Economia

Partecipazione lavoratori: Confartigianato e Cna, sì alla democrazia economica, no a obblighi uniformi

Redazione
 
Partecipazione lavoratori: Confartigianato e Cna, sì alla democrazia economica, no a obblighi uniformi

Ieri i rappresentanti di Confartigianato e Cna sono intervenuti in audizione alla Commissione Lavoro del Senato sul Disegno di Legge in tema di partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle aziende.

Partecipazione lavoratori: Confartigianato e Cna, sì alla democrazia economica, no a obblighi uniformi

Le Confederazioni hanno ribadito l’importanza della partecipazione dei lavoratori come elemento fondamentale di democrazia economica, utile per aumentare la responsabilizzazione dei lavoratori, favorire la coesione sociale, l’occupazione e la produttività. Confartigianato e Cna, tuttavia, sottolineano la necessità di evitare l’introduzione di obblighi uniformi e che il modello di partecipazione si adatti alla peculiarità del nostro Paese in cui il 95% delle imprese occupa meno di 10 addetti e dove la contrattazione collettiva e il sistema della bilateralità sono pratiche sperimentate con successo e strumenti chiave per attuare forme partecipative.

La bilateralità – hanno sottolineato – rappresenta un pilastro delle relazioni sindacali nel settore artigiano e promuove un dialogo costruttivo tra le parti sociali.

Per questo hanno chiesto che venga riconosciuto e valorizzato il ruolo degli Enti Bilaterali, che da anni operano per garantire tutele per i lavoratori e le imprese attraverso il welfare integrativo, la formazione e la sicurezza sul lavoro. Sono un esempio concreto di come la partecipazione dei lavoratori può essere gestita efficacemente e contribuisce al miglioramento delle condizioni di lavoro e al contrasto del lavoro sommerso.

Le due Confederazioni hanno proposto modifiche normative per garantire che i contributi versati alla bilateralità e le relative prestazioni non siano considerati reddito da lavoro dipendente e per armonizzare quanto previsto sul welfare di matrice aziendale e quello contrattuale. Inoltre, hanno sottolineato la necessità di garantire adeguate risorse per i Fondi interprofessionali per la formazione continua, indicati come essenziali per affrontare le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità.

Confartigianato e Cna ritengono quindi necessario che sia eliminato il taglio strutturale e che ai Fondi interprofessionali sia destinato l’intero gettito dello 0,30 anche in considerazione del ruolo che i fondi svolgono nell’attuazione del Fondo Nuove Competenze e della riforma degli ammortizzatori sociali.

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