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Commento ING: quattro grandi dell'eurozona: la politica è un freno

 

Francia: Il caos politico peserà sulla crescita

L'economia francese si prepara ad affrontare un 2025 turbolento, con l'instabilità politica che getta una lunga ombra sulle sue prospettive. La costante minaccia di sfiducia contro qualsiasi governo in carica, l'impossibilità di approvare un bilancio per rimettere in ordine le finanze pubbliche e la prospettiva di nuove elezioni non fanno che alimentare l'incertezza. E questo danneggia sia la spesa dei consumatori che gli investimenti delle imprese.

Il caotico dibattito sul bilancio 2025 crea un panorama fiscale incerto, ma una cosa è chiara: l'aumento del deficit di bilancio costringerà il governo a stringere la cinghia fiscale, pesando sulla crescita . Sul fronte internazionale, i dazi incombenti e il rallentamento dell'attività economica globale sono destinati a ostacolare le esportazioni francesi. Di conseguenza, la crescita del PIL dovrebbe rallentare allo 0,6% nel 2025, rispetto all'1,1% del 2024.

Germania: finalmente arrivano gli stimoli fiscali

L'economia tedesca è di fatto in una fase di stagnazione dall'inizio del 2020 e le notizie negative sulle aziende simbolo del Paese hanno finalmente portato alla consapevolezza politica più ampia dell’urgente bisogno di riforme e investimenti. La domanda senza risposta è ancora se la Germania cercherà “solo” di modernizzare il suo vecchio modello economico, fatto di energia a basso costo ed esportazioni fiorenti, o se opterà per una revisione economica completa.

Prevediamo che dopo le elezioni di febbraio il nuovo governo si impegnerà in un maggiore stimolo fiscale, modificando il limite costituzionale al debito o utilizzando fondi speciali. La Germania ha bisogno di un ulteriore stimolo fiscale di circa l'1,5% del PIL all'anno nei prossimi dieci anni solo per colmare il divario di investimenti dell'ultimo decennio. Per spezzare l'attuale circolo vizioso sono necessarie riforme strutturali e investimenti. Se realizzate, l'economia dovrebbe registrare una graduale inversione di tendenza nel 2025. In caso contrario, la stagnazione sarà la nuova normalità.

Italia: i consumi privati sono l'unico raggio di luce

Anche se la crescita dell'occupazione potrebbe subire una battuta d'arresto, non prevediamo un'inversione di tendenza. Un graduale aumento dell'inflazione complessiva verso l'area del 2% fino al 2025, insieme ad aumenti delle retribuzioni orarie contrattuali superiori al 3%, dovrebbe consentire un ulteriore recupero dei salari reali, contribuendo a sostenere una graduale ripresa dei consumi privati.

Le prospettive degli investimenti appaiono più incerte. Il probabile freno alla crescita della componente abitativa a seguito dell'eccesso di “super bonus” dovrebbe essere parzialmente compensato da una spinta della componente di edilizia infrastrutturale attivata dai fondi UE all'avvicinarsi della scadenza del 2026. Nel frattempo, il rischio di una nuova tornata di dazi statunitensi sui prodotti italiani sotto la presidenza Trump potrebbe ritardare la ripresa della componente degli investimenti in macchinari, in linea di principio favorita dall'imminente allentamento monetario della BCE.

Non ci aspettiamo un grande aiuto dalla politica fiscale, poiché il limitato spazio di manovra lasciato dalla rinnovata governance fiscale europea sarà probabilmente utilizzato per lo più per rifinanziare le misure esistenti, non per crearne di nuove.

Spagna: un nuovo mix di crescita

La Spagna è stata uno dei principali motori della crescita economica dell'eurozona dopo la crisi del Covid e si prevede che questa tendenza continui nel 2025. Tuttavia, i motori di questa crescita stanno cambiando. La crescita post-crisi è stata alimentata dall'aumento della popolazione, dalle forti esportazioni di servizi e dai consumi pubblici, nonostante un contesto inflazionistico difficile e una politica monetaria restrittiva.

Con l'inizio dell'allentamento monetario, i consumi e gli investimenti privati sono destinati ad aumentare. Le famiglie, che beneficiano di un elevato risparmio e di un mercato del lavoro solido, aumenteranno i consumi in linea con la crescita del reddito disponibile. Anche gli investimenti privati, soprattutto nel settore delle costruzioni, dovrebbero ricevere una spinta dal calo dei tassi di interesse e dallo stanziamento dei fondi UE per la ripresa e la resilienza. L'insieme di questi fattori manterrà la Spagna in prima linea in un'economia dell'Eurozona in rallentamento nel 2025.
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