Economia
Terna aumenta gli investimenti del 7% al 2028 a 17,7 miliardi, utile 2024 +20%
di Luca Andrea

Terna aumenta gli investimenti del 7% a 17,7 miliardi per la transizione e l’indipendenza energetica. Il Cda ha approvato l'aggiornamento del Piano industriale 2024-2028 con un nuovo record storico degli investimenti per le attività regolate in Italia per sviluppare e ammodernare la rete di trasmissione elettrica nazionale.
“Vorrei riassumere in tre punti i capisaldi dell'aggiornamento del Piano Industriale 2024-2028 presentato oggi: significativo incremento degli investimenti che, con 17,7 miliardi di euro in cinque anni, segnano un nuovo record per Terna; programmazione territoriale, per facilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili nella rete, che renderemo ancora più affidabile ed efficiente; rafforzamento del ruolo del Gruppo al servizio della sicurezza elettrica e dell’indipendenza energetica del Paese - commenta l'AD a DG Giuseppina Di Foggia -. Puntiamo su sostenibilità e digitalizzazione per realizzare infrastrutture fondamentali per la decarbonizzazione del Paese, a ridotto impatto ambientale, e per gestire una rete più resiliente e pronta ad affrontare le sfide del settore energetico. Con i risultati ottenuti nel 2024, frutto del lavoro e della competenza delle nostre persone, continuiamo a creare valore per i nostri stakeholder e ci confermiamo come un Gruppo sempre più solido nel panorama energetico nazionale, consapevoli della responsabilità che ci è stata affidata: abilitare la transizione energetica, garantendo i più alti livelli di qualità del servizio di trasmissione, al minor costo possibile per imprese e cittadini”.
I più importanti progetti infrastrutturali del Piano Industriale 2024-2028 includono il Tyrrhenian Link, l’elettrodotto sottomarino che unirà Sardegna, Sicilia e Campania; il collegamento sottomarino Bolano-Annunziata, fra Calabria e Sicilia, gli elettrodotti a 380 kV Colunga-Calenzano (fra Emilia Romagna e Toscana) e Chiaramonte-Gulfi-Ciminna (in Sicilia). Fra i progetti di interconnessione con l’estero sono previsti Elmed, il primo collegamento elettrico sottomarino in corrente continua tra Europa e Africa, che unirà l’Italia alla Tunisia, l’infrastruttura tra Sardegna, Corsica e Penisola italiana (Sa.Co.I.3) e il raddoppio dell’interconnessione tra l’Italia e la Grecia. Completano il panorama degli investimenti di sviluppo della rete, previsti nel decennio del Piano di Sviluppo 2025-2034, progetti come l’Adriatic Link, il collegamento sottomarino che unirà l’Abruzzo e le Marche, l’elettrodotto in corrente continua Milano-Montalto, che collegherà Lazio e Lombardia passando per Toscana, Liguria e Emilia-Romagna, il collegamento Central Link fra Umbria e Toscana, la Dorsale Adriatica, collegamento sottomarino in corrente continua tra Foggia e Forlì, l’elettrodotto a 380 kV Montecorvino-Benevento (in Campania).
Aggiornata al rialzo anche la guidance, con i ricavi di gruppo al 2028 previsti in crescita a 5,19 miliardi di euro, rispetto ai 4,60 miliardi di euro del precedente Piano, e l’Ebitda a 3,36 miliardi di euro, rispetto ai 3,25 miliardi di euro del precedente Piano. La crescita media annua nell’arco di Piano sarà di circa il 9% per l’Ebitda. Nel 2025, in particolare, è previsto che i ricavi si attestino a 4,03 miliardi di euro e l’Ebitda a 2,70 miliardi di euro.
La crescita dei risultati operativi si rifletterà anche sull’utile netto consolidato che passerà da 1,08 miliardi di euro nel 2025 a 1,19 miliardi di euro nel 2028 (rispetto a 1,10 miliardi di euro previsto al 2028 dal precedente Piano). Per quanto riguarda invece i dividendi, la nuova politica prevede, nell’arco di Piano, la distribuzione di una cedola pari al maggiore tra il valore del dividendo per azione 2024 (39,62 centesimi di euro per azione) e una crescita annua del dividendo per azione pari al 4%, assumendo il 2023 come anno di riferimento (33,96 centesimi di euro per azione).
Intanto il 2024 si è concluso per Terna con ricavi pari a 3.680,2 milioni di euro, in aumento del 15,5% rispetto al 2023, mentre L’Ebitda si è attestato a 2.566,4 milioni di euro, in crescita del 18,3%, per il miglior risultato delle Attività Regolate. L’utile netto di gruppo è stato pari a 1.061,9 milioni di euro, in crescita del 19,9%. L'indebitamento finanziario netto al 31 dicembre è salito a 11.160,4 milioni di euro, rispetto ai 10.494,3 milioni di euro a fine 2023. Il Cda proporrà all'assemblea la distribuzione di un dividendo di 39,62 centesimi di euro per azione, pari ad un payout del 75%, in linea con la dividend policy.