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Medio Oriente: l'uccisione del capo militare di Hezbollah riaccende la polveriera

Redazione
 
Medio Oriente: l'uccisione del capo militare di Hezbollah riaccende la polveriera

Con una dichiarazione ufficiale, Hezbollah - dopo che Israele aveva dato notizia dell'esito positivo dell'operazione - ha confermato la morte del suo comandante militare Haytham Ali Tabataba'i, ucciso in un attacco aereo contro un edificio alla periferia di Beirut.

Medio Oriente: l'uccisione del capo militare di Hezbollah riaccende la polveriera

"Con orgoglio e onore - si legge nella dichiarazione -, Hezbollah annuncia ai sostenitori della resistenza e al popolo libanese il martirio del grande comandante jihadista, Haytham Ali Tabataba'i, che si è offerto come martire in sacrificio per il Libano e il suo popolo in seguito alla codarda aggressione israeliana contro l'area di Haret Hreik, nella periferia sud di Beirut", Il quartiere di Haret Hreik è considerata una roccaforte del movimento islamista armato, foraggiato dal regime iraniano.

Tabataba'i è l'esponente di più alto rango ucciso da Israele dalla fine della guerra tra i due gruppi, quasi un anno fa.
In una dichiarazione pubblicata su Telegram , l'IDF, l'esercito israeliano aveva affermato di avere "eliminato il terrorista Haytham Ali Tabataba'i, capo di stato maggiore effettivo di Hezbollah".
Secondo l'IDF, Tabataba'i si era univo ad Hezbollah negli anni '80 ed aveva fatto parte di di diverse unità chiave, tra cui la forza d'élite segreta Radwan.

Successivamente, secondo l'intelligence di Israele, fu inviato in Siria, dove l'IDF sostiene che "rafforzò la posizione di Hezbollah".
Sempre secondo Israele, fu nominato capo di stato maggiore di Hezbollah dopo l'operazione Northern Arrows nel settembre 2024. "In questo ruolo, ha guidato la ricostruzione dell'organizzazione ", si legge nella nota dell'IDF.

Haytham Ali Tabataba'i ha assunto questo incarico dopo la morte dei massimi vertici militari del movimento libanese durante la guerra con Israele. Secondo una fonte vicina a Hezbollah, in precedenza era "responsabile del dossier Yemen" all'interno di Hezbollah, che sostiene i ribelli Houthi. Aveva anche ricoperto incarichi in Siria, dove il movimento islamista forniva supporto militare al regime deposto di Bashar al-Assad, secondo gli Stati Uniti.

Secondo una fonte vicina a Hezbollah, Tabatabai risiedeva all'estero ed era "tornato in Libano durante la guerra", nel corso della quale Israele aveva decapitato la gerarchia del movimento sciita.
Suo padre era di origine iraniana e sua madre libanese, ma, secondo la stessa fonte, possedeva la sola cittadinanza del Libano. Tabataba'i era, come ''terrtorista'', nella lista nera degli Stati Uniti dal 2016, tanto da sottoporlo a sanzioni già nel 2016.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti offrì una ricompensa fino a 5 milioni di dollari per informazioni su di lui, descrivendolo come "un comandante militare chiave di Hezbollah che aveva guidato le forze speciali del gruppo in Siria e Yemen".
Intanto un ragazzo di venti anni, palestinese, è stato ucciso dal fuoco dell'esercito israeliano nel villaggio di Deir Jarir, a est di Ramallah, in Cisgiordania, secondo il Ministero della Salute della Palestina, citato dall'agenza di stampa Wafa.

Il giovane è stato ucciso "durante un attacco da parte di coloni ed esercito" al villaggio, riporta l'agenzia.
Stando alla ricostruzione della Wafa, coloni armati hanno attaccato le case dei residenti alla periferia del villaggio e un'unità dell'esercito ha fatto irruzione nella zona per proteggere l'azione. Soldati e coloni hanno aperto il fuoco su coloro che hanno cercato di intervenire e il giovane è stato colpito da un proiettile al petto, secondo fonti locali.

Sul fronte diplomatico, una delegazione di Hamas, dal Caico, nel corso di un incontro con il capo dei servizi segreti egiziani, Hassan Rashad, ha ribadito ''il suo impegno ad attuare la prima fase" dell'accordo di tregua nella Striscia di Gaza.
Guidata dal capo negoziatore di Hamas, Khalil Al-Hayya, la delegazione è arrivata nella capitale egiziana sabato.

La delegazione ha anche sottolineato "l'importanza di porre fine alle violazioni israeliane (...) e la necessità di un meccanismo chiaro e preciso, sotto l'egida e il controllo dei mediatori, che consenta la segnalazione immediata di eventuali violazioni".

Il movimento ha affermato che al Cairo è stata discussa anche la natura della seconda fase dell'accordo, aggiungendo che essa affronta anche il destino dei combattenti a Rafah con cui le comunicazioni sono state interrotte. La seconda fase include in particolare l'istituzione di un'autorità transitoria per l'amministrazione di Gaza e il dispiegamento di una forza internazionale per garantire la sicurezza del territorio e disarmare Hamas e le altre fazioni armate presenti.

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