I colloqui di lavoro, per molte donne cinesi, stanno diventando una umiliazione, sentendosi rivolgere dalle aziende domande non sulla loro preparazione o professionalità, ma sul loro stato civile e la predisposizione fisica a diventare madri.
Cina, i sindacati contro le aziende: basta domande imbarazzanti alle donne durante i colloqui di lavoro
A denunciarlo sono diversi sindacati cinesi, tra cui quelli della provincia centrale di Hunan e del polo meridionale di Shenzhen (una delle realtà industriali più importanti del Paese), che, con una iniziativa che ha pochi precedenti nel Paese, hanno diramato avvisi ufficiali alle aziende affinché smettano di richiedere alle potenziali dipendenti di rivelare il loro stato civile e di fertilità.
Che l'argomento sia sensibile lo testimonia il fatto che gli avvisi, pubblicati la scorsa settimana sulle pagine WeChat ufficiali dei sindacati statali di Shenzhen, Hunan e Qinghai, sono stati tra gli articoli più diffusi sui social media, raccogliendo il plauso di molti utenti, secondo i quali si trattava di un passo nella giusta direzione per affrontare la diffusa disuguaglianza di genere.
In Cina è diventato sempre più comune che le aziende interroghino le donne in cerca di lavoro durante i colloqui di lavoro sui loro progetti di matrimonio o di avere figli. La paura di dovere rinunciare alla propria carriera o di essere emarginate se dovessero formare una famiglia è una preoccupazione crescente per molte giovani donne cinesi che scelgono di non avere figli.
Le autorità cinesi, preoccupate per il calo della crescita demografica del Paese, hanno promesso una serie di misure per cercare di incentivare le nascite, tra cui sussidi, ma non sono riuscite ad affrontare con successo i radicati stereotipi di genere che vedono le donne come le principali fornitrici di assistenza.
Durante il processo di assunzione, i datori di lavoro non dovrebbero dare la priorità agli uomini, si legge nella nota della Federazione sindacale dello Hunan.
"I datori di lavoro non dovranno indagare ulteriormente sullo stato civile e sulla gravidanza delle donne in cerca di lavoro", mentre i contratti "non dovranno stabilire restrizioni sul matrimonio e sulla gravidanza delle dipendenti", si legge.
Le dipendenti non possono essere licenziate o subire riduzioni di stipendio a causa di matrimonio, gravidanza, parto o allattamento, ha affermato.