Economia

I produttori di prosecco fermano le esportazioni verso gli Stati Uniti nel timore di super-tariffe

Redazione
 
I produttori di prosecco fermano le esportazioni verso gli Stati Uniti nel timore di super-tariffe

La concreta possibilità che i dazi imposti dall'Amministrazione Trump ai prodotti in arrivo negli Stati Uniti per quelli alcolici possano lievitare sino al 200 per cento ha spinto i produttori del prosecco a sospendere le esportazioni verso l'America.

I produttori di prosecco fermano le esportazioni verso gli Stati Uniti nel timore di super-tariffe

Vedendo a rischio un giro d'affari di circa 500 milioni all'anno, i presidenti di tre consorzi italiani hanno scritto al ministro Lollobrigida, chiedendo un suo intervento. La sospensione delle esportazioni negli Stati Uniti è stata spiegata nella lettera a Lollobrigida dicendo che i vini italiani, "impiegando diverse settimane per giungere negli Usa, potrebbero vedere lievitare i dazi fino al 200% 'on the water', cioè lungo il percorso tra l'Italia e l'America, rischiando di mettere in crisi gli stessi nostri importatori, senza contare le gravissime ripercussioni sulle aziende mittenti".

A firmare l'appello al ministro dell'Agricoltura sono stati i presidente dei tre consorzi di tutela del prosecco operativi tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il venir meno del mercato americano, che assorbe circa 140 milioni di bottiglie l'anno fra le tre denominazioni, "comporterebbe la necessità di individuare Paesi alternativi ove andare a collocare queste produzioni", hanno sottolineato Giancarlo Guidolin (Prosecco Doc), Franco Adami (Conegliano Valdobbiadene Docg) e Michele Noal (Asolo Montello Docg) nella missiva al ministro.

Nell'emergenza, questo cambio di rotta "comporterebbe di sicuro una pesante contrazione del valore, con ripercussioni per le nostre aziende. Certi che comprenderà la gravità della situazione, auspichiamo un Suo intervento affinché si attuino adeguate azioni, a livello nazionale e comunitario, tese a risolvere il problema".

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