dazi. Nel 2024, secondo i dati di Terranostra Campagna Amica, ben 135mila americani hanno soggiornato in agriturismo, generando oltre mezzo milione di pernottamenti. Non è un caso: la spesa per il cibo dei turisti Usa in Italia ammonta a 2,3 miliardi di euro, con l’enogastronomia che, sorprendentemente, supera arte, storia e paesaggi come motivazione principale del viaggio.
Il fenomeno si inserisce in un contesto di espansione del settore. Oggi le aziende agrituristiche attive in Italia sono 26.129, il 41% in più rispetto al 2008. L’81% offre alloggio, per un totale di 303mila posti letto, mentre oltre 13mila strutture propongono anche ristorazione, con una capacità di 535mila coperti. Cresce in modo marcato anche l’offerta di degustazioni — +115% rispetto a quindici anni fa — e di attività ricreative, sportive o culturali, in aumento del 25% nello stesso periodo.
Dal punto di vista geografico, il 31% degli agriturismi si trova in montagna e il 53% in collina, con una distribuzione che copre il 64% dei comuni italiani. Non mancano presenze in aree meno battute dal turismo tradizionale: circa un migliaio di aziende operano in zone non turistiche, e la metà si trova in piccoli comuni con meno di 5mila abitanti. Un presidio prezioso, che non solo sostiene le economie locali, ma contribuisce a contrastare lo spopolamento e a mantenere vivo il tessuto sociale.