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Regionali Calabria, Occhiuto e la vittoria annunciata: durissima sconfitta per Tridico e il campo largo

Redazione
 
Regionali Calabria, Occhiuto e la vittoria annunciata: durissima sconfitta per Tridico e il campo largo

Più che una sconfitta, quella subita da Pasquale Tridico, è una durissima lezione per chi, candidandolo a dispetto di tutto, pensava di potere creare qualche problema a Roberto Occhiuto che, stando ai primi instant poll, ha bastonato il suo avversario, infliggendogli un distacco abissale. Che era preannunciato, viste le premesse, ma forse non con l'ampiezza che si sta delineando, nell'ordine di venti punti percentuali, che sono un mare, anzi un oceano.

Regionali Calabria, Occhiuto e la vittoria annunciata: durissima sconfitta per Tridico e il campo largo

Quindi, dopo le Marche, il centrodestra incassa la vittoria anche in Calabria, dove però le prospettive erano diverse e più positive, vista la mossa strategica attuata da Occhiuto che, non appena avuta la comunicazione d'essere indagato per ipotesi di corruzione, si è dimesso, giustificando la sua decisione con la volontà che a decidere su di lui fossero i calabresi. Una scelta spericolata, ma non certo azzardata non dal punto di vista politico, dal momento che tutti i sondaggi (non solo quelli palesemente di parte) lo davanti davanti, e di parecchie incollature, nella corsa alla presidenza.

Le dimissioni, quindi, sono state per Occhiuto un mezzo per fare delle elezioni un referendum sul suo operato e, quindi, allontanando la prospettiva che, del suo futuro, decidesse la magistratura. Lui ha sempre respinto le accuse, anche se quanto gli contesta la Procura di Catanzaro è pesante dal punto di vista giudiziario - ma ogni accusa deve essere poi supportata da elementi di fatto, non dai sospetti -.

Ora, da presidente, Roberto Occhiuto, risolta senza tanti problemi la pratica elezioni, può concentrarsi sul suo lavoro, avendo davanti ancora problemi da risolvere. Come scontato in una Calabria che resta fanalino di coda in tutti gli indicatori economici e che, sebbene abbia dato forti segnali di riscatto, paga ancora un sistema che per troppo tempo è stato condizionato da fattori esteri, quali il ricorso al potere parallelo della 'ndrangheta.

Di questa situazione hanno pagato le conseguenze soprattutto i giovani, costretti ad emigrare, impoverendo la regione di menti aperte e cervelli vivaci, che stanno facendo le fortune di altre zone del Paese.
Ora, forte di una vittoria schiacciante, Occhiuto deve guardare al futuro non solo suo, ma di una regione che gli ha ridato fiducia. E questa fiducia non deve solo confermarla, ma meritarla, proseguendo lungo la strada della rinascita cui ha sempre mirato.

Sull'altro fronte - condannato all'irrilevanza il candidato di Democrazia Sovrana e Popolare, Francesco Toscano -, Pasquale Tridico esce dalla contesa elettorale duramente sconfitto, ma non sul piano personale, avendo pagato il fatto d'essere stato quasi costretto ad accettare una candidatura a perdere, in cui s'è trovato a capeggiare una coalizione, il campo largo, che anche in Calabria ha dimostrato pecche e lacerazioni sin troppo evidenti.

Che poi Tridico ci abbia messo anche del suo è apparso evidente, anche perché non poteva essere altrimenti per chi il lavoro e la carriera politica hanno portato ben lontano dalla Calabria e dalla conoscenza delle sue laceranti contraddizioni. Per tutte valga la sconcertante figura fatta, nel corso di un confronto con gli altri candidati, quando ha accreditato il centrodestra della candidatura di un uomo in odore di mafia, del quale però s'è rifiutato di fare il nome. Certo non un esempio di senso civico, riconducendo il tutto a quel ''tira il sasso e nascondi la mano'' di italico copyright.

Prendendo l'instat poll di Youtrend per Skytg24, Roberto Occhiuto ha ottenuto tra il 57 e il 61% dei voti; Pasquale Tridico tra il 38 e il 42%, Francesco Toscano tra lo 0 e il 2%.
Fratelli d'Italia sarebbe il primo partito del centrodestra (tra il 15 e il 19%), Forza Italia il secondo (10 e il 14%), a pari merito con la lista Occhiuto; la Lega in coda (tra il 5 e il 7%). Tra le liste a sostegno di Tridico sarebbe primo il Pd con il 12-16%, secondo il M5s al 6-10%, la lista Tridico al 5-7%, Avs tra il 3 e il 5%.

Se conosciamo qualcosa della politica, ora a sinistra si aprirà la caccia al responsabile, che certamente i Cinque Stelle andranno a cercare tra gli alleati e non in chi, in casa loro, ha proposto un candidato destinato alla sconfitta, nonostante il prestigio personale.

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