Economia

Eba: il settore bancario europeo si mantiene stabile malgrado le tensioni geopolitiche

Demetrio Rodinò
 
Eba: il settore bancario europeo si mantiene stabile malgrado le tensioni geopolitiche

Le banche europee si mostrano resilienti alle tensioni geopolitiche degli ultimi mesi. Lo certifica l'Eba, l'authority di settore che ha pubblicato un report sugli indici di rischio del comparto nel quarto trimestre dello scorso anno.

Eba: il settore bancario europeo si mantiene stabile malgrado le tensioni geopolitiche

In particolare, dal report emerge che negli ultimi quattro mesi del 2024, le banche europee hanno fatto registrare un RoE, ovvero il ritorno sul capitale, del 10,5%, con un aumento di 10 punti base rispetto al 2023, anche se in lieve calo rispetto al trimestre precedente (11,1%).

Il ritorno sulle attività per il 2024 si è attestato allo 0,73%, in aumento rispetto allo 0,69% del 2023 (0,76% nel terzo trimestre 2024). Il margine di interesse netto è invece diminuito di un punto base all'1,66% rispetto al trimestre precedente, diminuendo ulteriormente rispetto al suo livello massimo dell'1,69% registrato a marzo dello scorso anno.

Nonostante il rallentamento del reddito da interessi netti, il reddito totale delle banche del vecchio continente ha beneficiato di un aumento costante del reddito netto da commissioni, cresciuto del 6,1% su base trimestrale e del 9,6% su base annua.

Dal lato del credito, le banche hanno fatto registrare un aumento trimestrale di oltre l'1% nei prestiti a famiglie e società non finanziarie. I saldi di cassa sono diminuiti di quasi il 7% trimestre su trimestre.

A livello nazionale, la maggior parte dei paesi ha registrato un aumento delle esposizioni sovrane. A livello europeo sono aumentate di oltre il 3% rispetto al secondo trimestre del 2024 (118 miliardi di euro) a 3.640 miliardi di euro.

La qualità degli asset delle banche è rimasta stabile, con i prestiti in sofferenza in calo dell'1,1% su base congiunturale, pari a 375 miliardi di euro. Tutti i segmenti hanno segnalato una riduzione degli Npl, ad eccezione dei prestiti immobiliari commerciali che hanno avuto un aumento marginale. Il costo del rischio è rimasto stabile a 49 punti base, sebbene permangano differenze sostanziali tra i paesi.

Per quanto riguarda gli indici patrimoniali, il Cet1 è rimasto stabile al 16%, segno della forte capitalizzazione del settore. Le attività ponderate per il rischio sono aumentate di quasi l'1,1%, a seguito di ulteriori aumenti dei rischi operativi e di credito. I coefficienti di copertura della liquidità e di finanziamento stabile netto hanno subito un leggero aggiustamento nell'ultimo trimestre e si sono attestati rispettivamente al 163,4% (rispetto al 161,5% nel terzo trimestre) e al 127,1% (127,2% nel terzo trimestre).

Entrambi i coefficienti, fa notare l'Eba, erano ben al di sopra dei requisiti minimi. Il rapporto prestiti/depositi per famiglie è ulteriormente sceso al 104,9% a causa di depositi in aumento più rapido rispetto ai prestiti nel corso del trimestre. I depositi delle famiglie sono cresciuti del 2,8% nell'ultimo trimestre.

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