Entriamo nel 2026 con una view moderatamente positiva sui mercati azionari, supportata da un contesto macro complessivamente favorevole e da fondamentali in miglioramento. Ci aspettiamo una crescita dell’economia globale almeno sugli stessi livelli del 2025 (intorno al +3%), con il potenziale di sorprendere al rialzo rispetto alle attuali attese di mercato (che scontano invece una crescita in rallentamento) grazie a politiche fiscali espansive, la svolta industriale in Germania, e livelli dei tassi d’interesse reali bassi e/o negativi. Riteniamo di essere entrati in un vero e proprio super ciclo finanziario, sostenuto dall’allineamento tra politiche monetarie, fiscali e regolatorie e da una discontinuità tecnologica di portata storica, con un rialzo dei mercati sempre più diffuso e partecipato, e aprendo opportunità nei settori ciclici, nel comparto consumer più penalizzato e in quei settori che hanno registrato le performance peggiori negli ultimi tempi, come l’Healhcare.
Più nello specifico, i principali fattori che guidano la nostra view sono:
- Crescita degli utili societari 2026 favorevole: La dinamica attesa degli utili è solida, con una crescita media dell’EPS 2026E del +14% per MSCI USA, +9% per MSCI EU e +11% per l’Italia.
- Valutazioni europee a forte sconto con spazio per ulteriore re-rating, anche se più contenuto rispetto allo scorso anno: In Europa, e in particolare in Italia, i multipli restano a forte sconto rispetto agli USA (30/55% rispettivamente) e solo leggermente sopra la mediana storica di 20 anni:
o MSCI EU P/E 2026E 15x (vs. mediana 13,2x)
o Italia 13x (vs. mediana 11.1x)
o MSCI USA 22x (+34% di premio)
Riteniamo che nel corso del 2026 vi sia spazio per un ulteriore re-rating dei mercati europei, favorito da una crescita degli utili più diffusa, dalla riduzione dei principali rischi macro (minori tensioni geopolitiche) e dal progressivo allineamento dell’Europa agli USA sul ciclo di investimenti legato alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, in particolare nei settori dei semiconduttori, delle infrastrutture e dell’automazione.
- Upside aggiuntivo per l’Italia: Multipli di partenza compressi (P/E 2026E ~13x), accelerazione attesa della crescita degli utili (+12%) e dividend yield elevato (~4.5%). Le mid-small cap italiane appaiono particolarmente interessanti: sottovalutate a livello europeo, nel 2026 potrebbero beneficiare del Fondo Nazionale Strategico Indiretto, dell’effetto positivo del ciclo tedesco e di un contesto di prezzi dell’energia strutturalmente più bassi.
- Posizionamento degli investitori: Gli investitori europei sono relativamente più scarichi rispetto agli USA, lasciando margine per riallocazioni, soprattutto se le tensioni geopolitiche dovessero allentarsi, ad esempio con una possibile soluzione della crisi in Ucraina.
- Liquidità come driver dominante: le condizioni del debito USA rendono inevitabile una nuova ondata di creazione di liquidità (che si tradurrà in qualche forma di QE o di controllo della curva dei tassi), con un impatto positivo sui mercati.
…tuttavia…
- La forte performance dei mercati, unita alle valutazioni elevate e a un posizionamento estremo degli investitori sul mercato USA / settore AI-difesa, rende il sistema più vulnerabile a fasi di correzione tecnica.
- il tema AI, pur rappresentando un driver strutturale di crescita, comporta rischi di breve periodo: la monetizzazione non è ancora chiara e un eventuale “air pocket” potrebbe pesare sui titoli più esposti e, di riflesso, sugli indici.
- sul fronte macro, restano alcune incognite: la resilienza dei consumi USA va monitorata, il mercato del lavoro mostra segnali misti e un’inflazione più “sticky” potrebbe limitare nel breve la flessibilità della Fed.
Per questo motivo, riteniamo ragionevole mantenere un buffer di liquidità: non come scelta difensiva, ma come leva tattica per cogliere opportunità in caso di eventuali correzioni legati a questi rischi.
SELEZIONE DEI TITOLI BEST PICKS ENTRANDO NEL 2026…
Nel 2025, la nostra selezione best picks ha avuto una performance particolarmente positiva: +59% sui titoli dell’FTSE MIB e +79% sul segmento Mid-Small cap. Questi risultati riflettono la qualità della selezione e le opportunità che il mercato italiano ha offerto durante l’anno.
