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Tornano gli stimoli della Fed: Bitcoin pronto a ripartire

di Marc des Ligneris, Senior Portfolio Manager di CoinShares
 
Tornano gli stimoli della Fed: Bitcoin pronto a ripartire
Il principale candidato alla presidenza della Federal Reserve, Kevin Hassett, ha tenuto martedì un discorso marcatamente “dovish”, sostenendo di preferire un orientamento di politica monetaria che dia priorità alla crescita rispetto al controllo dell’inflazione. Questo approccio è particolarmente favorevole per Bitcoin, dato la sua doppia natura sia di asset tech ad alta beta sia di asset che fornisce copertura dall’inflazione. Attualmente, la crescita globale è il fattore macro con il maggiore impatto sul valore di Bitcoin.

La FED taglia i tassi e riavvia gli acquisti di asset

Come previsto, la Federal Reserve ha tagliato i tassi mercoledì. Pur riconoscendo segnali di un mercato del lavoro più debole e di un’inflazione più forte, ha simultaneamente rivisto al rialzo le sue previsioni di crescita. I policymaker restano divisi sul percorso più appropriato, ma il dot plot è risultato meno “hawkish” del previsto, sostanzialmente in linea con le proiezioni di settembre. Ancora più significativo, a soli 11 giorni dalla fine del programma di quantitative tightening, la Fed ha annunciato che riprenderà gli acquisti di asset per diversi mesi, cominciando con 40 miliardi di dollari nei prossimi 30 giorni. Storicamente, questi contesti sono sempre stati molto favorevoli per Bitcoin.

Il dollaro riprende il suo calo

Con la Fed che adotta un approccio meno restrittivo e riavvia gli acquisti di asset, i mercati stanno tornando al “debasement trade”. La rinnovata debolezza del dollaro sta sostenendo i metalli preziosi come oro e argento, e dovrebbe fornire un contesto favorevole anche per Bitcoin.

Posizionamento basso, paura alta

Nei mercati dei derivati domina ancora la paura. Gli investitori stanno pagando di più per le opzioni che proteggono da un calo dei prezzi (le put) rispetto a quelle che scommettono su un rialzo (le call): un segnale evidente che prevale la cautela. Questo atteggiamento è in linea con un Fear & Greed Index che da oltre un mese rimane in zona “paura”, e con tassi di finanziamento dei futures molto bassi, che indicano una scarsa propensione al rischio. Dopo le riunioni della Fed è normale vedere un movimento di “sell the news”, e anche questa volta è successo. Il livello di massimo equilibrio per le opzioni di dicembre sulla piattaforma Deribit è vicino ai 100.000 dollari; quindi, è possibile che il valore tenda verso quel range entro fine mese.

Molti detentori di breve termine in perdita

Infine, i dati on-chain mostrano una zona di supporto degli acquisti poco sotto i livelli attuali, ma rivelano anche che molti detentori di breve termine hanno acquistato sopra i 100.000$ e ora sono in perdita. Attualmente più del 50% dei detentori di breve termine sta perdendo denaro, un livello che di solito vediamo solo nei mercati ribassisti. Un posizionamento di questo tipo tende a pesare sulla capacità di recupero, poiché questi partecipanti tendono a vendere sui rimbalzi per uscire dalle loro posizioni in perdita
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