Acea archivia il 2024 con i risultati ai massimi storici. Il gruppo utility ha chiuso l'esercizio con un utile netto consolidato pari a 331,6 milioni di euro, in crescita del 12,8% rispetto al 2023. Il Cda proporrà all'assemblea, fissata per il 28 aprile e il 29 aprile, rispettivamente in prima e seconda convocazione, la distribuzione di un dividendo pari a 0,95 euro per azione (+8%) che sarà messo in pagamento a partire dal 25 giugno, con stacco della cedola il 23 giugno e record date il 24 giugno.
Conti Acea ai massimi storici nel 2024, dividendo in crescita dell'8% a 0,95 euro
“I risultati finanziari del 2024, in crescita e superiori alla guidance, confermano la solidità del Gruppo già evidenziata nei primi nove mesi - ha commentato l'ad Fabrizio Palermo (in foto)-. La sempre maggior efficienza operativa e la solida struttura finanziaria, con un rapporto Net Debt/Ebitda in miglioramento, rafforzano la nostra posizione e ci permettono di proseguire il percorso di crescita sostenuto da investimenti, in particolare, sui settori regolati per sviluppare e potenziare le infrastrutture. I risultati conseguiti ci hanno, inoltre, consentito la distribuzione di un dividendo in crescita, superiore rispetto a quanto previsto dal Piano Industriale, continuando in questo modo a creare valore per tutti gli stakeholder."
I ricavi consolidati sono pari a 4.269,9 milioni rispetto a 4.629,2 milioni del 2023 e sono influenzati soprattutto della flessione dei prezzi sui mercati energetici. I ricavi relativi alle aree Acqua Italia, Reti e Illuminazione Pubblica, Ambiente rappresentano oltre il 60% del totale e registrano nell’anno un aumento di circa il 5%. L’Ebitda consolidato raggiunge 1.556,8 milioni, in crescita dell’11,9% rispetto a 1.390,9 milioni del 2023. La variazione è trainata dallo sviluppo organico - prevalentemente per crescita tariffaria - dei business regolati, Acqua Italia, Reti e Illuminazione Pubblica, e dall’area Commerciale.
L’Ebitda ricorrente, al netto di componenti one-off e considerando il consolidamento integrale dell’Acquedotto del Fiora per l’intero 2024, aumenta di circa l’11% a 1.515 milioni. L’apporto delle diverse aree all’Ebitda consolidato è ripartito per Acqua Italia 53%; Reti e Illuminazione Pubblica 28%; Ambiente 4%; Produzione 3%; Commerciale 12%. L’85% dell’Ebitda si riferisce ai business regolati Acqua Italia e Reti, alle attività di Illuminazione Pubblica e Ambiente. Gli ammortamenti e riduzioni di valore si attestano a 708,9 milioni (+8,8%) in conseguenza degli investimenti realizzati e dell’entrata in esercizio di cespiti precedentemente in costruzione soprattutto con riferimento alle aree Acqua Italia, Reti e Illuminazione Pubblica.
L’Ebit consolidato cresce del 14,8% a 702,7 milioni rispetto al 2023, nonostante l’aumento degli ammortamenti e degli accantonamenti. Gli oneri finanziari netti aumentano di 8 milioni a 144,5 milioni per effetto essenzialmente del rialzo dei tassi di interesse e dell’aumento del debito medio. Al 31 dicembre 2024, il costo globale medio “all in” del debito del Gruppo si attesta al 2,16% (rispetto al 2,08% del 31 dicembre 2023).
L’Utile netto ricorrente aumenta di circa il 18% a 330 milioni per effetto della dinamica dell’Ebitda che ha più che compensato la naturale crescita degli ammortamenti nei business regolati. Il tax rate al 31 dicembre 2024 è pari al 32,6% (31,1% al 31 dicembre 2023). Nel 2024 gli investimenti lordi del Gruppo sono pari a 1.438,9 milioni in crescita rispetto ai 1.142,7 milioni dell’anno precedente (+25,9%), concentrati prevalentemente nei business regolati.
