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Trasporti, il parco auto invecchia e cresce la CO₂: il primo rapporto dell’Osservatorio SUNRISE di MOST lancia l’allarme

Redazione
 
Trasporti, il parco auto invecchia e cresce la CO₂: il primo rapporto dell’Osservatorio SUNRISE di MOST lancia l’allarme

Il trasporto su strada in Italia rischia di allontanarsi dagli obiettivi europei di decarbonizzazione. È quanto emerge dal primo rapporto dell’Osservatorio SUNRISE, promosso da MOST, il Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, e presentato oggi a Milano presso Assolombarda. Il documento, coordinato dal professor Ennio Cascetta e realizzato con la collaborazione di Almaviva, Autostrade per l’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Eni, Fondazione Filippo Caracciolo dell’ACI e Iveco Group, fotografa un Paese che, nonostante la transizione in corso, sta vivendo una fase di “ricarbonizzazione”.

Trasporti, rapporto dell’Osservatorio SUNRISE di MOST lancia l’allarme

Dal 2019 al 2024, infatti, il consumo complessivo di benzina e gasolio è aumentato del 3,5%, con un incremento delle emissioni di CO₂ del 2,9%. Il parco auto nazionale invecchia e il rinnovo dei veicoli rallenta, mentre cresce la massa media dei mezzi circolanti, spinta dalla popolarità dei SUV. Secondo le stime, nel 2024 sono stati percorsi oltre 520 miliardi di chilometri complessivi, di cui circa 415 miliardi da automobili, 56 miliardi da furgoni e 30 miliardi da mezzi pesanti.

Il report evidenzia come i veicoli effettivamente in circolazione siano circa 47 milioni, un numero inferiore rispetto al parco immatricolato. Circa il 12% delle auto e il 32% delle moto registrate al PRA non circolano. Solo il 10% dei chilometri totali è percorso da veicoli con più di vent’anni, smentendo la percezione di un traffico dominato dai mezzi più inquinanti.

Una revisione delle stime sulle emissioni locali mostra inoltre che la quota imputata al traffico stradale per NOx e PM2.5 potrebbe essere inferiore alle valutazioni tradizionali, grazie alla prevalenza dei veicoli Euro 6 e alla diffusione di ibridi ed elettrici. Tuttavia, il rallentamento della sostituzione dei mezzi e l’aumento dei pesi medi rischiano di neutralizzare parte dei benefici.

Le proiezioni al 2030 e 2035 delineano scenari complessi: anche nelle ipotesi più favorevoli, l’Italia non raggiungerà i target del pacchetto europeo “Fit for 55”, che prevede una riduzione del 43% delle emissioni rispetto al 2005. Nello scenario più ottimistico, il calo stimato si fermerebbe al 24%, mentre in quello più realistico non supererebbe il 10%. Il trasporto merci, in particolare i mezzi pesanti, resta tra i principali responsabili, poiché le tecnologie alternative come l’elettrico e l’idrogeno non sono ancora competitive su larga scala.

Il rapporto propone tuttavia una serie di misure concrete per accelerare la transizione: maggiore diffusione dei biocarburanti, eco-driving e promozione di stili di guida sostenibili, incentivi per ridurre la dimensione media dei veicoli e ottimizzazione dei carichi per i mezzi commerciali leggeri. Una strategia integrata e tecnologicamente neutrale, sottolineano gli esperti, potrebbe non solo consentire all’Italia di avvicinarsi agli obiettivi europei, ma anche di superarli, con benefici per la qualità dell’aria e la competitività del settore.

"SUNRISE fornisce dati inediti e molto interessanti sul trasporto stradale e sul suo impatto ambientale. Emerge un quadro più preciso e realistico rispetto alle informazioni precedenti», ha dichiarato il professor Ennio Cascetta. «Il trasporto merci incide in modo crescente sulle emissioni e continuerà a farlo nel breve e medio periodo".

Ferruccio Resta (nella foto), presidente di MOST, ha sottolineato il valore strategico degli Osservatori: "MOST vuole offrire dati oggettivi e analisi trasparenti per orientare con maggiore consapevolezza le politiche e le strategie sulla mobilità del futuro. Il lavoro svolto con i nostri partner accademici e industriali è un esempio concreto di alleanza pubblico-privata a beneficio del Paese".

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