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Sovraperformance dei mercati emergenti: solo l'inizio

di Ygal Sebban, Investment Director, Azionario Mercati Emergenti di GAM
 
Sovraperformance dei mercati emergenti: solo l'inizio
Il 2025 ha segnato l'inizio della rinascita dei mercati emergenti, ma è stato solo l'inizio. Grazie alla loro forza secolare, al sostegno ciclico e ai venti favorevoli tematici, riteniamo che i mercati emergenti si distinguano come una delle opportunità più interessanti per il 2026.

Le stelle sono allineate

1. Dati demografici

La crescita demografica, l'urbanizzazione e l'ascesa della classe media, in particolare in India e nel Sud-Est asiatico, stanno ridefinendo i modelli di consumo. L'aumento della partecipazione femminile alla forza lavoro e la crescita del PIL pro capite stanno trainando la crescita della spesa interna per i beni, ma anche, in misura crescente, per i servizi.

2. Riforme guidate dal governo ed evoluzione dell'indice

Le riforme strutturali in India e Cina, comprese le iniziative in materia di pensioni, stanno accelerando la domanda interna. Nel frattempo, l'indice MSCI EM si è spostato dai settori industriale ed energetico verso quello tecnologico e dei beni di consumo discrezionali, con India, Cina, Corea e Taiwan che rappresentano insieme il 75,7% dell'indice.

3. Qualità del credito

Otto dei dieci maggiori titoli sovrani dei mercati emergenti sono ora investment grade. I rendimenti positivi migliorano i rendimenti, rendendo le strategie di reddito fisso e FX dei mercati emergenti attraenti insieme alle azioni.

4. Venti favorevoli ciclici

Gli Stati Uniti devono affrontare sfide strutturali, con i mercati che mettono in discussione la sostenibilità del debito pubblico, le tensioni sul mercato immobiliare e il rallentamento della crescita dell'economia interna non legata all'intelligenza artificiale. Queste pressioni costringeranno probabilmente la Federal Reserve a tagli aggressivi dei tassi, spingendo i tassi di interesse reali in territorio negativo. Storicamente, tali contesti hanno innescato un indebolimento del dollaro statunitense e una sovraperformance dei mercati emergenti. I tassi di interesse più bassi sia negli Stati Uniti che in molti paesi emergenti dovrebbero sostenere ulteriormente la performance delle azioni dei mercati emergenti.

5. Visione positiva sulla Cina

La capacità e la volontà della Cina di sostenere la crescita rimangono intatte, nonostante le difficoltà nel settore immobiliare e la possibilità di nuovi dazi. La politica coordinata tra monetaria, fiscale, immobiliare e di sostegno ai mercati azionari non ha precedenti e posiziona le azioni domestiche come pilastro della strategia di crescita. Ciò è ulteriormente sostenuto da una campagna pluriennale contro l'involuzione in un'ampia gamma di settori per affrontare le continue pressioni deflazionistiche della Cina.

6. Il vento favorevole dell'IA

La rivoluzione dell'intelligenza artificiale è una questione di spese in conto capitale. Si prevede che gli investimenti globali nelle infrastrutture di intelligenza artificiale raggiungeranno quasi 1.000 miliardi di dollari entro il 2030, con gran parte della spesa destinata ai semiconduttori. I mercati emergenti sono i principali fornitori e l'industria dei semiconduttori sta affrontando difficoltà di approvvigionamento che dovrebbero favorire un ulteriore aumento dei prezzi: TSMC, Samsung e Hynix dominano la produzione di chip.

Un contesto globale in evoluzione

I dazi statunitensi più elevati del previsto potrebbero pesare sul commercio internazionale e rallentare la crescita dei mercati sviluppati (DM), rafforzando il ruolo dei mercati emergenti come ancora di stabilità in un ordine globale in evoluzione. In un mondo caratterizzato dal deprezzamento del dollaro e dai cambiamenti geopolitici, i mercati emergenti offrono una crescita macroeconomica più forte e finanze pubbliche meno sotto pressione. Le valutazioni rimangono interessanti: le azioni dei mercati emergenti sono scambiate a un P/E forward di appena 14 volte per il 2026, storicamente basso e sottovalutato. Dopo anni di deflussi, l'interesse degli investitori sta tornando, creando spazio per un'espansione multipla.

I motivi per un rialzo dei rating

Negli ultimi due decenni, i mercati emergenti hanno subito una profonda trasformazione. La composizione settoriale è cambiata radicalmente: quello che un tempo era dominato dai settori industriale, dei materiali e dell'energia ora rispecchia i mercati sviluppati, con la tecnologia, la finanza e i beni di consumo discrezionali che occupano il centro della scena, rappresentando insieme il 62% contro solo il 54% dell'indice MSCI World. Oggi, il peso del 27% del settore tecnologico è simile a quello dell'MSCI World, riflettendo l'ascesa delle industrie ad alto valore aggiunto. I principali attori globali nel settore dei semiconduttori, delle memorie e delle batterie hanno ora sede in Asia - Taiwan, Corea e oltre - ponendo i mercati emergenti al centro di temi di crescita strutturale come l'intelligenza artificiale e la transizione energetica.

Questa evoluzione sottolinea un punto fondamentale: i mercati emergenti non sono più quelli ciclici e guidati dalle materie prime del passato. Sono più forti, più diversificati e sempre più investment grade. In un mondo in cui la crescita globale è scarsa, i paesi in grado di garantire una crescita sostenibile dovrebbero godere di un premio, non di uno sconto. Il persistente divario di valutazione tra i mercati emergenti e quelli sviluppati è quindi ingiustificato e, a nostro avviso, dovrebbe ridursi in modo significativo. I fondamentali ora rivaleggiano con quelli dei mercati sviluppati, offrendo al contempo prospettive di crescita superiori, il che crea un caso convincente per una rivalutazione delle valutazioni dei mercati emergenti.
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