FinecoBank
La forza di un modello, il valore dell’Uomo

 
Alessandro Foti (AD)


I primi sei mesi del 2019 sono stati il miglior risultato semestrale di sempre per FinecoBank, quarta banca italiana per capitalizzazione: l’utile netto è cresciuto del 9,7% rispetto al primo semestre 2018, passando da 125,2 a 137,3 milioni di euro. Anche i ricavi sono aumentati, salendo da 311,8 a 323,5 milioni (+3,8%), con un’accelerazione nel secondo semestre che mostra – rispetto allo stesso periodo 2018 – una crescita del 5,7%. Tutte le aree di business hanno evidenziato un incremento, e in particolare il settore investimenti, che nel primo semestre 2019 ha registrato una crescita del 15,8%.

Alessandro Foti, amministratore delegato e direttore generale di FinecoBank, rileva che “la rete di consulenti continua a migliorare la propria produttività, come dimostra anche la raccolta di agosto, che ha portato il totale da inizio anno a oltre 4,15 miliardi di euro, con un patrimonio complessivo della clientela salito a 77,6 miliardi di euro. Il tutto in un contesto complesso”. Il portafoglio medio per consulente finanziario ammonta nel primo semestre 2019 a 25,6 milioni di euro - in crescita dell’11,3% rispetto allo stesso semestre 2018 - di cui 9,9 milioni rappresentati da ‘Guided products and services’ (+16,7%).

I dati confermano ancora una volta la validità di un modello di business innovativo e unico nel panorama bancario italiano. Fineco è stata protagonista di un’avventura sorprendente iniziata 20 anni fa. Infatti, proprio nel 2019 cade il ventesimo anniversario di Fineco, divenuta banca nel 1999. Vent’anni che hanno visto Fineco Bank diventare leader in Europa nel brokerage, una delle più importanti banche FinTech in Europa che offre, in unico conto, servizi di banking, credit, trading e investimento, disponendo di una delle maggiori reti di consulenti finanziari, con un network capillare di quasi 400 Fineco Center in tutta Italia. I servizi e le piattaforme transazionali e di consulenza sono sviluppati ‘in-house’ con tecnologie proprietarie, caratterizzate da una forte componente di innovazione finalizzata a rendere l’esperienza dei clienti fluida e intuitiva su tutti i canali. FinecoBank è inoltre uno dei più importanti players nel Private banking in Italia, con un approccio consulenziale altamente ‘tailor-made’ che offre, anche attraverso il contributo di prestigiosi partner esterni, servizi di protezione e trasmissione del patrimonio personale e aziendale, consulenza legale e fiscale e gestione degli eventi di discontinuità.

Dal 2017 FinecoBank è attiva anche nel Regno Unito, con un’offerta focalizzata sui servizi di brokerage e transazionali, mentrenel 2018 è nata ‘Fineco Asset Management’, società irlandese con il compito di gestire Fondi di Fondi, che ha messo a punto partnership strategiche con i migliori gestori internazionali. Si tratta insomma, del primo modello di distribuzione innovativa di servizi finanziari che combina l’efficienza dei canali digitali con un grande network di Personal financial advisor. Non è esagerato, quindi, affermare che Fineco ha cambiato il mondo di fare e di essere banca, rendendo semplice ciò che era complicato, rendendo accessibile in modo trasparente ciò che era riservato agli addetti ai lavori. Ad agosto i clienti sono saliti a oltre 1,330 milioni (+6% rispetto rispetto allo stesso mese del 2018).

“Il primo semestre conferma l’attrattività di un modello sostenibile e robusto che punta sulla crescita organica e sulla fidelizzazione – spiega Foti -. I clienti continuano a premiare la trasparenza dell’approccio Fineco e la completezza dei servizi finanziari offerti, rafforzando la sostenibilità nel lungo periodo”.

L’unicità del suo modello di business ha reso FinecoBank, oltre che una realtà che guida l’innovazione nel settore e che è agile e trasparente, anche molto solida, come evidenzia il Cet1, al 17,8%, l’indice più importante di solidità di una banca.. E con la cessione da parte di Unicredit della propria partecipazione di maggioranza, la Banca è diventata una ‘public company’, in cui cioè l’azionista di riferimento è il mercato.

L’Amministratore delegato e Direttore generale Foti su questo argomento afferma che per i clienti non ci saranno cambiamenti, in quanto Fineco anche all’interno del Gruppo Unicredit ha sempre goduto di grande indipendenza e va dato atto a Unicredit di “essere stato un azionista di controllo estremamente rispettoso di questa autonomia”. Foti ha affermato in una recente intervista a “L’Economia” del Corriere della Sera che Fineco è nella posizione ideale “per catturare a pieno i tre grandi trend strutturali che stanno ridisegnando il modo di fare banca., digitalizzazione, forte richiesta di consulenza e trasformazione del sistema bancario.

Nel mercato italiano in particolare le famiglie si stanno rendendo sempre più conto che la gestione del denaro e della propria ricchezza è un argomento complesso. Questo fa emergere una richiesta di consulenza davanti alla quale il sistema bancario tradizionale, centrato su un sistema di vendita, è in difficoltà: “Una situazione – afferma Foti – che lascia grandi spazi a realtà come la nostra, con una forte vocazione consulenziale”.

Inoltre la digitalizzazione del Paese procede spedita, e le scelte dei clienti vengono sempre meno dettate dal concetto di prossimità, quanto piuttosto dal concetto di qualità dei servizi, permettendo a Fineco di far valere il vantaggio competitivo, anche grazie alle proprie piattaforme tecnologiche all’avanguardia.

Infine c’è la situazione complessiva del sistema bancario, sempre più polarizzato: da una parte gli istituti di credito di piccole dimensioni a livello regionale, che stanno affrontando sfide per la crescita; dall’altra le grandi banche, alle prese con il taglio dei costi. “In questo scenario, Fineco – osserva l’Ad di FinecoBank – sta trovando uno spazio molto interessante che ci permette di proseguire nel nostro percorso di crescita costante”.




  


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