Ambiente & Sostenibilità

Gare idriche, Dal Fabbro: “Un autogol per il Paese, serve il modello francese e i PPP”

Redazione
 
Gare idriche, Dal Fabbro: “Un autogol per il Paese, serve il modello francese e i PPP”
L’Italia rischia di compromettere un patrimonio strategico per il proprio futuro energetico. A lanciare l’allarme è Luca Dal Fabbro, presidente del Gruppo Iren, intervenuto alla prima giornata del ciclo di incontri Green & Net Zero Talk promosso da RCS Academy, in collaborazione con Corriere della Sera e Pianeta 2030. Nel suo intervento, Dal Fabbro ha espresso una posizione netta contro la prospettiva di mettere a gara le concessioni idroelettriche, definendola “un autogol per il Paese”.

Gare idriche, Dal Fabbro: “Un autogol per il Paese, serve il modello francese e i PPP”

“L’acqua è una risorsa di importanza strategica per il Paese: dopo la Francia e la Norvegia, l’Italia è il terzo produttore di energia da fonti idriche in Europa”, ha ricordato il presidente di Iren. “Per questo motivo è necessario salvaguardare questo patrimonio secondo tre coordinate cardine: sicurezza energetica, competitività e sostenibilità. Mettere a gara un bene così prezioso per l’interesse nazionale sarebbe un errore”.

Dal Fabbro ha quindi indicato la via da seguire: “Fondamentale guardare a strade alternative, come l’esperienza francese o a strumenti efficaci come i partenariati pubblico-privato (PPP), affidandosi ai soggetti che da decenni dimostrano competenza ed affidabilità nella gestione dell’idroelettrico: le multiutility. Su questo il governo sta lavorando bene e siamo fiduciosi che si possa trovare una soluzione equilibrata per il bene del Paese”.

Le parole del presidente di Iren si inseriscono in un dibattito cruciale per il settore energetico italiano, alle prese con la necessità di coniugare transizione ecologica, sicurezza degli approvvigionamenti e competitività industriale. La riflessione si è sviluppata nel contesto del Green & Net Zero Talk, il format ideato da RCS per stimolare un confronto tra istituzioni, manager ed esperti sui temi della decarbonizzazione e dell’innovazione sostenibile.

L’appuntamento inaugurale ha posto al centro le priorità che guideranno il futuro del sistema energetico nazionale, attraverso l’accelerazione della strategia energetica, il rafforzamento delle interconnessioni, la promozione della ricerca e degli investimenti per sostenere la competitività del Paese. In questo scenario, la valorizzazione del capitale idrico rappresenta uno snodo decisivo.

La proposta di Dal Fabbro di ispirarsi al modello francese, dove la gestione idroelettrica è affidata a soggetti di comprovata esperienza in partnership con lo Stato, apre una prospettiva pragmatica in grado di bilanciare efficienza, controllo pubblico e sostenibilità ambientale. Un approccio che guarda al futuro non come a un terreno di scontro normativo, ma come a un laboratorio di cooperazione per il bene comune.
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