Banco Desio chiude in utile il 2018. Coefficienti di capitale ampiamente superiori ai requisiti individuali minimi. Banco Desio conferma la vocazione ad essere la banca di riferimento per famiglie e imprese.

Banco di Desio e della Brianza
Risultati 2018

 
Stefano Lado (P)


Anno di notevole importanza, il 2018, per Banco Desio e della Brianza S.p.A., capogruppo del Gruppo Banco Desio. Un anno caratterizzato da due elementi chiave: l’accelerazione sulla cessione dei crediti in sofferenza, che ha ridotto significativamente lo stock di crediti deteriorati (-51,3%), e la fusione per incorporazione nel Gruppo Desio della Banca Popolare di Spoleto (Bps), al termine di una decisa operazione di risanamento di Bps, di cui Desio aveva acquisito il controllo societario mediante due aumenti di capitale (il primo per cassa per circa 140 milioni e il secondo con conferimento di sportelli) dopo il commissariamento disposto dal MEF su iniziativa Bankitalia. Tutto ciò, insieme a un riassetto delle attività finanziarie attraverso la modifica del ‘business model’, mettono in condizione la capogruppo Banco Desio di presentarsi ancora più solida. Solidità certificata dai principali indicatori sui coefficienti di capitale consolidati, largamente al di sopra requisiti minimi richiesti dalla normativa vigente: il Cet 1 Ratio (è il più rappresentativo indice di solidità di una banca, misura il rapporto fra i mezzi propri di primaria qualità della banca e le attività ponderate per il rischio) al 12,15%, (contro un requisito minimo fissato al 6,375%); il Tier 1 Ratio al 12,27%, contro un requisito minimo richiesto del 7,875%; Total capital Ratio (dato dai valori del patrimonio e delle passività subordinate sempre in rapporto alle attività ponderate per il rischio) è al 13,58%, molto al di sopra del requisito minimo richiesto del 9,875%. Insomma, solidità patrimoniale confermata e rafforzata. Sul fronte dell’andamento degli impieghi il risultato è buono. Nonostante gli effetti della diminuzione dei crediti deteriorati attraverso la loro cessione (una volta ceduti ovviamente scompaiono come crediti nel bilancio della banca), gli impieghi netti scendono solo del 1,4%, attestandosi nel bilancio 2018 approvato da Banco Desio e della Brianza a 6,2 miliardi, con i crediti totali a 9,6 miliardi, in contrazione del 2,5%. Da rilevare in questo ambito che i crediti ‘performing’ salgono a quota 9,2 miliardi, in crescita del 2% rispetto al 2017, per effetto dell’assiduo sostegno del Gruppo a famiglie e imprese con nuove erogazioni nel corso dell’anno per complessivi 1,8 miliardi di euro. I crediti ‘non performing’ sono in forte diminuzione (-51,3%) a 0,4 miliardi rispetto all’esercizio precedente, per effetto come detto delle operazioni di cessione di Npl. Tornando al capitolo crediti deteriorati, per la cui radicale riduzione Banco Desio ha fatto davvero un grande sforzo, nel dettaglio il rapporto ‘crediti deteriorati lordi / impieghi lordi’ scende dal 15,1% del 2017 al 7% del 2018, con il rapporto ‘crediti deteriorati netti / impieghi netti’ che dimezza, passando dall’8,4% al 4,2%%. Nell’ambito dei crediti deteriorati il rapporto ‘sofferenze lorde / impieghi lordi’ precipita dal 10,8% al 3% e quello ‘sofferenze nette / impieghi netti’ dal 5% all’1,3%. L’impegno profuso sul fronte dei crediti deteriorati si fa sentire ovviamente sull’utile netto, che scende da 43,7 milioni a 35,3 milioni, risultato condizionato significativamente, appunto, dall’onere connesso alla cartolarizzazione di crediti a sofferenza, oltre che dalla riduzione, come avvenuto per tutte le banche italiane e degli altri Paesi europei, del margine d’interesse. In linea con l’andamento medio del settore bancario la raccolta, che nel 2018 si attesta a 24,8 miliardi di euro (-1,4%), con la raccolta diretta a 10,7 miliardi (-2,7%) e quella indiretta a 14,1 miliardi (-0,4%). Anche per quanto riguarda più specificamente gli andamenti della raccolta diretta e di quella indiretta siamo nella media del settore per il 2018. Per quanto riguarda il modello commerciale, Banco Desio conferma la vocazione ad essere la banca di riferimento per famiglie e imprese, con un forte radicamento e con un contributo alla crescita dell’economia nei territori in cui opera. Una banca, insomma, la cui crescita significa crescita complessiva dell’economia reale e della società, alle quali è intimamente legata. Un modello di banca che mantiene questa sua caratteristica di base pur innovandola continuamente e realizzandola con sistemi sempre più avanzati, stando sull’onda dell’innovazione tecnologica per un servizio sempre più personalizzato. Ed è su queste linee strategiche che Banco Desio è potuto crescere in maniera sana, mantenendo sempre una grande solidità patrimoniale, senza avventure che la potessero mettere a rischio, come invece purtroppo avvenuto per altri istituti. Quanto alla fusione per incorporazione con Bps, la delibera adottata per l’operazione deliberata dai Cda dei due istituti è stata autorizzata ai sensi di legge. Una fusione che permette a Banco Desio di consolidare e razionalizzare il perimetro di operatività del Gruppo, creando maggior valore permettendo a Bps, che come detto viene da un forte riassetto operato da Banco Desio che l’ha risanata a fondo, di esprimere tutte le sue potenzialità, valorizzando le sue caratteristiche che fanno leva su un forte radicamento territoriale, principalmente in Umbria ma anche altrove.



  


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