La società ha terminato i primi sei mesi dell’esercizio con un utile netto di 9,61 milioni di euro e con ricavi per 45,38 milioni di euro

Autostrade Meridionali
Risultati primo semestre 2019

 
Giulio Barrel (AD)


Ricavi in calo dell’1,1% per Autostrade Meridionali (controllata da Atlantia con oltre l’88% del capitale sociale) nella Semestrale 2019, rispetto allo stesso periodo del 2018, a causa della variazione negativa del volume di traffico pesante e del mancato adeguamento tariffario per il 2019 (a differenza di quanto avvenuto nel 2018), vicenda sulla quale pende un ricorso della Società nei confronti della decisione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Autostrade Meridionali, che ha come attività quasi esclusiva la gestione dell´Autostrada A3 Napoli-Salerno, su tale punto evidenzia che sta “impugnando il provvedimento che ha negato l’adeguamento tariffario per l’anno 2019, in particolare per la riproposizione della qualificazione del ruolo della Società e dei diritti della stessa nella gestione del rapporto concessorio, già oggetto di pronunce del Giudice amministrativo ormai passate in cosa giudicata”. Insomma, i risultati di un’impresa appesa ai tempi della giustizia italiana. Il calo dei ricavi innesca un arretramento, nella Semestrale, di tutti gli altri indicatori di Autostrade Meridionali: il Margine operativo lordo (Ebitda) è pari a 16,5 milioni di euro, in riduzione del 6% rispetto ai 17,6 milioni di euro del corrispondente periodo del 2018, essenzialmente legato alla riduzione dei ricavi ed ai maggiori interventi di manutenzione ed alla variazione operativa dei Fondi rischi ed oneri; l’Ebit ammonta a 16,1 milioni di euro, in riduzione del 6,3% rispetto a 17,2 milioni di euro realizzati nei primi sei mesi del 2018; utile del periodo pari a 9,6 milioni di euro, in riduzione del 5,2% rispetto a 10,1 milioni del corrispondente periodo del 2018. In dettaglio, per quanto concerne i ricavi, quelli netti da pedaggio del primo semestre 2019 sono pari a 43,478 milioni di euro e presentano un decremento complessivo di 1,012 milioni (-2,3%) rispetto allo stesso periodo del 2018 (quando erano pari a 44,49 milioni di euro), determinato principalmente dal decremento dei transiti di veicoli pesanti causa la limitazione di transito imposta a veicoli di massa maggiore di 7,5 tonnellate nel tratto Cava-Salerno e, come detto, dal mancato adeguamento tariffario. Quanto al Patrimonio netto, al 30 giugno 2019 risulta pari ad 170,126 milioni di euro (167,035 milioni a fine 2018) ed evidenzia un incremento netto 3,091 milioni, dovuto all’effetto combinato dell’utile del primo semestre 2019 (9,606 milioni), parzialmente compensato dalla distribuzione di dividendi intercorsa nel primo semestre dell’esercizio (6,562 milioni), come deliberato dall’assemblea degli azionisti. E, sempre al 30 giugno 2019, la Posizione finanziaria netta complessiva della Società, inclusiva delle attività finanziarie non correnti, presenta un saldo positivo per 186,235 milioni, mentre al 31 dicembre 2018 ammontava ad 184,688 milioni. Escludendo le attività finanziarie non correnti, così come raccomandato dall’European securities and markets authority (Esma), la Posizione finanziaria netta è positiva per 186,174 milioni, contro 184,653 milioni al 31 dicembre 2018. Ma la vera partita per Autostrade Meridionali è quella relativa alla nuova concessione dell’autostrada Napoli-Pompei-Salerno, al centro di una lunga e complessa vertenza giudiziaria di carattere amministrativo che si è conclusa con la sentenza del Consiglio di Stato, che il 25 febbraio 2019 ha confermato la sentenza del Tar Campania di luglio 2018 e dunque l’esclusione della offerta a suo tempo presentata dalla Società nella procedura di gara per l’assegnazione della nuova concessione. Il Consiglio di Stato ha confermato anche l’esclusione della offerta concorrente presentata dal Consorzio Sis. Gara quindi da rifare e nel frattempo Autostrade Meridionali continuerà a gestire l’infrastruttura ‘in prorogatio’. Una situazione che determina incertezze sui conti della Società. “Il prolungarsi delle operazioni di gara – afferma infatti Autostrade Meridionali - per l’individuazione del nuovo concessionario dell’infrastruttura (sono trascorsi oltre sei anni dal termine prefissato dalla convenzione di concessione), fa sì che possano nel breve - medio periodo evidenziarsi esigenze manutentive sia sulle opere già oggetto di intervento ed anche, ed a maggior ragione, su quelle che non furono a suo tempo comprese nel programma di riconsegna. Ciò potrà comportare aggravi di oneri di manutenzione nel prosieguo della gestione”. I dati della Semestrale 2019 vedono, per vare voci del conto economico, un peggioramento rispetto a quelli forniti nella prima Trimestrale 2019, che vedevano i ricavi in calo marginale da 21,3 a 21,2 milioni di euro (-0,4%), sempre a causa della flessione dei ricavi netti da pedaggio (-1,8%, prevalentemente per effetto della riduzione del traffico pesante) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in parte compensata da maggiori altri ricavi operativi; Margine operativo lordo (Ebitda) in decremento del 5,7% (da 8,5 a 8 milioni di euro), essenzialmente per maggiori interventi di manutenzione realizzati nel periodo; Ebit a -6,1%, da 8,4 a 7,9 milioni; utile in decremento del 5,7%, da 4,8 a 4,5 milioni di euro.


  


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