Gli investimenti al netto dei contributi sono pari a 1.179 milioni (993 milioni nel 2023). La ripartizione degli investimenti lordi per aree di business mostra: Acqua Italia 895,4 milioni (655 milioni al netto dei contributi), Reti e Illuminazione Pubblica 315,7 milioni (296 milioni al netto dei contributi), Ambiente 100,3 milioni, Produzione 25,8 milioni, Commerciale 67,5 milioni, altri business (Acqua Estero, Engineering & Infrastructure Projects) e Corporate 34,2 milioni. L’89% degli investimenti al netto dei contributi pubblici è stato realizzato nei business regolati Acqua Italia e Reti e nelle attività di Illuminazione Pubblica e Ambiente.
L’Indebitamento Finanziario Netto di gruppo passa da 4.846,8 milioni del 31 dicembre 2023 a 4.953,6 milioni al 31 dicembre 2024. La variazione è influenzata essenzialmente dalla dinamica degli investimenti realizzati oltre che dalle azioni di contenimento del capitale circolante. Al 31 dicembre 2024, il rapporto Net Debt/EBITDA è pari a 3,18x, in sensibile miglioramento rispetto al 31 dicembre 2023 (3,49x) e alla guidance (~3,4x). Il debito è per il 91% a tasso fisso e ha una durata media di 4,5 anni.
Nel dettaglio delle aree di business, l'Acqua Italia mostra un Ebitda che raggiunge 823,8 milioni, in aumento del 10,7% rispetto al 2023 (743,9 milioni) principalmente per effetto della crescita organica trainata dagli investimenti realizzati e dal recepimento dell’aggiornamento tariffario della nuova regolazione MTI-4, in particolare per Acea ATO2 in seguito all’approvazione da parte di Arera della Delibera 381/2024. Contribuiscono, inoltre, alla variazione i maggiori ricavi per sopravvenienze attive (35 milioni) per il riconoscimento di partite tariffarie pregresse relative agli esercizi 2022 e 2023. Tale incremento è parzialmente compensato dall’impatto del consolidamento a patrimonio netto dell’Acquedotto del Fiora dal primo ottobre 2024 e dal minor contributo delle società valutate secondo il metodo del patrimonio netto. L’Ebitda ricorrente (al netto delle partite non ricorrenti e con il consolidamento integrale dell’Acquedotto del Fiora per l’intero 2024) è pari a 812 milioni, in crescita di circa il 13% rispetto al 2023.
Per l'area Reti e illuminazione pubblica, l'Ebitda, in aumento del 15,5%, si attesta a 433,7 milioni (375,4 milioni nel 2023) grazie soprattutto alla crescita tariffaria della distribuzione elettrica (WACC dal 5,2% al 6%), allo sviluppo degli investimenti finalizzati ad aumentare la resilienza e digitalizzazione della rete e all’incremento del valore della Rab.
Per l'area Ambiente, l'Ebitda è pari a 67,9 milioni, in flessione rispetto al risultato del 2023 (84,4 milioni). La variazione è influenzata principalmente dai minori margini sul WTE dovuti allo scenario energetico e dal fermo dell’impianto di Terni per manutenzione.
Per l'area Produzione, l'Ebitda si riduce a 40,5 milioni (53,9 milioni al 31 dicembre 2023). L’andamento risente dei minori volumi di energia prodotta da impianti idroelettrici (-28% rispetto al 2023) conseguenza diretta della minore piovosità e della riduzione dei prezzi sui mercati energetici (Pun -19 euro/MWh rispetto al 2023).
L'area Commerciale mostra un Ebitda che passa da 129,3 milioni del 2023 a 197,6 milioni nel 2024. Il risultato riflette essenzialmente il miglioramento dei margini di vendita dell’energia e l’aumento della base clienti sul mercato libero. Escludendo le componenti one-off, l’Ebitda ricorrente si attesta a circa 171 milioni.
Infine per l'area Acqua Estero, Ingegneria e Corporate, l'Ebitda è negativo per 6,7 milioni.