L’inasprimento delle politiche commerciali statunitensi potrebbe comportare per l’Unione Europea un aggravio fino a 104,4 miliardi di euro in costi doganali. È quanto emerge dal position paper presentato da The European House Ambrosetti in occasione del workshop “Lo Scenario dell’economia e della finanza”, organizzato dalla Ceo Community del Teha Club e giunto alla sua sessantaseiesima edizione, in corso a Villa d’Este, Cernobbio.
Dazi, De Molli (Forum Ambrosetti): "Gli Stati Uniti subiranno danni ancora maggiori"
Lo scenario più severo ipotizzato dallo studio prevede l’applicazione dei dazi annunciati dall’amministrazione di Donald Trump: un’imposizione del 20% su tutte le esportazioni e del 25% su acciaio, alluminio e veicoli.
In questo contesto, i settori più colpiti sarebbero quello dei macchinari, con una perdita stimata di 3,43 miliardi di euro, seguito dall’automotive con 2,55 miliardi, dalla farmaceutica con 1,58 miliardi, dall’agroalimentare con 1,34 miliardi e dalla moda con 1,16 miliardi. Tra i paesi più penalizzati emergono Germania e Italia, che subirebbero un incremento dei costi rispettivamente di 34 e 14 miliardi di euro.
Per far fronte a questo scenario, The European House Ambrosetti propone una strategia articolata, puntando su un’azione coordinata dell’Unione Europea per preservare la competitività e il peso economico internazionale.
Fondamentale è anche il rafforzamento delle alleanze strategiche con mercati emergenti come Turchia, con 17,6 miliardi di euro di scambi, Giappone con 8,2 miliardi, Emirati Arabi Uniti con 8 miliardi e Arabia Saudita con 6,2 miliardi, tutti partner commerciali di rilievo verso cui le esportazioni europee hanno registrato tassi di crescita superiori al 50% negli ultimi cinque anni.
Valerio De Molli, ad Forum Ambrosetti (in foto), ha parlato ai microfoni di RaiNews: "Non è sorprendente che ci siano delle perdite, la decisione dell'amministrazione americana è a dir poco sciagurata. I danni di questi dazi sono molto peggiori per gli Stati Uniti, non mi sorprende quindi che le borse scendano rapidamente ma quelle americane scenderanno ancora di più. Vedo l'Europa che sta trovando il coraggio di ripristinare l'orgogli di appartenenza europeo, c'è una grande convergenza di interessi nella consapevolezza che ogni paese ha, nell'unione complessiva, una forza straordinaria. Se i dazi fossero stati calcolati solo per l'Italia, avremmo subito un dazio del 30% stando ai criteri di Trump, quindi grazie all'Ue siamo molto più protetti".