Economia

Risparmio, M&A e coesione sociale: il triplice asse strategico di Intesa Sanpaolo secondo Carlo Messina

Luca Andrea
 
Risparmio, M&A e coesione sociale: il triplice asse strategico di Intesa Sanpaolo secondo Carlo Messina

Il risparmio come cardine della sicurezza nazionale, la valorizzazione delle persone come leva di sviluppo, le aggregazioni bancarie come sfida industriale ed etica: sono questi i pilastri su cui Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo, ha costruito il suo intervento al 129° Consiglio nazionale della FABI il 26 maggio 2025.

Risparmio, M&A e coesione sociale: il triplice asse strategico di Intesa Sanpaolo secondo Carlo Messina

In un passaggio emblematico del suo discorso, Carlo Messina ha affermato con chiarezza che “le considerazioni che riguardano il risparmio sono un tema di sicurezza nazionale”. Un’affermazione tutt’altro che retorica, fondata sull’idea che mantenere e reinvestire il risparmio all’interno del proprio Paese rappresenti uno strumento fondamentale per ridurre la dipendenza finanziaria dall’estero, rafforzare l’autonomia economica e proteggere l’infrastruttura sovrana del debito pubblico.

Con un patrimonio in gestione di 1.400 miliardi di euro da parte di Intesa Sanpaolo, l’istituto viene descritto come “un soggetto di sicurezza nazionale”, a pieno titolo al centro del sistema Paese.

Parlando del tema delle aggregazioni bancarie, Messina ha rimarcato un principio chiave: “I processi decisionali nascono valutando se puoi creare valore oppure no”. In questo senso, Intesa Sanpaolo adotta un approccio selettivo, valutando non solo la sostenibilità finanziaria e strategica delle operazioni, ma anche i rischi di compliance, antitrust e persino le implicazioni geopolitiche, nell’era del Golden Power.

Tra le aree di interesse dichiarate, figurano l’asset management e il private banking, anche se – ammette Messina – “i target in questi ambiti sono estremamente limitati e con poca capacità di poter creare valore”.

Intesa può però contare su un modello di business efficiente, poco assorbente in termini di capitale, e fortemente orientato ai ricavi commissionali, al risparmio gestito e alle attività assicurative.

Un ampio passaggio dell’intervento è stato dedicato all’occupazione nel settore bancario. In qualità di CEO del primo datore di lavoro privato d’Italia, Messina ha ribadito che l’obiettivo primario è prendersi cura delle persone. E lo ha fatto lanciando un messaggio forte: “Mai nessuno sarà forzato a lasciare la banca”.

Per garantire ciò, serve immaginare “nuovi mestieri”, trasformando la sfida dell’efficienza in un’occasione di dignità e inclusione professionale. La creazione di nuove attività – anche a impatto sociale – diventa così strumento di reputazione e valore condiviso, oltre che economico. L’impegno contro povertà e disuguaglianze rientra infatti nel DNA della Banca, che Messina ha definito “punto di riferimento, ma non solo europeo” sul fronte della responsabilità sociale.

L’intervento di Carlo Messina al panel “Le banche in Italia e in Europa” si colloca nel solco di una visione industriale in cui la banca assume un ruolo sistemico e proattivo: catalizzatore di risorse per lo sviluppo nazionale, regista dell’innovazione economica, ma anche attore sociale impegnato.

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