La giornata di contrattazioni sui mercati della regione Asia-Pacifico sembrano avere risentito della chiusura di ieri di Wall Street, caratterizzata da forti vendite di titoli legati alla tecnologia. L'attenzione dell'area era comunque concentrata sulle mosse della Banca centrale del Giappone, che ha deciso di non intervenire sui tassi di interesse, lasciati allo 0,5%, per quelle che erano anche le precisioni degli analisti.
Borse: le vendite dei titoli tech a Wall Street innervosisce i mercati asiatici
Questa situazione ha fatto sì che l'indice di riferimento giapponese Nikkei 225 rimanesse invariato, mentre il più ampio Topix ha guadagnato lo 0,59%. In Corea del Sud, mentre l'indice di riferimento Kospi è cresciuto dello 0,74%, il Kosdaq a bassa capitalizzazione è sceso dello 0,99% nell’ultima ora di contrattazione.
L’indice CSI 300 della Cina continentale è rimasto invariato, mentre l’indice Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,24%. Bene anche gli indici indiani. Il Nifty 50 è cresciuto dello 0,21%, mentre il più ampio BSE Sensex ha guadagnato lo 0,23%. L’indice S&P/ASX 200 australiano ha chiuso la giornata in calo dello 0,41% a 7.828,30.
I futures statunitensi sono saliti leggermente , mentre gli investitori attendono la decisione della Federal Reserve sui tassi di interesse. Tutti e tre i parametri di riferimento sono tornati in territorio negativo dopo due sessioni consecutive vincenti.
Il Dow Jones Industrial Average ha perso 260,32 punti, lo 0,62%, chiudendo a 41.581,31; l' S&P 500 ha lasciato l′1,07%, chiudendo a 5.614,66.il Nasdaq Composite è arretrato dell'1,71%, a 17.504,12. L’indice di mercato generale ha concluso la giornata con un calo dell′8,6% rispetto al massimo di chiusura raggiunto a febbraio, avvicinandosi al territorio di correzione.
Un prezzo ancora una volta alto lo ha pagato Tesla , anche ieri in forte arretramento. Il titolo è sceso di oltre il 5%, risentendo della forte concorrenza nel settore dei veicoli elettrici. In calo anche le azioni di Palantir e Nvidia sono scese rispettivamente di quasi il 4% e di oltre il 3%.