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L´Assemblea straordinaria degli azionisti di Banca Popolare di Spoleto ha approvato il progetto di fusione per incorporazione nella controllante Banco di Desio e della Brianza
Banca Popolare di Spoleto


Si è concluso lo scorso 29 maggio, con la stipula dell’atto, il processo di fusione per incorporazione di Banca Popolare di Spoleto S.p.A. in Banco di Desio e della Brianza S.p.A. Come indicato nell’atto stesso, la fusione diverrà efficace il prossimo primo luglio. Agli attuali azionisti di BPS sarà assegnata 1 azione ordinaria di Banco Desio per ogni 5 azioni ordinarie di Banca Popolare di Spoleto. A servizio del concambio di fusione, Banco Desio delibererà un apposito aumento di capitale. Il progetto di fusione, approvato dai Consigli di Amministrazione di Banco Desio e di BPS l’11 dicembre 2018, aveva ottenuto l’11 marzo scorso il via libera dalla Banca d’Italia. Si chiude così una vicenda che si era aperta con il commissariamento di BPS da parte della Banca d’Italia, al termine della quale Banco Desio aveva acquisito la quota di maggioranza di BPS, arrivando a detenere quasi l’82% delle azioni. La ‘cura’ Desio ha fatto bene a BPS, istituto di credito storicamente radicato nel centro Italia - in primis in Umbria che rappresenta il suo territorio di riferimento - attraverso 119 filiali in 5 regioni (Umbria, Lazio, Toscana, Marche ed Abruzzo), che aveva evidenziato numerose criticità alla luce delle quali Banca d’Italia aveva appunto deciso il commissariamento. La fusione giunge al termine di un percorso di gestione “Desio” nel quale BPS ha realizzato un balzo in avanti nella solidità patrimoniale, con il Total capital ratio, costituito dal totale fondi propri rapportato alle attività di rischio ponderate, che nel bilancio 2018 è risultato pari all’11,6% (10,7% al 31 dicembre 2017), rispetto al 9,875% di requisito minimo di capitale richiesto dalla normativa vigente per il 2018 alle banche appartenenti a gruppi bancari, così come in tutti i comparti operativi della banca. Un bilancio, quello 2018 di BPS, caratterizzato, infatti, dal forte calo dell’incidenza di crediti Npl, con il rapporto “crediti deteriorati lordi/crediti lordi” che scende all’8,7% rispetto al 20,1% del 31 dicembre 2017 e con il rapporto “crediti deteriorati netti/crediti netti” che cala al 5,4% (dal precedente 11,6%); ancora più marcata la flessione delle sofferenze, con il rapporto “sofferenze lorde/crediti lordi” che scende al 3,65% (dal precedente 14,54%) e quello tra “sofferenze nette/crediti netti” che è dell’1,7% contro il precedente 7%. La raccolta aumenta dell’1,2%, passando da 5,362 a 5,424 miliardi di euro, con la raccolta diretta in flessione sul 2017 dello 0,5% e quella indiretta in crescita del 4%. Quanto agli impieghi, nel 2018 si attestano a circa 3,4 miliardi di euro, con prevalenza delle forme tecniche di medio-lungo termine. Banco Desio ha quindi traguardato il pieno recupero e integrazione di BPS e per il futuro la strada della fusione è apparsa quella che meglio può garantire l’ulteriore percorso di sviluppo del ruolo territoriale della rete BPSl. L’operazione, infatti, si propone di rendere ancora più fluido lo sviluppo commerciale integrato e di realizzare importanti benefici in termini di sinergie di costo e di ricavo nonché di semplificazione e complessiva razionalizzazione della struttura organizzativa del Gruppo Banco Desio, salvaguardando, nel contempo, la valorizzazione del marchio ‘Banca popolare di Spoleto’, con particolare riferimento al territorio d’elezione della regione Umbria e, assicurando l’ulteriore armonizzazione dei servizi e del portafoglio di prodotti offerti alla clientela, per effetto, tra l’altro, del rafforzamento dei presidi centralizzati in materia commerciale nonché di politica e gestione della filiera creditizia. Argomenti che hanno convinto non solo gli azionisti di BPS e Banco Desio, ma anche – con qualche eccezione minoritaria in alcuni gruppi sociali spoletini- gli stakeholder del territorio di operatività di BPS, che chiedevano il mantenimento del radicamento territoriale e la valorizzazione del marchio BPS. Una fusione, quindi, che ha avuto esito favorevole, nelle Assemblee dei soci dei due istituti, e possiamo dire anche nei segmenti economici e sociali del territorio di riferimento.





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