Economia

Italia, conti con l’estero in miglioramento, surplus del conto corrente a 28,6 miliardi

Redazione
 
Italia, conti con l’estero in miglioramento, surplus del conto corrente a 28,6 miliardi
La bilancia dei pagamenti italiana consolida il suo equilibrio esterno, nonostante un quadro internazionale ancora instabile. Secondo gli ultimi dati pubblicati dalla Banca d’Italia nel report del 19 novembre 2025, nei dodici mesi chiusi a settembre il conto corrente ha registrato un avanzo di 28,6 miliardi di euro, pari all’1,3% del Pil. Un miglioramento rispetto ai 25,8 miliardi dell’anno precedente, sostenuto quasi interamente dal forte recupero dei redditi primari, tornati in territorio positivo dopo anni di saldi negativi.

Italia, conti con l’estero in miglioramento, surplus del conto corrente a 28,6 miliardi

Il saldo dei redditi primari è infatti passato da –10,1 miliardi dei dodici mesi precedenti a +2,9 miliardi, compensando il rallentamento dell’avanzo commerciale. I beni restano in surplus, ma in calo: 49,5 miliardi contro i 57,7 registrati un anno prima. Peggiorano leggermente anche i servizi (–3 miliardi) e i redditi secondari (–20,8 miliardi), confermando una dinamica ancora fragile nel turismo e nei trasferimenti.

Il quadro cambia se si osserva il conto finanziario, che nei dodici mesi a settembre registra acquisti netti di attività sull’estero per 28,4 miliardi, in diminuzione rispetto ai 49,3 miliardi rilevati nello stesso periodo del 2024. Una riduzione trainata dai consistenti deflussi negli investimenti di portafoglio (–31,7 miliardi) e nei derivati (–2,5 miliardi), bilanciati però dai forti afflussi negli “altri investimenti” (+57,8 miliardi), che rappresentano la componente più dinamica del conto finanziario. Positivi anche gli investimenti diretti (+2,3 miliardi) e l’aumento delle riserve ufficiali (+2,4 miliardi).

Nel solo mese di settembre 2025, le attività estere dei residenti sono aumentate di 22,6 miliardi, grazie alla crescita degli investimenti di portafoglio, dei diretti e delle altre attività finanziarie. Nello stesso periodo, le passività sono salite di 28,3 miliardi, soprattutto per effetto dell’espansione degli “altri investimenti” (19,3 miliardi) e per l’aumento dell’esposizione in titoli italiani da parte degli investitori esteri (+5,4 miliardi).

La dinamica complessiva rafforza il posizionamento esterno dell’Italia, che continua a mantenere un avanzo strutturale nel conto corrente, pur in presenza di un raffreddamento dell’export. Le tensioni globali e la frenata dell’economia europea incidono sul commercio di beni e servizi, ma il miglioramento dei redditi primari, frutto anche dei migliori margini delle imprese e del rendimento delle attività finanziarie all’estero, offre un contributo determinante al rafforzamento dei conti con l’estero.

Il saldo dei movimenti finanziari conferma un Paese che continua a investire oltre confine
, mentre gli investitori internazionali mostrano interesse selettivo verso gli asset italiani, in particolare titoli di Stato e strumenti finanziari a breve termine. Un segnale di fiducia, ma anche di volatilità potenziale in presenza di shock sui mercati.

Con gli indicatori aggiornati, l’Italia entra nell’ultima parte dell’anno con un profilo esterno solido, un avanzo corrente significativo e flussi finanziari che mostrano dinamiche coerenti con la fase economica. Un equilibrio che resta positivo, ma sensibile agli sviluppi geopolitici, alla direzione della politica monetaria della Bce e alla resilienza del commercio internazionale.
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