Economia

Magnum debutta in Borsa, capitalizzazione da 7,8 miliardi dopo lo scorporo da Unilever

di Redazione
 
Magnum debutta in Borsa, capitalizzazione da 7,8 miliardi dopo lo scorporo da Unilever
Il mondo finanziario ha dato il benvenuto a un nuovo e importante attore: la ex divisione gelati di Unilever, che riunisce marchi storici e amati come Magnum, Wall’s, Cornetto e Ben & Jerry’s, ha fatto il suo esordio in Borsa come società indipendente. Il debutto, avvenuto ieri con quotazioni su ben tre piazze - Amsterdam (come principale), Londra e New York - ha sancito la separazione definitiva dal colosso anglo-olandese, annunciata lo scorso febbraio. La nuova entità, denominata Magnum Ice Cream Company, ha esordito con una capitalizzazione di mercato che supera i 7,8 miliardi di euro, affermandosi subito come la più grande azienda indipendente del settore a livello globale.

L'esordio è stato accolto con un rialzo in chiusura: il titolo ha toccato i 12,97 euro, in crescita dell'1,3% rispetto al prezzo di collocamento di 12,8 euro. Al contrario, l'ex casa madre Unilever ha registrato un calo significativo (-6,6% a Londra, -1,8% a fine seduta), riflettendo l'impatto dello scorporo.

A guidare il nuovo percorso c'è un management di alto profilo: Jean-François van Boxmeer (nella foto), ex CEO di Heineken e attuale presidente di Vodafone, è al timone della presidenza mentre Peter Kulve, Amministratore Delegato, ha guidato la cerimonia ufficiale ad Amsterdam.

Durante la celebrazione presso il circuito Euronext, Kulve ha espresso l'orgoglio di sbarcare nella "città natale" del marchio, sottolineando come l'indipendenza renderà l'azienda "più agile, maggiormente focalizzata sulla nostra attività e più ambiziosa che mai".

La strategia futura del gruppo, che controlla un portafoglio vastissimo che include anche Carte d’Or, Breyers, Grom, Calippo, Solero e Viennetta, è innovare e proseguire nella crescita globale creando nuove occasioni di consumo per gelati e snack.

Nonostante l'entusiasmo, il percorso non sarà privo di sfide. L'azienda eredita la storia di un secolo e una presenza in ottanta Paesi, ma dovrà dimostrare la sua capacità di prosperare in un contesto in cui i consumatori sono sempre più orientati verso alimenti a ridotto contenuto di zuccheri. Gli analisti mantengono una certa cautela, notando che: l'esclusione iniziale dagli indici e l'assenza di dividendi nel 2026 pesano sulle valutazioni; il gruppo deve gestire dossier sensibili, come il rapporto teso con il marchio attivista Ben & Jerry's.

La valutazione iniziale di 7,8 miliardi di euro appare scontata rispetto a concorrenti come Froneri (partecipata da Nestlé e valutata 15 miliardi).

Tuttavia, questo divario potrebbe trasformarsi in un'opportunità se il nuovo management, libero dalle dinamiche della ex casa madre, saprà convincere la comunità finanziaria della solidità del suo posizionamento globale. Unilever, che ha scorporato la divisione nell'ambito di un piano per diventare "un'azienda più semplice e focalizzata", manterrà comunque una quota del 19,9% del capitale.

L'era del gelato indipendente è iniziata: Magnum e i suoi fratelli sono ora soli, pronti a conquistare il mondo con la loro ambiziosa strategia di crescita.
 
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