La lotta all’evasione fiscale si misura con due statistiche fondamentali: la prima è il tax gap, ossia l’importo stimato di imposte e contributi evasi in un anno, che rappresenta la differenza tra il gettito teorico atteso e quello effettivamente incassato dallo Stato. La seconda riguarda invece il recupero delle somme che risultano dovute ma non pagate in passato, ovvero gli incassi relativi ad annualità precedenti che l’Agenzia delle Entrate sa di dover riscuotere.
Evasione fiscale: nel 2024 recupero record di 33,4 miliardi
Nel 2024, l’Agenzia delle Entrate ha registrato un risultato storico sotto questo secondo profilo: il recupero complessivo è stato pari a 33,4 miliardi di euro, la cifra più alta mai incassata in un singolo anno. Di questi, 26,3 miliardi rappresentano importi recuperati a favore dell’Erario, mentre i restanti 7,1 miliardi sono somme riscosse per conto di altri enti, come INPS, INAIL e amministrazioni locali. Il dato conferma il trend di crescita osservato negli ultimi anni, con un incremento rispetto ai 31,7 miliardi recuperati nel 2023.
Se si esclude la parentesi del biennio 2020-2021, quando l’attività di riscossione è stata sospesa per l’emergenza pandemica, il recupero dell’evasione è cresciuto costantemente, trainato sia da strumenti straordinari, ovvero condoni e rottamazioni, sia dall’ordinaria azione di accertamento e riscossione dell’AdE. La domanda chiave è quindi quanto dell’incremento del 2024 sia strutturale e quanto, invece, sia legato a misure temporanee.
Per rispondere è utile distinguere il recupero ordinario, legato all’azione accertativa e alla promozione della compliance fiscale, dal recupero straordinario derivante da misure di sanatoria. Il dato positivo del 2024 è che il recupero ordinario ha raggiunto i 27,7 miliardi, il livello più alto degli ultimi anni, in crescita rispetto ai 24,2 miliardi del 2023. A prezzi costanti (deflattore PIL), il recupero ordinario è salito a 24,5 miliardi, superando il precedente record del 2022 (22,2 miliardi). In rapporto al PIL, ha toccato il massimo storico dell’1,27%, in netta crescita rispetto all’1,1% del 2023 e all’1,17% del 2022.
Il ruolo delle sanatorie è invece in calo: nel 2024, la “rottamazione quater” ha contribuito al recupero con circa 3,5 miliardi, un valore inferiore rispetto agli anni precedenti. Questo dato segna un’inversione di tendenza rispetto al 2023, quando il recupero era stato in parte sostenuto dalla sanatoria, e suggerisce che il miglioramento dell’ultimo anno sia dovuto in larga parte a strumenti strutturali. Tuttavia, il costo delle rottamazioni in termini di gettito mancato resta significativo: si stima che in media gli importi recuperati con questa formula corrispondano solo al 72,2% del dovuto originario.
Un aspetto rilevante riguarda il rafforzamento dell’azione di contrasto alle partite IVA fittizie, le cosiddette “apri e chiudi”, micro-imprese che vengono costituite per pochi mesi senza versare le imposte dovute e che poi cessano l’attività, rendendosi irreperibili. Nel 2024, l’AdE ha individuato e chiuso 5.869 partite IVA di questo tipo. Il Governo ha rivendicato questo intervento come un contributo determinante all’aumento del recupero, ma non sono disponibili dati sulle somme effettivamente incassate da queste imprese, che per loro natura tendono a non generare crediti recuperabili.
Oltre alle misure di recupero, il 2024 ha visto un aumento dei rimborsi fiscali, che hanno raggiunto i 24,2 miliardi di euro (+2 miliardi rispetto al 2023). Di questi, circa 21 miliardi sono stati destinati alle imprese e 3 miliardi alle famiglie.
Nel complesso, il dato del 2024 rappresenta un segnale positivo per la lotta all’evasione, indicando un rafforzamento dell’efficacia dell’azione ordinaria dell’AdE. Resta aperta la questione dell’equità fiscale e della sostenibilità delle sanatorie: sebbene consentano un incasso immediato, rischiano di premiare i contribuenti meno virtuosi e di incentivare comportamenti elusivi. Per consolidare il miglioramento strutturale del recupero, il focus nei prossimi anni dovrà essere su controlli più incisivi e misure di compliance sempre più efficaci.