Economia
Permessi di costruire, l’edilizia rialza la testa, nel terzo trimestre 2025 cresce la superficie, il non residenziale traina
Redazione

Nel terzo trimestre del 2025 il settore delle costruzioni mostra segnali di vitalità diffusa, con un andamento positivo che coinvolge sia il comparto residenziale sia quello non residenziale. I dati sui permessi di costruire diffusi dall’Istat indicano una crescita congiunturale del numero di abitazioni autorizzate e, soprattutto, delle superfici, confermando un’evoluzione del mercato che privilegia interventi di maggiore dimensione e valore.
Permessi di costruire, l’edilizia rialza la testa, nel terzo trimestre 2025 cresce la superficie, il non residenziale traina
Nel periodo luglio-settembre, al netto dei fattori stagionali, il numero di abitazioni nei nuovi fabbricati residenziali aumenta del 5,8% rispetto al trimestre precedente, mentre la superficie utile abitabile sale del 6,6%. Le unità autorizzate raggiungono quota 13.342, con una superficie complessiva che supera 1,19 milioni di metri quadrati. Si tratta di un recupero significativo dopo la debolezza registrata nella prima parte dell’anno, che riporta il settore su livelli più solidi in termini di consistenza degli interventi.
Ancora più marcata la dinamica dell’edilizia non residenziale, che mette a segno un incremento congiunturale dell’11,0%. La superficie autorizzata sfiora i 2,89 milioni di metri quadrati, segnalando un rinnovato interesse per investimenti legati a spazi produttivi, logistici e direzionali. Un dato che suggerisce una maggiore fiducia delle imprese e una ripresa dei progetti di medio periodo.
Su base annua, il confronto con il terzo trimestre 2024 appare più articolato. Il numero di abitazioni residenziali registra una lieve flessione (-0,6%), proseguendo una tendenza iniziata a fine 2024, ma l’intensità del calo risulta nettamente attenuata. Di segno opposto l’andamento delle superfici, la superficie utile abitabile cresce del 5,7%, interrompendo una sequenza negativa durata cinque trimestri, mentre la superficie non residenziale avanza dell’11,1% dopo tre trimestri di contrazione.
La lettura dei dati suggerisce un cambiamento nella composizione dell’attività edilizia. Meno unità, ma più spazio costruito, a indicare una maggiore attenzione alla qualità, all’efficienza e alla destinazione funzionale degli edifici. Una tendenza che si riflette anche nel recupero del comparto non residenziale, spesso considerato un indicatore anticipatore dello stato di salute dell’economia reale.
Il terzo trimestre 2025 descrive un settore che, pur senza tornare ai ritmi di espansione del passato, mostra segnali di consolidamento. La crescita delle superfici autorizzate e il rimbalzo dell’edilizia non residenziale rappresentano elementi di stabilità in una fase ancora segnata da incertezze macroeconomiche, confermando il ruolo delle costruzioni come leva importante per gli investimenti e per la tenuta del ciclo economico.