Ambiente

Biometano, rivoluzione a Reggio Emilia: l’impianto Ireti che azzera gli sprechi e potenzia la rete nazionale

Redazione
 

FOTO: l'AD di Ireti, Fabio Giuseppini

Ireti ha avviato presso la centrale di Reggio Emilia Migliolungo un impianto sperimentale con tecnologia bi-direzionale reverse-flow per il recupero e riutilizzo del biometano in eccesso. Il progetto, finanziato da Arera, ovvero l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, rappresenta un passo innovativo nella gestione intelligente delle risorse energetiche, garantendo maggiore efficienza e riducendo l’impatto ambientale.

Biometano, rivoluzione a Reggio Emilia: l’impianto Ireti che azzera gli sprechi e potenzia la rete nazionale

L’impianto utilizza un sistema avanzato di compressione per regolare e ottimizzare il flusso di gas, evitando che il biometano prodotto localmente venga disperso attraverso la combustione nei periodi di bassa domanda.

Invece di seguire il tradizionale modello gerarchico basato su pochi centri di immissione, la nuova tecnologia permette di creare una rete decentralizzata di produttori di biometano, collegandoli direttamente alla rete nazionale di distribuzione. Questo approccio garantisce maggiore sicurezza negli approvvigionamenti e una gestione più flessibile della produzione energetica.

Le attività preliminari di test, che coinvolgono sia componenti software che hardware, sono già state avviate. L’impianto entrerà in piena operatività all’inizio di marzo con il collegamento alla rete di trasporto. La fase sperimentale durerà due anni, periodo durante il quale saranno testate e perfezionate le tecnologie impiegate, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente l’integrazione dell’impianto con la rete energetica nazionale.

L’implementazione della tecnologia reverse-flow non solo riduce le emissioni di gas serra legate alla combustione del biometano in eccesso, ma contribuisce anche all’efficienza della rete, evitando sprechi e ottimizzando la gestione della domanda e dell’offerta. Il modello di rete decentralizzata favorisce inoltre l’autonomia energetica, riducendo la dipendenza dalle grandi infrastrutture di importazione e dai rigassificatori.

Con la sperimentazione di questo impianto, Ireti e Ireti Gas pongono le basi per un sistema energetico più sostenibile, resiliente ed efficiente. Il progetto si configura come un esempio virtuoso di economia circolare, capace di valorizzare le fonti rinnovabili e di contribuire in modo significativo alla transizione ecologica del settore energetico italiano. La sua implementazione potrebbe costituire un modello replicabile su scala nazionale, aprendo nuove prospettive per l’utilizzo intelligente del biometano e per una maggiore sicurezza energetica.

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