Se gli Stati Uniti non guideranno il commercio mondiale, "lo farà il Canada": suonano come una dichiarazione di guerra le parole del primo ministro canadese Mark Carney, per il quale, evidentemente, no si può rimanere passivi davanti all'offensiva di Donald Trump.
Dazi: il Canada pronto alla guerra commerciale con gli Stati Uniti
La prima risposta è già arrivata, con l'introduzione di tariffe del 25 percento su tutti i veicoli importati dagli Stati Uniti che non sono conformi al CUSMA (il trattato di libero scambio che, oggi formalmente, coinvolge Canada, Stati Uniti e Messico), con l'esenzione dei pezzi di ricambio.
E' comunque contromisura rispetto alla tariffa simile imposta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle esportazioni canadesi.
Il primo ministro Mark Carney, a sottolineare la delicatezza del momento, ha sospeso la sua campagna come leader liberale per occuparsi delle tariffe.
Il crollo del mercato ha colpito duramente alcune aziende canadesi, tra cui Shopify, con sede a Ottawa, che è crollata di quasi il 20 percento. Le preoccupazioni per un rallentamento economico globale, alimentato da tariffe elevate, stanno pesando sulle aziende che dipendono dall'e-commerce e dalla spesa dei consumatori.
Anche Aritzia, con sede a Vancouver e con una forte presenza al dettaglio a sud del confine, ha registrato un calo del 20 per cento, mentre Lululemon, fondata nella Columbia Britannica, ha registrato un calo del 10 per cento.
Il ministro dell'Industria Anita Anand in un'intervista ha affermato di avere parlato con i rappresentanti delle case automobilistiche, che hanno confermato l'intenzione di restare nel Paese, nonostante i dazi.
"Hanno intenzione di produrre in Canada e vogliono collaborare con il governo canadese per garantire che ciò continui a essere possibile", ha affermato Anand.
"Abbiamo accordi in essere con i produttori di automobili. Questo è il nostro Fondo di investimento strategico e continueremo a garantire che ci facciamo avanti per mantenere un settore manifatturiero automobilistico sano e dinamico", ha aggiunto.
Anand ha anche affermato che il governo avrebbe creato un ''quadro di remissione'' che offrirà un sollievo ai produttori di automobili fintanto che continueranno a svolgere la loro attività in Canada.
"È un approccio molto serio - ha spiegato - quello che stiamo adottando come governo, non solo tariffe del 25 percento sul settore automobilistico per le auto prodotte negli Stati Uniti, ma anche questo quadro di remissione back-end che fornisce all'industria manifatturiera automobilistica una certa garanzia che il governo del Canada sarà lì per loro".
"È un momento in cui tutti devono impegnarsi per assicurarsi che stiamo facendo ciò che è necessario per l'economia canadese - ha affermato Anand -. L'idea del quadro di remissione è sicuramente quella di supportare il settore. Ci sono varie opzioni sul tavolo per farlo".
Nonostante le nuove tariffe canadesi introdotte, Carney afferma di non aver programmato una chiamata con la sua controparte statunitense.
"Quando abbiamo parlato - ha detto Carney, riferendosi alla sua conversazione con Trump il mese scorso - ho avvisato il presidente che avremmo reagito contro i dazi sulle auto".
Ha affermato che parlerà di nuovo con Trump "se sarà opportuno".
"I nostri figli dovrebbero poter sognare un futuro positivo, non preoccuparsi di una crisi economica", ha affermato Carney.
"Ci richiederà di fare scelte difficili, richiederà sacrifici", ha detto. Ma, ha aggiunto, "abbiamo fatto cose difficili, apparentemente impossibili, nel corso della nostra storia".