Exor e Piero Ferrari hanno rinnovato il patto parasociale che lega i loro destini nella gestione della casa automobilistica di Maranello. L'accordo, siglato nei giorni scorsi, rinsalda un'alleanza che affonda le radici nella storia dell'azienda e che oggi vede protagonisti John Elkann e Piero Ferrari, così come un tempo lo furono Gianni Agnelli ed Enzo Ferrari.
Maranello, rinnovato il patto parasociale tra Exor e Piero Ferrari: accordo fino al 2029
Il nuovo patto avrà validità triennale, con scadenza fissata al 4 gennaio 2029, e prevede il rinnovo automatico per un ulteriore periodo di tre anni salvo disdetta da parte dei contraenti. Si tratta del secondo accordo di questo tipo dopo quello originario del 2015, che ora viene aggiornato per garantire continuità alla governance della casa del Cavallino Rampante. Secondo quanto specificato in una nota congiunta diffusa dalle parti, l'intesa prevede meccanismi di consultazione finalizzati a permettere ai firmatari di coordinare le rispettive posizioni sulle questioni da sottoporre alle assemblee generali degli azionisti di Ferrari.
L'accordo stabilisce inoltre diritti reciproci di prima offerta qualora una delle parti intenda trasferire azioni della società a soggetti terzi. La struttura proprietaria della casa automobilistica riflette una storia di collaborazione che risale al 1969, quando Enzo Ferrari cedette il 50 per cento della sua azienda alla Fiat. Dopo la scomparsa del fondatore nel 1988, la quota della casa torinese salì al 90 per cento, prima dell'ingresso in Borsa della società. Attualmente Exor, la holding olandese controllata dalla famiglia Agnelli e guidata come amministratore delegato da John Elkann, detiene il 21,2 per cento delle azioni Ferrari. Elkann ricopre anche il ruolo di presidente esecutivo di Ferrari e di Stellantis.
Piero Ferrari, ottant'anni, figlio di Enzo, possiede attraverso il Trust Piero Ferrari il 10,6 per cento del capitale azionario, esattamente la metà della quota detenuta da Exor. Dal 1988 Ferrari ricopre la carica di vice presidente non esecutivo della società. Nonostante le quote azionarie separate, insieme i discendenti delle famiglie Agnelli e Ferrari controllano il 48,2 per cento dei diritti di voto, una percentuale determinante per le decisioni nell'assemblea dei soci.
Due anni fa Piero Ferrari ha costituito un fondo fiduciario per gestire la sua partecipazione nella casa di Maranello, con l'obiettivo di garantire continuità, stabilità e tutela economica ai discendenti, in coordinamento con Exor, per assicurare il futuro della partecipazione familiare nel gruppo. Beneficiari del trust sono l'unica figlia di Piero Ferrari e Floriana Nalin, Antonella, insieme ai due nipoti Enzo Mattioli Ferrari, figlio di Giacomo Mattioli, e Piero Galassi Ferrari, figlio di Alberto Galassi. Sul fronte finanziario, le azioni Ferrari hanno registrato nell'ultimo anno una flessione di circa il 23 per cento sul mercato borsistico. Nonostante questo andamento negativo, Piero Ferrari si è posizionato al sesto posto nella classifica italiana del Bloomberg Billionaire Index, che monitora i patrimoni dei maggiori miliardari a livello globale.
Per il 2025 Ferrari è accreditato di un patrimonio complessivo di 8,19 miliardi di dollari, pari a circa 7 miliardi di euro, che lo colloca al 447esimo posto nella graduatoria mondiale. In Italia Ferrari è preceduto da Giovanni Ferrero, che guida la classifica nazionale con 56 miliardi di dollari, seguito da Andrea Pignataro, Paolo Rocca, Giancarlo Devasini e Francesco Gaetano Caltagirone. A livello globale, il Bloomberg Billionaires Index ha registrato nel 2025 un incremento record della ricchezza dei 500 uomini più facoltosi del pianeta, che hanno visto aumentare le proprie fortune di 2,2 trilioni di dollari, raggiungendo complessivamente 11.900 miliardi di dollari. In cima alla classifica mondiale si conferma Elon Musk, considerato in corsa per diventare il primo trilionario grazie al valore di Tesla, con un patrimonio di 622,7 miliardi di dollari a fine 2025, in significativa crescita rispetto all'anno precedente. Nelle posizioni successive figurano imprenditori del settore tecnologico e informatico come Larry Page e Sergey Brin, cofondatori di Alphabet, Jeff Bezos di Amazon e Larry Ellison di Oracle, tutti con patrimoni compresi tra i 249 e i 269 miliardi di dollari.