La nostra selezione best picks entrando nel 2026 è la seguente.
Tra i titoli del FTSEMIB abbiamo scelto:
- BPER
- DiaSorin
- ENEL
- FinecoBank
- Recordati
- STM
mentre tra le mid-small caps:
- Danieli Risparmio
- Intercos
- Interpump
- Lu-Ve
- Moltiply
- SeSa
VIEW POSITIVA SULLE MID-SMALL ITALIANE
L’Italia rappresenta solo l’1% della capitalizzazione azionaria globale, ma ospita numerose aziende leader mondiali in settori tecnologici, industriali e di design, con forte internazionalizzazione e crescita degli utili tra le più elevate in Europa. Nonostante ciò, il mercato azionario italiano continua a essere valutato a multipli inferiori rispetto ad altri Paesi, anche per mid e small cap, riflettendo percezioni di rischio e caratteristiche strutturali più che i fondamentali. Oggi, con credibilità finanziaria migliorata, utili solidi e nuovi catalyst — come il Fondo Nazionale Strategico di CDP — l’Italia emerge come un mercato di qualità con multipli compressi, offrendo ancora un significativo potenziale di rivalutazione nonostante l’ottima performance del 2025.
POSIZIONAMENTO SETTORIALE
A livello settoriale, siamo complessivamente sovrappeso sui finanziari, sostenuti da fondamentali attesi solidi anche nel 2026, crescita delle commissioni e un margine d’interesse in moderata ripresa, con flussi di raccolta robusti. Tra i titoli preferiti segnaliamo BPER, Intesa e Credem tra le banche tradizionali (settore a 11x P/E 2026E, dividend yield 7.5%), mentre nel risparmio gestito FinecoBank e Banca Mediolanum (mediana settore P/E 2026E 15.5x, dividend yield 5%). Il settore assicurativo (posizione neutrale) dovrebbe continuare a beneficiare di un’elevata visibilità sulla remunerazione degli azionisti e trend positivi: il comparto Vita dovrebbe beneficiare di una raccolta positiva e stabilizzazione dei tassi, mentre nel Danni ci aspettiamo condizioni di pricing positive e un rafforzamento dell’eccellenza tecnica e disciplina sottoscrittiva. I nostri titoli preferiti sono Poste e Unipol. Negli specialty finance, la nostra preferita è Banca Ifis.
Nel settore Utilities siamo neutrali: se da un lato riteniamo che il settore presenti opportunità interessanti nei segmenti infrastrutturali (reti energetiche, waste e water services) sostenute dall’elevato fabbisogno di investimenti e da un quadro regolatorio favorevole, dall’altro, i comparti merchant della power generation e retail restano esposti all’incertezza sull’evoluzione dei power prices nei prossimi 15-18 mesi, anche in considerazione dell’attesa maggiore disponibilità di flussi LNG a partire dal 2027, oltre a una competizione crescente nel retail. Pur riconoscendo il potenziale di domanda elettrica addizionale legato a AI e data center, riteniamo che tali dinamiche avranno un impatto tangibile solo a partire dal 2028. Inoltre, i recenti orientamenti governativi, focalizzati sul contenimento dei prezzi e sul ritorno al nucleare, potrebbero rallentare la penetrazione delle rinnovabili, con possibili ritardi nell’approvazione del decreto FER-Z, che stimiamo solo alla fine del 2026. All’interno del settore, preferiamo Enel, Italgas e Hera tra le large cap e Acea tra le small cap. Nel settore Energy siamo leggermente sovrappeso, con una preferenza per titoli di qualità e con buona visibilità (Tenaris, Eni, Maire). Nel breve (1H26), l’aumento dei volumi OPEC+ e dei livelli di scorte rappresentano fattori di pressione per i prezzi del Brent, ma la produzione effettiva sotto quota segnala una spare capacity più ridotta del previsto, supportando lo scenario nel medio termine. Il recente ripensamento della IEA sulla crescita della domanda nel medio/lungo termine potrebbe segnare un punto di svolta nella narrativa del settore (peak oil), riaprendo spazio a un re-rating settoriale, attualmente sconto del ~20% sullo STOXX600. I fondamentali suggeriscono prezzi deboli, ma sono già in buona parte scontati dal mercato. Riteniamo invece che che l’oversupply sul gas LNG dal 2H26 possa essere un fattore di rischio più significativo. Geopolitica e solidi margini di raffinazione restano fattori di supporto nel breve termine.
