Economia

Il lavoro invisibile che vale 473 miliardi, l’Italia e il peso del lavoro di cura non retribuito

Redazione
 
Il lavoro invisibile che vale 473 miliardi, l’Italia e il peso del lavoro di cura non retribuito
In Italia il lavoro di cura non retribuito, che comprende la gestione della casa, l’assistenza ai figli e quella a familiari adulti o anziani, rappresenta un pilastro nascosto dell’economia e della società. Secondo l’indagine condotta da OIL e Federcasalinghe, presentata nel rapporto 2025, il valore economico stimato di queste attività ammonta a 473,5 miliardi di euro l’anno, pari al 26% del Pil nazionale. Un contributo enorme, che però rimane invisibile nelle statistiche ufficiali e scarsamente riconosciuto a livello sociale e politico.

Il lavoro invisibile che vale 473 miliardi, l’Italia e il peso del lavoro di cura non retribuito

Il 71% di questo lavoro è svolto dalle donne, a conferma di un divario di genere che continua a condizionare la partecipazione femminile al mercato del lavoro retribuito. Oltre tre milioni di persone, in gran parte donne, hanno dichiarato di non poter lavorare a causa delle responsabilità familiari. Spesso non si tratta di una scelta, ma di una necessità che si trasforma in “effetto trappola”, il lavoro di cura comincia come soluzione temporanea e si prolunga per anni, riducendo opportunità di carriera, reddito e protezione sociale.

Il carico orario è impressionante. oltre la metà degli intervistati dedica più ore al lavoro di cura che a un impiego contrattualizzato. Il fenomeno è amplificato dall’“effetto sandwich”, che costringe molte donne tra i 40 e i 60 anni a prendersi cura contemporaneamente di figli e genitori anziani. Non sorprende, quindi, che i caregiver di adulti e anziani non autosufficienti, quasi sempre donne, siano esposti a un elevato rischio di stress, burn-out e isolamento.

La mancanza di supporto adeguato aggrava la situazione. Solo il 18% riceve aiuto dal partner e i servizi pubblici per l’infanzia coprono appena un terzo dei bambini tra 0 e 3 anni. Per l’assistenza agli anziani non autosufficienti, la richiesta principale non è tanto l’accesso a servizi pubblici gratuiti, quanto un sostegno economico per coprire i costi elevati delle cure.

Il rapporto sottolinea inoltre i rischi futuri: con tassi bassissimi di adesione ai fondi pensione, molte persone impegnate nella cura non retribuita rischiano di scivolare nella povertà in età avanzata. Gli incidenti domestici, inoltre, colpiscono sei persone su dieci, con una frequenza tre volte superiore rispetto agli infortuni sul lavoro registrati nel 2024.

Da qui l’appello dell’OIL a sviluppare una strategia nazionale sulla cura, in linea con le linee guida internazionali e con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mira a riconoscere, ridurre e redistribuire il lavoro di cura. Non basta, infatti, affidarsi al volontariato familiare: serve una politica integrata che rafforzi i servizi, promuova l’uguaglianza di genere e dia dignità a milioni di persone che ogni giorno sostengono silenziosamente il sistema di welfare del Paese.
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