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Osservatorio dei consumi culturali degli italiani: segnali di ripresa e nuove abitudini

 
Segnali di ripresa e nuove abitudini per i consumi culturali: è quanto emerge dall’”Osservatorio dei consumi culturali degli italiani” curato da SWG per conto di Impresa Cultura Italia-Confcommercio.

Secondo la ricerca, dall’inizio del 2024, la spesa media mensile si attesta a 86 euro, con un aumento del 30% negli ultimi due anni. In ripresa, dunque, ma ancora sotto i livelli del 2019, quando raggiungeva 113 euro. Sul fronte del consumo delle attività culturali fuori città, la spesa media raggiunge i 115 euro, superando quella dedicata alla fruizione di attività locali (94 euro).

Cresce la fruizione dal vivo di mostre, siti archeologici, spettacoli e concerti: la spesa destinata ai concerti dal vivo supera i livelli pre-pandemia; trend positivo anche nelle crescenti presenze a teatro, la cui partecipazione è in aumento: il 18% rispetto al 10% del 2019.

Un italiano su tre legge abitualmente libri cartacei (il consumo di e-book si stabilizza al 48%). La fruizione della TV tradizionale resta stabile con 92 punti percentuali; il 74% degli italiani ha sottoscritto o fruisce di piattaforme a pagamento.

I weekend culturali sono attrattivi per due italiani su tre; anche nel 2024 si riconferma la stretta connessione tra cultura e turismo nelle dinamiche territoriali. Per il 77% degli italiani il museo rappresenta la meta principale, seguita dai concerti (49%) e mostre temporanee (69%).

Circa il 70% degli Italiani individua nel turismo culturale un volano per l’avanzamento dell’economia locale. Quasi equivalenti le percentuali di risposta degli Italiani che riconoscono il ruolo della cultura nel potenziamento del turismo (74%) e di quelli che condividono la necessità che la partecipazione alle attività culturali venga opportunamente favorita tramite misure di finanziamento pubblico (75%).

Quali i fattori in grado di limitare la partecipazione agli eventi culturali? Tra gli intervistati è emersa come principale motivazione quella dei costi (40%) seguita dalla scarsa ricchezza dell’offerta culturale (16%). 

"I dati del nostro Osservatorio evidenziano una complessiva tendenza di ripresa dei consumi culturali e confermano che la cultura continua a essere garanzia di benessere, socialità e crescita economica del Paese. È evidente che l’andamento dei consumi culturali si riflette sul livello di prosperità dei territori e, in modo indiretto, sui comparti connessi al mondo culturale, ma il divario tra Nord e Sud in relazione all’accessibilità economica e alla varietà dell’offerta al di fuori delle città è ampio ed è necessario intervenire in questa direzione”: è il commento del presidente Carlo Fontana (nella foto), per il quale “occorre riconoscere nelle misure di detrazione delle spese lo strumento ideale per dare una spinta all’intero comparto e promuovere le iniziative culturali presso le famiglie con minori capacità di spesa, incentivando una crescita economica e sociale della comunità”.
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