Restiamo neutrali sul settore lusso, dove l’atteso miglioramento sequenziale della crescita presenta ancora degli elementi di incertezza ed è a nostro avviso già ben prezzato dal mercato. Stimiamo una crescita aggregata del 5.6% nel FY26E (consensus +5.2%) da -1% del FY25E, ipotizzando una leggera accelerazione della spesa americana (già principale driver di crescita dell’anno passato) e un deciso recupero della spesa cinese (in calo HSD nel FY25 e attesa stabilizzarsi nel FY26E). Il settore tratta con un P/E adj. mediano di 2026-27E di ca. 25x-23x 2026-27E (vs. 23.8x media storica 12m fwd) e con un premio rispetto al mercato del 65% (vs. 68% medio storico), valutazioni già piene e non particolarmente attraenti a nostro avviso in attesa di maggiore visibilità sulla forte riaccelerazione implicita nelle stime 2026. Tra i titoli preferiti segnaliamo Moncler e Brunello Cucinelli, le cui valutazioni risultano tra l’altro a sconto rispetto alle medie storiche. Nel settore industriale manteniamo un approccio selettivo, privilegiando società con un’elevata esposizione agli investimenti infrastrutturali e una presenza significativa sia negli USA, che beneficiano del ciclo di allentamento monetario della FED, sia in Europa, anche in relazione ai temi della ricostruzione post-bellica (Buzzi, Webuild). Inoltre, favoriamo titoli con maggiore resilienza operativa, visibilità o che possono beneficiare di un recupero ciclico (Interpump, Brembo e Danieli Risp.).
Nel settore tecnologico, il nostro posizionamento è costruttivo. Il 2025 è stato caratterizzato da continue revisioni al rialzo degli investimenti in data center, con benefici concentrati soprattutto sugli hyperscalers (dominatori della tecnologia) e sui player maggiormente esposti all’infrastruttura AI. Il 2026 dovrebbe invece segnare una fase di maggiore selettività del mercato, che guarderà con maggiore spirito critico la capacità di finanziare e realizzare gli investimenti annunciati e vorrà cominciare a verificare il successo dei progetti di monetizzazione dell’AI, sia nel mondo consumer (e.g. penetrazione degli smart glasses, ciclo di rinnovo di smartphones/PC con funzionalità AI) che corporate. Sarà inoltre l’anno in cui il mercato inizierà a valutare se la sottoperformance dei titoli percepiti come potenziali “AI loser” sia effettivamente giustificata. Dopo la forte performance del 2025, il nostro posizionamento si concentra su: 1) AI build-out con valutazioni ancora interessanti (Lu-Ve); 2) AI adoption, sia nel consumer (Essilor Luxottica per smart glasses, STM per smartphone), sia presso large corporates (Reply) e PMI (Sesa); 3) Recupero dei “perceived AI loser”, che riteniamo ingiustamente penalizzati nel 2025 (Reply, Moltiply).
Nel settore difesa, riteniamo che, indipendentemente dai tempi e dalle modalità di conclusione del conflitto in Ucraina, tutti i paesi europei aumenteranno la spesa militare ai fini di deterrenza e alla luce degli accordi NATO per portare la spesa militare al 3.5% del PIL entro il 2035. Il nostro titolo preferito resta Leonardo.
Infine, siamo sovrappeso nel settore Healthcare (Recordati, Amplifon, Diasorin): nel 2025 il settore ha risentito di diverse dinamiche sfavorevoli, tra cui i tagli del budget del sistema sanitario USA, l’estensione del modello VBP (Value-Based Procurement) in Cina, l’introduzione di dazi commerciali e la significativa svalutazione del dollaro. Nonostante ciò, il comparto ha registrato tassi di crescita organica del fatturato positivi (+4% nel 2024 e +5% nel 2025) e riteniamo che nei prossimi trimestri possa recuperare almeno parzialmente gli effetti negativi subiti. La debole performance del med-tech negli ultimi anni ha determinato un significativo de-rating del settore, che tratta ora nella parte bassa del trading range degli ultimi 20 anni rispetto al mercato azionario nel suo complesso, offrendo interessanti opportunità d’investimento.