Chiude il 2019 con ricavi pari a 93,5 milioni di euro, in crescita di circa il 5,6%. Proseguono i due principali progetti di sviluppo E&P in Italia e nel Mar Nero rumeno

Gas Plus
Risultati 2019

 
D. Usberti (P AD)


Prosecuzione dei due principali progetti di sviluppo E&P – Exploration ad Production - in Italia e nel Mar Nero rumeno, nonostante la fase di emergenza che sta vivendo il settore. Mancato di poco il ritorno all’utile in conseguenza della controversa maxi maggiorazione dei canoni concessori nell’E&P (in Italia (-0,6 milioni di euro il risultato netto consolidato a fronte di +2,8 milioni di canoni concessori). Il fabbisogno finanziario interamente assicurato dai nuovi contratti di finanziamento a medio termine corporate e per investimenti sia in Italia che all’estero recentemente stipulati. Sono i tre elementi chiave per leggere correttamente il bilancio 2019 del Gruppo Gas Plus, quarto produttore italiano di gas naturale, attivo nei principali settori della filiera del gas naturale, in particolare nell’esplorazione, produzione, acquisto, distribuzione e vendita al cliente finale. Un Gruppo organizzato tre Business unit (la ‘Retail’, con circa 67mila clienti serviti, la ‘Network & Transportation’ e la E&P), con una lunga esperienza nel settore con operatività a partire dai primi anni ´60, la presenza nella distribuzione e nel trasporto regionale, a servizio di alcune concessioni del Gruppo, e con oltre 1.800 km di rete gestita, principalmente di proprietà), più una terza area raggruppata nella voce “Altre attività”. In quest’ultima c’è da segnalare che, mediante la Business unit Storage in start-up, Gas Plus sta inoltre entrando in Italia nel settore dello stoccaggio di gas naturale con tre progetti, su siti logisticamente vicini e per i quali sono già state ottenute le Valutazioni d’impatto ambientale e che hanno un ‘working gas’ stimato di circa 1 miliardo di metri cubi (600 milioni in quota). Come detto, nonostante l’incremento de ricavi del 5,6%, nel 2019 il Gruppo Gas Plus ha mancato – anche se di il ritorno all’utile a causa dell’aumento di ben 25 volte dei canoni concessori di sfruttamento minerario che ha colpito i titolari di concessioni di piccole e medie dimensioni in conseguenza della legge entrata in vigore il 13 febbraio 2019. Una questione su cui, peraltro, è in corso un contenzioso legale. “In assenza di un simile ed ingiustificato onere aggiuntivo – afferma Gas Plus - in un esercizio caratterizzato dall’aumento della produzione di idrocarburi (circa il 20%), lo stesso avrebbe assunto un valore positivo nonostante gli scenari energetici decisamente sfavorevoli della seconda parte dell’anno. La riduzione dei margini che ne è conseguita non ha consentito quindi di poter far fronte ad uno dei tipici fattori di rischio del settore, assorbendone gli effetti. Ciò nonostante, il Gruppo sta proseguendo con impegno nelle proprie attività e nei propri programmi di sviluppo industriale, pur in presenza di un contesto legislativo ed autorizzativo del nostro Paese sempre più penalizzante nei confronti delle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi anche per quanto riguarda il gas metano, che rappresenta inequivocabilmente la fonte energetica prioritaria nell’attuale fase di riduzione dell’uso di combustibili fossili”. In dettaglio, il bilancio 2019 di Gas Plus fotografa un anno che, nonostante tutto, presenta un quadro positivo, con investimenti in crescita e un indebitamento finanziario, costituito da linee a medio e lungo termine, su livelli contenuti nonostante gli esborsi per l’avvio della fase di sviluppo del progetto ‘Midia in Romania e per l’acquisizione degli impianti distribuzione gas nel comune di Fidenza. Le cifre vedono i ricavi 2019 posizionarsi a 93,5 milioni di euro, con un incremento del 5,6% rispetto agli 88,6 milioni del 2018. Comprendono tuttavia componenti positive non ricorrenti relative per 1,1 milioni relativi all’attività caratteristica della Business unit ‘E&P’ e per 1,6 milioni relativi all’area Retail. Una crescita maggiore (8,9%) hanno invece registrato i costi operativi, che sono passati dai 65,9 milioni del 2018 ai 71,8 milioni del 19. La maggior crescita in termini percentuali è determinata essenzialmente, come detto, dalle maggiorazioni introdotte per i canoni di sfruttamento minerario in vigore dal primo giugno del 2019. Ne è conseguita pertanto una riduzione dell’Ebitda, che mostra 21,8 milioni rispetto ai 22,7 milioni del 2018. Il risultato netto è di -0,6 milioni di euro, a fronte di -1,8 milioni del 2018. Il rapporto tra indebitamento finanziario e patrimonio netto si mantiene su livelli estremamente contenuti (0,31), a conferma della forte patrimonializzazione del Gruppo. Le attività ‘E&P’ in Italia di Gas Plus nel 2019 sono state caratterizzate da importanti progressi nell’ambito dello sviluppo della sua principale iniziativa industriale (progetto Longanesi). Ottenute le autorizzazioni ministeriali a fine 2018 si sono potute infatti riprendere, dopo il lungo iter autorizzativo, le attività propedeutiche alla messa in produzione del giacimento. Il progetto Longanesi rappresenta oltre il 40% del patrimonio di riserve di idrocarburi della Società titolare e consentirà un forte miglioramento dei risultati economici del Gruppo. Per gli altri progetti di sviluppo in portafoglio, sta proseguendo la procedura di Via (Valutazione impatto ambientale), attivata nei periodi precedenti e di competenza del ministero dell’Ambiente, per un progetto di sviluppo in Lombardia, e sono proseguiti gli iter autorizzativi per le attività di revamping degli impianti di alcune concessioni ubicate nella pianura padana per la rimessa in produzione dei relativi giacimenti. Per quanto riguarda invece le attività ‘E&P’ all’estero, è entrato nella fase realizzativa il progetto ‘Midia’ dopo l’approvazione da parte dei partner di joint venture del piano di sviluppo dei due giacimenti di Ana e Doina in Romania. “Come tutti gli operatori upstream – afferma l’Amministratore delegato Davide Usberti, e come già avvenuto in passato, affronteremo nel corrente anno gli effetti della ulteriore flessione dei prezzi energetici conseguente al calo della domanda industriale, ma per tutto quanto sarà possibile manterremo inalterati i nostri programmi per incrementare e sviluppare la produzione di gas naturale in Italia e per ottenere entro un biennio l’avvio dell’estrazione di gas in Romania. Siamo infine fiduciosi che, superata l’attuale fase emergenziale, il Governo correggerà taluni provvedimenti economici pregiudizievoli per le medie e piccole produzioni nazionali di gas naturale, certamente utili a sostenere la ripresa del Paese, gli investimenti e l’occupazione”. Intanto arrivano buone notizie sulle riserve di gas naturale. È stata completata la valutazione e certificazione, da parte di un certificatore indipendente, delle riserve di gas in Romania per 0,7 miliardi di metri cubi. Le riserve complessive di idrocarburi del Gruppo passano pertanto da 4,3 miliardi di standard metri cubi di inizio 2019 a 4,9 miliardi di standard metri cubi di fine anno, al netto della produzione del periodo.



  


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