Emmanuel Macron, forse scottato dagli attacchi personali che gli ha portato Donald Trump, per non averlo assecondato nei suoi disegni per ridisegnare l'ordine mondiale, ha scelto il palcoscenico di Davos per replicare, rintuzzare, ammonire, sperare.
Davos: Macron alza la bandiera dell'Europa contro il mondo che sta disegnando Trump
E lo ha fatto con un intervento molto concreto e con un indirizzo che ha fatto capire sin dal preambolo quando, ironicamente, ha parlato di quello attuale come di "un periodo di pace, stabilità e prevedibilità", per poi andare sul concredo parlando di "instabilità e squilibri dal punto di vista della sicurezza e dell'economia".
Il presidente francese ha quindi denunciato una "deriva verso l'autocrazia e una maggiore violenza", dove "i conflitti sono diventati la norma".
Stiamo entrando, ha incalzato, in "un mondo senza legge in cui il diritto internazionale viene violato", denunciando "le ambizioni imperiali che stanno riemergendo" e sulla cui paternità c'è stato poco da ipotizzare.
"Non dobbiamo accettare passivamente la legge del più forte", ha detto Macron, chiedendo "maggiore cooperazione" e, quindi, deplorando l'ingresso in "un mondo in cui il multilateralismo è ancora indebolito" e in cui "la concorrenza diventa sempre più ardua, sempre più difficile, soprattutto con gli Stati Uniti che esigono concessioni sempre più significative e cercano di indebolire l'Europa".
Macron ha quindi denunciato l'accumulo di dazi doganali e le violazioni della sovranità e dell'autonomia, e quindi che "un approccio neocolonialista non è la risposta".
"Altre minacce stanno minando i nostri scambi commerciali e mettendo a repentaglio il sistema internazionale", ha aggiunto il presidente. Per affrontare questi problemi, Macron ha chiesto "una maggiore cooperazione per costruire nuovi approcci e una sovranità strategica ed economica più forte, in particolare in Europa".
"L'Europa deve difendere il multilateralismo, che serve i nostri interessi e gli interessi di tutti coloro che rifiutano di sottomettersi alla forza bruta", ha insistito, dicendo che per raggiungere questo obiettivo, abbiamo bisogno di "più sovranità, più autonomia per gli europei e, d'altro canto, di un multilateralismo efficace per ottenere risultati attraverso la cooperazione", sostenendo che "questo non è un vecchio modo di concepire il multilateralismo".
Il capo dello Stato francese ha poi chiesto "soluzioni collaborative" e "dialogo cooperativo", citando come esempi la missione europea in Groenlandia guidata da diversi Paesi europei in risposta alle minacce di Donald Trump, nonché le discussioni in seno al G7,
Emmanuel Macron ha quindi detto di volere "comprendere i fenomeni" che hanno portato a questa situazione, per poi fare esplicito riferimento al "sovraconsumo negli Stati Uniti", al "sottoconsumo e il sovrainvestimento in Cina" e al "sottoinvestimento e la mancanza di competitività in Europa".
"Il nostro obiettivo, quello del G7, è dimostrare che le principali potenze possono ancora ricostruire l'economia. Cooperare non significa dare la colpa agli altri, ma assumersi la responsabilità e condividere per essere parte della soluzione", ha aggiunto Macron.
L'Europa deve risolvere i suoi principali problemi, ha quindi detto, citando in particolare la mancanza di crescita. Per lui, questa soluzione deve basarsi su tre pilastri: protezione, semplificazione e investimenti.
"La competitività europea è ancora in ritardo rispetto a quella degli Stati Uniti", ha ammesso Macron, chiedendo una "reazione", in particolare all'aumento della competitività cinese.
"L'Europa ha strumenti molto potenti e dobbiamo usarli quando non veniamo rispettati e quando non vengono rispettate le regole del gioco", ha continuato il presidente, citando in particolare la strategia anticoercizione dell'UE, ipotizzata dopo le minacce di Donald Trump, il cosiddetto "bazooka" commerciale.
"L'Europa deve rafforzare i suoi strumenti di difesa commerciale", ha aggiunto, anche attraverso "misure speculari" per "far rispettare gli standard normativi" e un aumento degli "investimenti esteri diretti ". Ciò è "essenziale per riequilibrare i rapporti con la Cina".
"Dobbiamo investire molto di più” a livello europeo, ha quindi afferma Macron, chiedendo investimenti in particolare “nei settori critici in cui avrà luogo l’innovazione”, come l’intelligenza artificiale, le tecnologie quantistiche, le tecnologie verdi, la difesa e la sicurezza.
Macron ha comunque chiesto un aumento degli investimenti privati, sostenendo che "i risparmi sono sovrainvestiti in obbligazioni e azioni al di fuori dell'Europa".
Nel concludere il suo discorso, il presidente ha elogiato il fatto che l'Europa sia "un luogo in cui lo stato di diritto e la prevedibilità sono ancora la norma " . Sebbene l'Europa sia "a volte troppo lenta e abbia certamente bisogno di riforme" , ha aggiunto, "un luogo prevedibile ed equo, in cui lo stato di diritto rimane la regola del gioco, è un buon posto per oggi e per domani".
La chiusa dell'intervento di Macron è stata lapidaria, e con un preciso destinatario: "Crediamo sinceramente che in questo mondo ci sia bisogno di maggiore crescita e stabilità, ma preferiamo il rispetto ai bulli, la scienza alle teorie del complotto e lo stato di diritto alla brutalità".