Ambiente & Sostenibilità

Tutela biodiversità aree oceaniche internazionali, al via il trattato BBNJ col sostegno della FAO all’applicazione

di Barbara Leone
 
Tutela biodiversità aree oceaniche internazionali, al via il trattato BBNJ col sostegno della FAO all’applicazione

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) ha accolto positivamente l’entrata in vigore dell’Accordo sulla conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina nelle aree al di fuori della giurisdizione nazionale, noto come Accordo BBNJ, nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, annunciando la propria disponibilità a contribuire alla sua attuazione. Dopo oltre vent’anni di negoziati, il trattato globale è entrato in vigore il 17 gennaio 2026. Attualmente l’accordo conta 145 firmatari e 81 Parti. Si tratta di uno strumento giuridicamente vincolante che mira a garantire la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità nelle aree oceaniche che non rientrano sotto la giurisdizione di alcuno Stato. Il testo disciplina quattro ambiti principali: le risorse genetiche marine, gli strumenti di gestione territoriale, le valutazioni di impatto ambientale e le attività di sviluppo delle capacità e trasferimento tecnologico. L’accordo BBNJ prevede un approccio intersettoriale che si integri con gli strumenti già esistenti per la gestione delle attività umane nelle aree al di fuori della giurisdizione nazionale, come la pesca, la navigazione, le attività minerarie e la ricerca esplorativa. Il trattato stabilisce inoltre che i benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse genetiche marine, frequentemente impiegate nei settori farmaceutico, nutraceutico e cosmetico, debbano essere condivisi in modo equo e imparziale.

Nel commentare l’entrata in vigore dell’accordo, Manuel Barange, Direttore Generale Aggiunto e Direttore della Pesca e dell’Acquacoltura della FAO, ha dichiarato: «L'accordo BBNJ rappresenta un importante passo avanti per colmare le lacune critiche nella governance delle aree al di fuori della giurisdizione nazionale. La FAO possiede il know-how necessario per assistere le parti e le istituzioni nell'attuazione dell'accordo e dispone di competenze, dati e sistemi che saranno essenziali per il raggiungimento dei suoi obiettivi». Le aree al di fuori della giurisdizione nazionale coprono circa due terzi degli oceani del pianeta e rappresentano quasi la maggior parte dello spazio vitale complessivo della Terra. In queste zone la pesca è regolamentata da una rete di norme e di organizzazioni regionali per la gestione della pesca, con alcune lacune di carattere geografico. Ogni anno nelle ABNJ vengono catturate circa 11 milioni di tonnellate di animali acquatici, in prevalenza tonni, palamite, pesci spada ed elasmobranchi prelevati nella zona epipelagica. Nel corso degli anni, le organizzazioni regionali di gestione della pesca hanno adottato misure vincolanti per disciplinare le attività nelle aree ABNJ, introducendo sistemi di osservazione e monitoraggio, limiti di cattura basati su evidenze scientifiche, regole per la gestione delle catture accessorie e, quando necessario, chiusure temporanee per ridurre la pressione sugli stock ittici. Secondo Barange, queste organizzazioni, che vantano decenni di esperienza nella conservazione della biodiversità marina, saranno determinanti per il successo dell’accordo BBNJ attraverso lo sviluppo delle capacità, l’adozione di sistemi di gestione scientificamente fondati, la raccolta dei dati e il monitoraggio. «Così come ecosistemi sani e ricchi di biodiversità sono le fondamenta di una pesca sostenibile, le istituzioni progettate per governare quest'ultima possono contribuire notevolmente a garantire che l'uso umano possa coesistere con la biodiversità e sostenerla», ha aggiunto.

Un ruolo centrale nell’attuazione del nuovo trattato sarà svolto dai sistemi informativi. I dati, secondo la FAO, saranno essenziali per il funzionamento dell’accordo BBNJ. In questo ambito risultano particolarmente rilevanti le banche dati dell’organizzazione sulla pesca, che includono informazioni su produzione, commercio, occupazione, capacità delle flotte e consumo di risorse acquatiche, oltre alla valutazione periodica sullo stato delle risorse ittiche marine e al Fisheries and Resources Monitoring System (FIRMS). Il rafforzamento delle capacità rappresenta un altro elemento chiave per l’efficacia dei trattati internazionali. 

La FAO è impegnata da tempo nel supporto ai Paesi per l’attuazione e il rispetto dell’Accordo sulle Misure dello Stato di Approdo contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, e per l’utilizzo di strumenti di conformità come le Linee Guida sul Trasbordo e il Registro Globale dei Pescherecci, applicabili anche nelle aree ABNJ. Attraverso il Programma Oceani Comuni, finanziato dal Fondo Mondiale per l’Ambiente, la FAO e i suoi partner hanno già sperimentato soluzioni operative basate sulla cooperazione globale e intersettoriale per la gestione sostenibile delle aree al di fuori della giurisdizione nazionale, con risultati documentati sul recupero degli stock di tonno e sulla tutela di specie vulnerabili come l’albatro e gli squali. Da decenni la FAO collabora con circa cinquanta organismi regionali per la pesca, costruendo una rete di cooperazione che l’organizzazione considera fondamentale per l’attuazione del nuovo trattato.

L’assistenza ai Paesi e alle organizzazioni regionali per la preparazione all’implementazione dell’accordo BBNJ è già in corso. Pur in attesa della definizione dei dettagli operativi, la FAO ritiene che i propri sistemi di dati e networking, le competenze tecniche e le attività di rafforzamento delle capacità costituiranno elementi essenziali per rendere effettivo il nuovo quadro normativo. In conclusione, Barange ha sottolineato: «La biodiversità marina è alla base della pesca sostenibile e della sicurezza alimentare globale. L'accordo BBNJ rappresenta un'opportunità unica per migliorare la governance globale degli oceani e migliorare i risultati per tutti».

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