In Italia oltre 10 milioni di famiglie preparano la pizza tra le mura domestiche, confermando un amore profondo che negli ultimi anni si è evoluto, diventando sempre più attento alla qualità degli ingredienti e all’origine delle materie prime.
A rivelarlo è un sondaggio Coldiretti-Ixè, diffuso in occasione della Giornata mondiale della pizza, che si celebra il 17 gennaio con iniziative in tutti i mercati di Campagna Amica.
Sempre più pizza fatta in casa, ma con ingredienti buoni e veri
Negli ultimi anni la pizza casalinga ha cambiato volto.
Accanto alle ricette tradizionali, crescono le versioni realizzate con farine speciali, grani antichi e ingredienti agricoli di qualità, spesso a km zero.
Una tendenza che racconta un consumatore più consapevole, curioso e creativo, che sceglie cosa mettere sull’impasto e dà valore al lavoro degli agricoltori.
La pizza diventa così un ponte tra cucina e campagna, tra tradizione e innovazione.
Al Circo Massimo nasce la pizza “contadina”
Cuore delle iniziative romane è stato il mercato di Campagna Amica al Circo Massimo, dove sono stati organizzati laboratori dedicati agli impasti realizzati con farina di grani antichi.
Impasti da portare a casa e condire liberamente, seguendo la stagionalità e i prodotti del territorio.
Qui i cuochi contadini hanno preparato una pizza-simbolo, una vera e propria versione “agricola” della pizza:
Caciofiore di Columella, Broccolo romanesco e olio di Rosciola.
Prodotti salvati dall’estinzione che tornano in tavola
Non è una scelta casuale.
Il Caciofiore di Columella e il Broccolo romanesco sono entrambi Sigilli di Campagna Amica, prodotti che rischiavano di scomparire e che oggi sono stati salvati grazie al lavoro degli agricoltori custodi.
Portarli sulla pizza significa raccontare una storia di biodiversità, territorio e futuro.
Un modo semplice, ma potente, per far arrivare l’agricoltura buona e giusta direttamente sulle tavole delle famiglie.
Pizza gourmet e materie prime di qualità: una tendenza che cresce
La pizza fatta in casa cavalca l’onda delle preferenze per versioni artigianali e gourmet, con consumatori sempre più attenti ai gusti e alla qualità delle materie prime.
Sempre più diffuse le farine da grani antichi, abbinate a ingredienti a Denominazione di origine o rigorosamente italiani:
dal pomodoro alla mozzarella, fino all’olio extravergine.
Una pizza che parla italiano, dalla base al condimento.
Un simbolo mondiale del Made in Italy
La pizza italiana non è solo amata: è riconosciuta ufficialmente.
L’arte dei pizzaiuoli napoletani è Patrimonio immateriale dell’Unesco, così come la cucina italiana, di cui la pizza è uno dei simboli più forti e riconoscibili.
Un’icona del Made in Italy che genera un fatturato globale di oltre 160 miliardi di euro, secondo dati Vpa Research.
Numeri da record anche in Italia
Nel nostro Paese il settore pizza vale oltre 15 miliardi di euro, con 2,7 miliardi di pizze sfornate ogni anno.
Nata a Napoli, la pizza ha conquistato il mondo.
Gli Stati Uniti guidano i consumi pro capite con 13 kg annui, seguiti dagli italiani con 7,8 kg all’anno.
Dietro di noi:
Spagna (4,3 kg)
Francia e Germania (4,2 kg)
Regno Unito (4 kg)
Belgio (3,8 kg)
Portogallo (3,6 kg)
Austria (3,3 kg)
Tradizione, creatività e agricoltura: il futuro passa dalla pizza
La pizza continua a evolversi, ma resta fedele a se stessa.
Unisce semplicità e qualità, tradizione e innovazione, città e campagna.
E quando nasce da ingredienti agricoli veri, racconta ancora meglio l’Italia che produce, custodisce e porta in tavola il meglio del proprio territorio.