Primo semestre 2019, EBITDA al +17% con 215 milioni, ordini record a 6,6 mld

Fincantieri
Risultati primo semestre 2019

 
Giuseppe Bono (AD)


Buona Semestrale, sulla scia del bilancio 2018 della prima Trimestrale 2019, per il Gruppo Fincantieri, che si muove perfettamente in linea con le previsioni economico-finanziarie 2019 e con il Piano Industriale 2018 – 2022. In sintesi, rispetto allo stesso trimestre 2018 ricavi in crescita del 12%, passando da 2,527 a 2,837 miliardi di euro; Ebitda in aumento del 17%: pari a euro 215 milioni con Ebitda margin del 7,6% (7,3% al 30 giugno 2018), record di ordini acquisiti in un singolo semestre, pari a euro 6,6 miliardi: firmati contratti per 15 unità, di cui 11 navi da crociera per 5 brand diversi (Oceania, Regent Seven Seas, Viking, MSC, Princess) e una ulteriore unità per la Us Navy nell’ambito del programma Littoral combat ship (Lcs). Il risultato del primo semestre è positivo per 12 milioni di euro, in calo rispetto ai 15 milioni del primo semestre a causa degli oneri relativi ai contenziosi per danni da amianto per 18 milioni e degli oneri fiscali per 40 milioni. Ma le grande partite che sta giocando Fincantieri sono la costituzione della joint venture con Naval Group in ambito militare e l’intesa per l’acquisizione del 50% di Chantiers de l’Atlantique (ex Stx France). “Unendo le attività ed i punti di forza di Fincantieri, Naval Group ed Stx France – afferma un report di Fincantieri - si verrebbe a creare un campione europeo, nonché il primo esportatore a livello mondiale nei mercati dei mezzi civili e militari e con una forte presenza nei sistemi e componenti. L’entità che si verrebbe a costituire è, infatti, basata sull’eccellenza cantieristica italiana e francese, in grado di garantire significative prospettive di crescita per il futuro, dati i successi fino ad ora raggiunti dalle suddette aziende in tutto il mondo”. E ancora: “Con l’integrazione di Fincantieri, Naval Group e Stx France, l’Italia e la Francia beneficerebbero, quindi, di un’entità con ricavi annui totali di circa 10 miliardi di euro, un portafoglio tecnologico all’avanguardia, una forte presenza internazionale (in oltre 20 paesi), con circa 35mila dipendenti e un indotto in Europa stimato in oltre 120mila persone e con un carico di lavoro (backlog) di circa 50 miliardi di euro”. Su questi due fronti strategici è da segnalare la firma, avvenuta lo scorso 14 giugno, dell’Alliance cooperation agreement con Naval Group, che definisce i termini operativi per la joint-venture paritaria aprendo la strada al progetto di rafforzamento della cooperazione navale militare dei due gruppi per la creazione di un’industria navalmeccanica europea più efficiente e competitiva. L’accordo prevede che la società a quote paritetiche abbia sede a Genova e che si occupi di coordinamento delle attività, di ricerca e innovazione e del procurement. Il centro di ricerca si troverà a Ollioules dans le Var, nei pressi di Tolone. Per quanto concerne l’altro fronte strategico chiave, l’acquisizione del 50% di Chantiers de l’Atlantique (ex Stx France), continuano le interazioni con le Autorità Antitrust. E a fugare il sospetto che i francesi intendano boicottare l’accordo del 2017 sull’operazione tra il gigante italiano della cantieristica e la divisione francese della coreana Stx ci ha pensato il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, che ha benedetto la fusione affermando che “si farà”. Le Maire ha tuonato contro tutti quelli che sostengono che Parigi avrebbe voluto bloccare la fusione appellandosi all´autorità Ue sulla concorrenza. “Ve lo dico francamente, ne avrei fatto volentieri a meno, ma sono le regole”. La Francia “crede” in questo progetto, ha ripetuto il ministro.Da rilevare poi il consolidamento della presenza del Gruppo Fincantieri nel settore delle infrastrutture (con, tra l’altro, la commessa per la ricostruzione del viadotto sul Polcevera, dopo il crollo del ponte Morandi, in fase di attuazione). Tornando alla Semestrale, il record di ordini acquisiti nel semestre porta nello shipbulding il carico di lavoro complessivo a 108 navi, pari a 33,1 miliardi di euro, circa 6,1 volte i ricavi 2018, con backlog (ossia il carico di lavoro )di 29,5 miliardi (+34% rispetto al 30 giugno 2018) con 98 unità in consegna fino al 2027 e soft backlog (rappresenta il valore delle opzioni contrattuali e delle lettere d’intenti in essere, nonché delle commesse in corso di negoziazione avanzata, non ancora riflessi nel carico di lavoro) di 3,6 miliardi di euro.Tra i ricavi e proventi, che come detto sono aumentati di 310 milioni di euro rispetto al precedente esercizio (+12%), il settore ‘Shipbuilding’ ha fatto registrare un incremento del 13,2% con i ricavi da navi da crociera che hanno segnato un aumento del 9,8% e i ricavi da navi militari un aumento del 22,1%. Al 30 giugno 2019 i ricavi dell’area di business delle navi da crociera contribuiscono ai ricavi di Gruppo per il 54% (55% al 30 giugno 2018), mentre l’incidenza dei ricavi dell’area di business delle navi militari si attesta al 23% (21% al 30 giugno 2018). Anche il settore ‘Sistemi, Componenti e Servizi’ ha visto crescere i propri volumi di circa il 16%, mentre i ricavi del settore Offshore e Navi speciali segnano un rallentamento rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente.


  


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