Economia
Piazza Affari chiude in calo con banche e TIM sotto pressione, Aquafil in controtendenza
di Luca Andrea

La settimana si è conclusa in territorio negativo per le principali borse europee, con Piazza Affari in prima linea tra le piazze più osservate dagli investitori. A Milano il FTSE Mib ha perso lo 0,59% a 42.196 punti, muovendosi tra un minimo di 42.156 e un massimo di 42.454 punti.
Il controvalore degli scambi si è attestato a 2,69 miliardi di euro, in flessione rispetto ai 3,20 miliardi registrati nella seduta di giovedì 28 agosto. Sul fronte macro, lo spread Btp-Bund si è mantenuto poco sotto i 90 punti, con il decennale italiano al 3,6%, mentre l’euro è rimasto stabile in area 1,17 dollari. Nel mercato delle criptovalute, il bitcoin è sceso sotto quota 110.000 dollari (93.000 euro).
Al centro dell’attenzione a Piazza Affari restano le banche, penalizzate dalle indiscrezioni su possibili nuove imposizioni fiscali nell’ambito della prossima manovra finanziaria, tra cui l’ipotesi di una tassazione sulle operazioni di buyback. In questo quadro continua l’OPS totalitaria di Banca MPS (-1,17%) su Mediobanca (-0,43%), operazione che si concluderà l’8 settembre. UniCredit (-0,18%) ha invece comunicato l’aumento della partecipazione in Alpha Bank fino a circa il 26%, in attesa delle autorizzazioni regolamentari per il consolidamento della quota eccedente il 9,9%.
Ancora sotto pressione Telecom Italia TIM (-1,06%), che paga la chiusura definitiva alle trattative di fusione con Iliad. Dopo il tonfo di ieri (-9%), il titolo resta debole per effetto delle dichiarazioni dell’amministratore delegato del gruppo francese, Thomas Reynaud, che ha escluso ogni ipotesi di riapertura delle discussioni.
In evidenza sul fronte societario Brunello Cucinelli (-2,06%), nonostante i conti in crescita. Il gruppo del lusso ha registrato nel primo semestre 2025 ricavi netti per 684,14 milioni di euro (+10,2%), con un utile di 76,65 milioni in aumento dai 60,94 milioni dello stesso periodo del 2024. L’azienda conferma le previsioni di crescita dei ricavi intorno al 10% per l’anno in corso.
In controtendenza Aquafil (+4,37%), che ha chiuso la prima metà del 2025 con un utile netto di 2,2 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 6,1 milioni dello stesso periodo 2024. La società ha inoltre annunciato un’emissione obbligazionaria decennale da 50 milioni di euro con tasso fisso al 6,05%, destinata a supportare lo sviluppo delle attività.