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Dilemma di una notte di mezza estate: ma qual è il Paese vero in cui viviamo?

Redazione
 
Dilemma di una notte di mezza estate: ma qual è il Paese vero in cui viviamo?

Ferragosto e tutti al mare, ma non proprio tutti, perché questa estate sembra l'inverno descritto da John Steinbeck, quello del ''nostro scontento'', dove ciascuno si sente autorizzato a lamentarsi. Come, ad esempio, chi dice che i prezzi degli stabilimenti balneari (una delle categorie che sembrano passare indenni rispetto ad ogni cosa, quasi zigzagando tra i goccioloni di un temporale, uscendone asciutti e con concessioni intangibili, che sembrano avere avuto la prima scrittura ai tempi di Dante...) sono insostenibili, quasi da taglieggiamento e che l'abbinamento ombrellone-lettino sia da mettere nella vetrina di una gioielleria.

Dilemma di una notte di mezza estate: ma qual è il Paese vero in cui viviamo?

Settore in crisi? Forse sì, ma forse anche no, perché per difenderne i risultati è scesa in campo nientemeno che Giorgia Meloni che ha ''attaccato chi l'attaccava'' (Elly Schlein), dicendo che la narrazione di un turismo in crisi era frutto di un mero calcolo politico e non della realtà fattuale dei numeri.

Sembra di assistere alle solite parti in commedia, dove tutto è già scritto, definito anche nel suo epilogo: il nulla. Ma su una cosa forse bisogna soffermarsi ed è la solita domanda: ma il Paese vero è quello che ci racconta il Governo (come fanno tutti i Governi) o quello dipinto dalle opposizioni?

I numeri che vengono dal Palazzo, di posti di lavoro e assunzioni record, di famiglie aiutate, di incentivi alle imprese e compagnia cantante fanno parte del ''sussidiario del perfetto governante'', che si traduce nell'inondare la gente di cifre e percentuali tra le quali è difficile districarsi, ma che, a sentirle in televisione o leggerle sui giornali, fanno sempre un certo effetto.

Poi, però, incontri la gente comune che ti dice che non ce la fa più, che i prezzi aumentano (anche se in tv ti dicono che non è vero, ma a fine mese i conti non tornano mai) , che quello che ti potevi permettere ieri oggi è nella categoria dei desideri.

Dire che le spiagge sono vuote non è completamente vero, come invece lo è sottolineare come ormai questo specifico settore del turismo nostrano sembra non avere appreso la lezione della ragionevolezza, che dovrebbe imporre all'esercente di turno di considerare il cliente come tale e non come un limone da spremere sino all'ultima goccia, prima di gettarlo via.

Il Paese reale, quindi, ben diverso da quello che ci viene raccontato, e forse mai come in questi momenti dalla politica ci si aspetterebbero proposte e non bordate dialettiche che lasciano il tempo che trovano: giusto quelle necessario a leggerle e passare alle pagine sportive o del gossip.

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