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L’Asia sarà il player più avvantaggiato dal quadro geopolitico e dal boom dell’AI

di Jean-Marie Mercadal, CEO di Syncicap (partecipata Ofi Invest)
 
L’Asia sarà il player più avvantaggiato dal quadro geopolitico e dal boom dell’AI
Negli ultimi mesi si sta delineando uno scenario globale di più blocchi contrapposti e il recente attacco degli Stati Uniti al Venezuela sembra solo un’ulteriore conferma di questo trend. Uno di questi blocchi in particolare sembra essere destinato a giocare un ruolo fondamentale in questa nuova cornice, ovvero il blocco asiatico guidato dalla Cina. Non è un caso che in tutto il 2025 gli investitori abbiano di fatto avvalorato questa conclusione, spingendo le performance dei suoi mercati finanziari e ricreando quei flussi internazionali che negli anni scorsi si erano affievoliti. A seconda degli indici, l’azionario cinese ha infatti guadagnato tra il 20% e il 30% (in USD), mentre nei mercati ex-China la crescita è stata del 15% medio, con la Corea del Sud che è stato il vero outlier (+75% circa).

Uno dei motivi del successo di questi mercati sta proprio nel ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. I bombardamenti su Caracas menzionati prima e la cattura del presidente Maduro e di suo moglie sono soltanto l’ultima di una serie di azioni che, unite a una diplomazia ben poco convenzionale, hanno contribuito alla formazione di questi blocchi e al progressivo indebolimento di organizzazioni internazionali come l’Onu, ma anche il G7 e il G20, a vantaggio di colloqui e summit bilaterali.

Tutto ciò ha permesso alla Cina di diventare un player chiave nel contesto geopolitico, nonostante le sfide interne che ancora deve risolvere. Gli stessi negoziati condotti con Washington hanno mostrato un Paese sicuro di sé, con una chiara strategia per il futuro, in contrasto con le posizioni più caute del passato, anche grazie a una rinnovata fiducia nelle sue capacità industriali e tecnologiche. Il "Made in China" vanta ora una nuova immagine, qualcosa di cui gli investitori hanno appena preso consapevolezza. I prodotti cinesi – veicoli elettrici, smartphone, droni, robot, macchine utensili, elettrodomestici e così via – si distinguono ora per la loro innovazione e i prezzi altamente competitivi. Sebbene la Cina sia ancora in ritardo nel campo strategico dei semiconduttori avanzati, gli ingenti investimenti effettuati suggeriscono che presto recupererà il ritardo. L'immagine del Dragone è di conseguenza diventata notevolmente più moderna e il suo soft power sta avendo un impatto maggiore, soprattutto tra le giovani generazioni. Pechino appare più attraente, caratterizzata da progresso e modernizzazione, e costituisce anche un pilastro di stabilità, in contrasto con l’impulsività americana. La sua nuova influenza, anche culturale, modificherà le abitudini dei consumatori interni, dove i marchi internazionali, in particolare quelli Usa, non sono più tenuti in così alta considerazione.

L'altra grande rivoluzione del 2025 è stata il boom dell'intelligenza artificiale, che sta trasformando sia il mondo degli affari che la vita delle persone comuni. I progressi sono stati così rapidi e spettacolari, e i campi di applicazione così vasti, che i titoli tecnologici legati all'intelligenza artificiale sono saliti alle stelle, guidati da Nvidia, la prima azienda a superare i 5.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. L'Asia sta svolgendo un ruolo di primo piano in questa rivoluzione. Aziende come TSMC (Taiwan), Samsung e SK Hynix (Corea del Sud) sono al centro della catena del valore globale, producendo semiconduttori e memorie a banda larga che sono acceleratori essenziali dell'AI, come le unità di elaborazione grafica di Nvidia. Giganti come Alibaba e Tencent hanno integrato l'intelligenza artificiale nei loro servizi di e-commerce, gaming e social media, investendo massicciamente nell'infrastruttura cloud per supportare lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale su larga scala.

Alla luce di quanto sopra, prevediamo che gli investitori internazionali aumenteranno le loro allocazioni in azioni asiatiche nei prossimi anni. L'Asia rappresenta il 60% della popolazione mondiale, quasi il 50% del Pil globale e circa il 25% della capitalizzazione di mercato globale. Si prevede che l'economia del continente crescerà di quasi il 4,5% nel 2025 e le sue prospettive a lungo termine appaiono piuttosto solide. Le sue valutazioni, nel complesso, sembrano ragionevoli, soprattutto perché le prospettive degli utili delle imprese stanno migliorando.

La stagione dei risultati del terzo trimestre è quasi terminata e i guadagni aggregati delle oltre 950 società dell'indice “emerging Asia” sono aumentati del 14% in questo arco temporale, superando le previsioni e chiudendo ben al di sopra del 4% del trimestre precedente. Questi buoni risultati sono trainati dalle solide performance delle aziende tecnologiche di Taiwan e Corea. Tuttavia, i dati sono migliorati anche in Cina (+11%) e India (+14%). Per il 2026, le previsioni di consenso indicano una crescita degli utili aggregati del 18%, il che significherebbe un rapporto P/E di circa 15 per questo indice. Nel breve termine, tuttavia, sembra probabile una fase di consolidamento a seguito dei recenti risultati, che potrebbe generare opportunità di investimento.
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