Economia
Piazza Affari parte di slancio col nuovo anno e stacca l’Europa tra banche centrali, spread e rally industriale
di Luca Andrea

Il 2026 si apre con un segnale di forza per Piazza Affari, che archivia la prima seduta dell’anno con un bilancio nettamente positivo e una sovraperformance rispetto agli altri listini europei, improntati invece alla cautela. In un contesto globale ancora incerto, tra segnali contrastanti sul fronte macroeconomico e una Wall Street priva di direzione, Milano riesce a distinguersi consolidando il proprio ruolo di mercato guida nell’Eurozona.
Il FTSE MIB chiude in rialzo intorno all’1%, riportandosi stabilmente sopra la soglia psicologica dei 45mila punti, mentre il FTSE Italia All-Share avanza di quasi l’1%. Più contenuti i movimenti sui segmenti a media e piccola capitalizzazione, con il Mid Cap sostanzialmente invariato e lo Star leggermente sotto la parità, a testimonianza di una seduta trainata soprattutto dai grandi titoli industriali.
Lo scenario macro resta complesso. I dati della Banca centrale europea mostrano un’accelerazione dei prestiti a imprese e famiglie a novembre, segnale incoraggiante per il credito, ma il quadro manifatturiero dell’area euro evidenzia una battuta d’arresto a fine 2025. Il PMI manifatturiero finale dell’Eurozona scende sotto quota 49 punti e quello italiano arretra più delle attese, alimentando interrogativi sulla solidità della ripresa industriale nei primi mesi dell’anno. Negli Stati Uniti, l’attività manifatturiera peggiora a dicembre, mentre Wall Street resta debole.
Sul fronte valutario, l’euro oscilla senza grandi scossoni contro il dollaro, mentre le materie prime mostrano un andamento divergente, l’oro segna un lieve progresso, mentre il petrolio vira in territorio negativo, con il Wti intorno ai 56-57 dollari al barile. Sul mercato obbligazionario, lo spread Btp-Bund si muove in area 68-69 punti base, con il rendimento del decennale italiano tra il 3,5% e il 3,6%, confermando un clima di relativa fiducia sul debito sovrano.
A sostenere il listino milanese è soprattutto il rally dei grandi gruppi industriali e della difesa. In vetta spicca Fincantieri, che mette a segno un balzo superiore al 5%, seguita da STMicroelectronics e Leonardo, entrambe in crescita di oltre il 4%. Molto bene anche Prysmian, protagonista di un deciso recupero. Sul versante opposto, le prese di profitto colpiscono Nexi, Telecom Italia e Brunello Cucinelli, in una seduta che penalizza in particolare alcuni titoli del comparto tecnologico e consumer.
Movimenti vivaci anche tra le mid cap, dove si mettono in luce Technoprobe, Italmobiliare e Brembo, mentre le vendite si concentrano su Reply, Carel Industries e Moltiply Group. Nel complesso, il mercato sembra premiare i titoli legati a industria, infrastrutture e difesa, considerati più resilienti in una fase di rallentamento ciclico.