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Space Economy, raddoppiano i brevetti italiani (+91%) ma cala il valore innovativo

Redazione
 
Space Economy, raddoppiano i brevetti italiani (+91%) ma cala il valore innovativo

A livello globale l’attività innovativa nella Space Economy ha registrato una crescita significativa negli ultimi due decenni, con un aumento dell’88% nel numero di brevetti tra i periodi 2000-2011 e 2012-2022. L’incremento è diventato particolarmente marcato a partire dal 2011, soprattutto per effetto dell’aumento dei depositi in Cina.

Space Economy, raddoppiano i brevetti italiani (+91%) ma cala il valore innovativo

Tuttavia, secondo le analisi, a questa crescita quantitativa non corrisponde un analogo rafforzamento della capacità innovativa: i brevetti cinesi presentano infatti un potenziale limitato di generare ulteriore innovazione nel tempo, a differenza di quelli depositati negli Stati Uniti, che mostrano una qualità più elevata. È in questo contesto che si inserisce il contributo italiano, al centro del report “Space Innovation in Italia”, realizzato dall’Osservatorio Innovazione e Brevetti dell’Università LIUC e dall’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano.

Lo studio ha esaminato l’attività innovativa dei soggetti presenti nel Catalogue Space Economy Italia attraverso l’analisi dei brevetti, con l’obiettivo di ricostruire le dinamiche evolutive, le tendenze tecnologiche e il posizionamento degli attori italiani nello scenario internazionale. Tra il 2000-2011 e il 2012-2022, il numero di brevetti italiani riconducibili alla Space Economy è cresciuto del 91%, un dato superiore alla media mondiale. Nonostante ciò, il peso complessivo dell’Italia sul totale globale resta limitato e stabile allo 0,29% in entrambi i periodi considerati. Il risultato conferma una buona vitalità dell’ecosistema nazionale, pur in un quadro internazionale sempre più competitivo.

«I brevetti rappresentano una fonte ricchissima di dati e informazioni sull’innovazione e, anche se sappiamo bene che non tutta l’innovazione viene brevettata, analizzarli consente di fare emergere le tendenze nell’evoluzione delle tecnologie e anche nelle dinamiche industriali di un settore – afferma Raffaella Manzini, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Innovazione e Brevetti dell’Università LIUC (in foto) –. In questa analisi dell’innovazione nella Space Economy siamo andati anche oltre la mera analisi della quantità di brevetti prodotta, cercando di identificare il valore potenziale incorporato in questi brevetti, attraverso indicatori di performance che legano aspetti tecnologici ad aspetti di valore e impatto futuro».

L’analisi per domini tecnologici mostra che a trainare la crescita italiana è soprattutto il comparto dell’Accesso allo Spazio, che comprende le tecnologie per l’accesso, l’esplorazione e lo sfruttamento dello spazio extra-atmosferico. In questo ambito i brevetti italiani aumentano del 348% tra i due periodi, contro un incremento globale del 149%. Anche le Comunicazioni Satellitari crescono più della media mondiale, con un +69% in Italia rispetto al +47% a livello globale.

Al contrario, Osservazione della Terra e Navigazione Satellitare mostrano ritmi di crescita inferiori a quelli internazionali: rispettivamente +60% contro +102% e +62% contro +82%. Oltre ai volumi, lo studio valuta la qualità dei brevetti attraverso l’Innovation Patent Index (IPI), sviluppato dall’Università LIUC. Tra i due periodi analizzati, l’indicatore segnala un rafforzamento della capacità innovativa nei domini della Navigazione Satellitare e delle Comunicazioni Satellitari. Si osserva invece un indebolimento nell’Accesso allo Spazio e nell’Osservazione della Terra, a dimostrazione che l’aumento numerico dei brevetti non sempre si accompagna a un incremento del loro potenziale innovativo. In particolare, nel segmento dell’Osservazione della Terra emerge una perdita di terreno dell’Italia rispetto a Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud.

«Lo studio conferma la capacità della Space Economy italiana di produrre innovazione al ritmo dei Paesi leader, anche se per volume di brevetti rappresentiamo una quota marginale se confrontata con USA e Cina – afferma Paolo Trucco, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano –. Il valore potenziale dei brevetti italiani si sta deteriorando, rispetto all’innovazione prodotta da altri Paesi, nei segmenti dell’Osservazione Terrestre e dell’Accesso allo Spazio, fatto che solleva qualche preoccupazione vista la forte tradizione che vantiamo in questi ambiti. Lo studio evidenzia infine un fenomeno emergente molto rilevante: il maggior potenziale di innovazione è associato a brevetti con applicazioni trasversali a più segmenti della Space Economy».

Dal punto di vista tecnologico, i brevetti italiani si concentrano principalmente su veicoli spaziali, sistemi di comunicazione, meccanica avanzata, sensoristica e componentistica elettronica. Dopo il 2012 compaiono inoltre nuove aree tecnologiche, tra cui elaborazione delle immagini, misurazione delle proprietà della luce, componenti meccaniche e test dei materiali. Cresce in modo significativo il numero di innovazioni cross-dominio, cioè applicabili a più segmenti della Space Economy, segnale di una crescente integrazione tra ambiti tecnologici diversi.

Nello stesso periodo aumenta il peso dei brevetti esclusivi nell’Accesso allo Spazio e nelle Comunicazioni Satellitari, mentre scompaiono quelli dedicati esclusivamente all’Osservazione della Terra. Il panorama dell’innovazione spaziale italiana resta dominato dai grandi gruppi industriali. Leonardo S.p.A. e Thales Alenia Space Italia S.p.A. risultano i principali depositanti, con quest’ultima che registra un aumento del 550% dei brevetti tra i due periodi considerati.

Accanto ai grandi operatori, il report segnala però l’emergere, soprattutto dopo il 2012, di nuove imprese innovative e startup, tra cui D-Orbit S.p.A. e Stellar Project S.r.L. Secondo gli autori dello studio, si tratta di un segnale di un ecosistema in evoluzione, sempre più aperto e competitivo, capace di rinnovarsi e di attrarre nuove competenze nel settore spaziale.

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